L’ansia prematrimoniale è molto diffusa tra i futuri sposi oltre che comprensibile, in quanto nasce da diversi fattori quali la paura del cambiamento, la paura di fare la scelta sbagliata, la paura di aver scelto la persona sbagliata, la paura che non si andrà d’accordo, il timore di pentirsi o che le aspettative vengano deluse.

Ma l’ansia che le persone provano prima del matrimonio è segno di un’effettiva difficoltà o è un’esperienza normale e comune che può essere tranquillamente ignorata? L’incertezza prematrimoniale deve essere respinta a priori o è significativa? Per le coppie che scelgono di sposarsi anche di fronte all’incertezza, aumenta il rischio di futuri esiti negativi rispetto alle coppie nelle quali questi dubbi non erano presenti?

Da un lato, ci sono buone ragioni per credere che i dubbi prematrimoniali non predicano necessariamente un disagio futuro e che le relazioni si trasformino nel tempo in modo tale che, ciò che si percepiva precedentemente come problematico, poi non si riveli tale. Potremmo aspettarci che le coppie, una volta sposate, siano motivate a scardinare i dubbi che avevano precedentemente e si concentrino sul futuro; oppure che i coniugi si impegnino in una varietà di comportamenti che consentano loro di vedere la relazione e il partner in una luce positiva e mantenere i loro impegni reciproci (ad esempio, credere che le loro relazioni siano migliorate di recente, che i propri partner soddisfino i loro ideali, interpretare in modo benevolo i comportamenti irritanti del coniuge).

Ma cosa succede se l’incertezza prematrimoniale non è semplicemente un retaggio da superare ma è invece un vero segnale di avvertimento?

Per dare una risposta a questa domanda, Lavner et al. hanno chiesto a 232 coppie di giovani sposi se fossero mai stati incerti sul matrimonio; hanno poi rilevato i tassi di divorzio a quattro anni di distanza dal matrimonio e il livello di soddisfazione coniugale tra i partner con e senza dubbi prematrimoniali. I dubbi sono stati segnalati da almeno un partner in due terzi delle coppie.

Ciò che è emerso è che le coppie con dubbi prematrimoniali avevano tassi di divorzio, dopo quattro anni, significativamente più alti rispetto alle coppie che non presentavano ansia; l’ansia prematrimoniale sembra dunque essere comune ma non benigna, rivelandosi un valido precursore del disagio coniugale.

Quando è stato chiesto di ricordare la storia dei loro matrimoni, le persone che avevano divorziato hanno riferito di essersi sentite incerte prima del matrimonio, ma alla fine hanno respinto questi dubbi come semplici ansie o si sono dette che tutte le relazioni erano difficili all’inizio; tuttavia queste preoccupazioni di base sono rimaste e col tempo sono diventate più forti, sconvolgendo alla fine il matrimonio. Le preoccupazione prematrimoniali dunque sono segnale di problemi realmente presenti e ne prefigurano altri futuri, fornendo una previsione sull’andamento del matrimonio.

Inoltre i ricercatori, per verificare se gli effetti dell’incertezza prematrimoniale differissero per genere, hanno esaminato questi effetti separatamente per uomini e donne. È emerso che le donne sono caratterizzate da una maggiore sensibilità ai problemi relazionali rispetto agli uomini ed hanno pertanto maggiori probabilità di prendere l’iniziativa rispetto al divorzio: questo vuol dire che i dubbi delle donne tendono ad essere maggiormente predittivi dell’esito della relazione coniugale rispetto ai dubbi degli uomini.


ansia prematrimonialePer garantire che i dubbi avessero un valore predittivo unico, i ricercatori hanno anche controllato se altre variabili potessero influire sull’esito della relazione coniugale combinandosi all’ansia prematrimoniale, quali i background socio-culturali dei partner, il divorzio dei genitori, le caratteristiche di personalità dei coniugi e l’eventuale convivenza prematrimoniale.

È stata anche controllata la percezione della soddisfazione coniugale dei singoli individui ed è stato rilevato il tono emotivo globale della relazione matrimoniale, al fine di garantire che le loro segnalazioni di dubbi prematrimoniali non fossero influenzate dall’attuale percezione di insoddisfazione coniugale o dalla tendenza a ricordare i periodi negativi del matrimonio. È emerso che la relazione tra ansia prematrimoniale ed esito del rapporto coniugale prescinde da tutti questi fattori.

Altro dato interessante emerso dalla ricerca è che gli uomini avevano comunemente più dubbi rispetto alle donne, ma erano queste ultime a determinare il divorzio. I confronti tra i coniugi con e senza dubbi hanno dimostrato che i dubbi hanno predetto il divorzio soprattutto quando erano le donne ad averne. Al contrario, i dubbi degli uomini non prevedevano il divorzio, indipendentemente o in combinazione con i dubbi delle donne. Dunque i dubbi degli uomini si sono rivelati predittori di relazioni coniugali meno soddisfacenti tra quei coniugi che erano rimasti sposati, ma l’ansia prematrimoniale delle mogli si è rivelata un importante fattore predittivo di divorzio.

Una possibile spiegazione a questo fenomeno è che le donne sono più sensibili al disagio interpersonale, tendono ad essere più scettiche degli uomini rispetto alle scelte fatte e tollerano meno di stare con un coniuge che si sono rese conto essere quello sbagliato; sono pertanto più motivate ad uscire dalla relazione e a cercarne una più soddisfacente, anche nell’ottica di un’eventuale maternità.

Questo può anche spiegare perché l’ansia prematrimoniale è stata meno diffusa tra le mogli rispetto ai mariti, in quanto le donne con dubbi significativi sono tendenzialmente più propense degli uomini a non sposarsi. Un’altra possibilità è che gli uomini con dubbi possano semplicemente non essere inclini a prendere l’iniziativa al fine di cambiare la propria condizione, difatti generalmente gli uomini prendono meno iniziativa delle mogli nel contesto di difficoltà relazionali, o perché ricevono più benefici dallo stare in una relazione, anche se poco soddisfacente, rispetto alle donne.

In sostanza, apprendiamo da questa analisi che l’ansia prematrimoniale è comune ma non benigna e che, in particolare per le donne, sentirsi incerti rispetto al matrimonio prefigura angoscia e dissoluzione coniugale. Dunque i risultati indicano che i dubbi prematrimoniali non sono equiparabili al semplice sentirsi ansiosi prima di un evento importante o qualcosa su cui lavorare, ma un segno di possibili problemi futuri.

Questi risultati sollevano diverse implicazioni pratiche per la prevenzione e l’intervento. In particolare, evidenziando il valore predittivo dell’incertezza prematrimoniale rispetto ai successivi esiti coniugali al di là di altri fattori di rischio, queste analisi indicano che l’ansia non dovrebbe semplicemente essere liquidata come esperienza normale e diffusa o vista come qualcosa che andrà via una volta che i partner si impegneranno l’uno verso l’altro.

l'ansia e il matrimonioPiuttosto, i sentimenti di incertezza prematrimoniale dovrebbero essere presi sul serio e usati come opportunità di esplorazione, superando la riluttanza che molti partner avvertono all’idea di condividere i loro dubbi. Nel contesto della psicoterapia, inquadrare i dubbi e i sentimenti di ciascun partner potrebbe consentire alle coppie di gestire in modo sicuro problemi irrisolti o domande persistenti, di raggiungere un consenso su argomenti difficili (ad esempio, opinioni contrastanti sull’opportunità di avere figli) o di creare competenze attorno a specifiche aree problematiche (ad esempio, imparare a gestire meglio lo stress).

Articolo scritto dalla Dott.ssa Annarita Scarola psicologa psicoterapeuta

Lavner, J.A., Karney, B.R., Bradbury, T.N. (2012), “Do Cold Feet Warn of Trouble Ahead? Premarital Uncertainty and Four-Year Marital Outcomes”. In Journal of Family Psychology, vol. 26(6), pp. 1012-1017.

Ansia prematrimoniale: meglio ignorarla o darvi ascolto? #ansia #matrimonio Condividi il Tweet
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