Sfortunatamente per la psicologia, tutti pensano di essere psicologi.

                                                                                                    Jean Piaget

La maggior parte delle persone in Italia si vergogna di andare dallo psicologo o la ritiene una perdita di tempo. Un sondaggio dell’Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) ha rilevato che il 70% degli italiani ritiene inutile andare dallo psicologo. 

Quando una persona ha un problema fisico generalmente si rivolge ad un medico, invece quando il problema è psicologico non ci si rivolge ad un professionista con la stessa facilità: un po’ perché è difficile aprirsi con uno sconosciuto mostrando le proprie fragilità, un po’ perché intorno alla figura dello psicologo ruotano ancora numerosi pregiudizi e falsi miti. Se in Italia una percentuale così alta di persone considera lo psicologo un ciarlatano che ruba soldi ad alcuni disperati creduloni in difficoltà, è perché c’è ancora molta ignoranza intorno al mondo della psicologia.

Vediamo dunque quali sono i principali pregiudizi che ruotano intorno alla figura dello psicologo:

Lo psicologo è per i matti

Non bisogna necessariamente avere gravi sintomi psichiatrici o gravi disturbi di personalità per rivolgersi ad uno psicologo, poiché tutti nel corso della nostra vita abbiamo dei periodi in cui ci sentiamo incompresi, bloccati, incapaci di agire o reagire, delusi, feriti, impotenti, incapaci di accettare qualcosa di spiacevole ma inevitabile; come anche a tutti sarà capitato di fare fatica attraversando dei momenti delicati come una separazione, un lutto, la nascita di un figlio, la morte di una persona cara. Inoltre non tutti si rivolgono ad uno psicologo per un trauma subito o per una sofferenza emotiva che non si riesce a superare, ma anche per intraprendere un percorso di crescita personale o per raggiungere un maggiore equilibrio.

D’altronde non è neanche corretto stigmatizzare le persone con sintomi psichiatrici più gravi considerandole “pazze”: sono persone che portano un carico di sofferenza maggiore e che, a differenza di tanti, hanno il coraggio di chiedere aiuto.

Lo psicologo è per i deboli, bisogna farcela da soli

Guardarsi dentro e scegliere di cambiare richiede tanto coraggio, come anche decidere di aprirsi e provare a prendere in considerazione un punto di vista differente dal nostro.

Paradossalmente tante persone preferiscono rivolgersi ad uno psichiatra e gestire un sintomo solo farmacologicamente, proprio perché un percorso di psicoterapia è più lungo e più faticoso in quanto richiede che ci si metta in gioco e si mettano in discussione modi di pensare e comportarsi ormai rigidi e consolidati. Eppure tante volte l’intervento meramente farmacologico è inefficace se non supportato anche da un cambiamento più profondo.

Lo psicologo potrebbe manipolare la mia mente

Lo psicologo non è uno stregone che ci trasforma magicamente o prevede il futuro e ha massimo rispetto di ciò che il paziente pensa e crede. Lo psicologo accompagna il paziente in un percorso ma senza sostituirsi a lui o dispensare facili consigli o soluzioni immediate.

Io sono fatto così

Alcuni aspetti di noi non si possono cambiare ma altri sì anche se, è vero, questo richiede coraggio e fatica.

Nessuno può capire il mio dolore

Lo psicologo non è solo una persona distaccata e neutrale come appare mentre lavora ma ha anche una vita privata nella quale sperimenta gioie e sofferenze, e quindi è perfettamente in grado di comprendere il dolore perché anche lui ne ha fatta esperienza . Inoltre gli psicologi sono molto empatici, cioè capaci di mettersi nei panni degli altri e comprendere i loro pensieri e le loro emozioni. E poi la maggior parte degli psicologi hanno a loro volta intrapreso un percorso di psicoterapia come pazienti, per cui sanno perfettamente come ci si sente e che cosa vuol dire.

È impossibile risolvere i problemi solo parlando

Ma non si possono risolvere neanche se non se ne parla…

La psicoterapia dura troppo

La durata di una psicoterapia cambia a seconda degli orientamenti (per esempio una psicoterapia di orientamento cognitivo-comportamentale non ha durata decennale come i percorsi di psicoanalisi). Tuttavia è comprensibile che modificare degli schemi relazionali che ci accompagnano da anni richieda del tempo, che è sicuramente più breve rispetto al tempo del malessere che precede la psicoterapia e del benessere che la segue.

Lo psicologo costa troppo

Lo psicologo è un professionista competente e pertanto ha un costo. Per diventare psicologi bisogna intraprendere un percorso molto lungo e impegnativo: cinque anni di università, un tirocinio obbligatorio che va dalle 500 alle 1000 ore, l’esame di Stato, l’iscrizione all’Albo e una scuola di specializzazione in psicoterapia che dura dai quattro ai sei anni, prevede anch’essa un tirocinio obbligatorio e prevede generalmente che anche il futuro psicoterapeuta si sottoponga ad un percorso di psicoterapia. Inoltre gli psicologi hanno l’obbligo di formazione continua, per cui partecipano obbligatoriamente, anche dopo il percorso di studi, a diversi corsi di formazione e aggiornamento.

D’altronde ci sono diverse alternative allo studio privato sicuramente meno costose, come le ASL, gli ospedali o i consultori.

È lo stesso che parlare con un amico

Jean Piaget, uno studioso di psicologia infantile nel Novecento, diceva: “Sfortunatamente per la psicologia, tutti pensano di essere psicologi”.

Lo psicologo non fornisce facili consigli di buonsenso come farebbe un amico, ma applica particolari tecniche e strategie specifiche della professione, apprese dopo anni e anni di studio e formazione continua. Sfogarsi con una persona cara implica un coinvolgimento emotivo, poiché un amico tenderà sempre a prendere le nostre difese per consolarci e vederci felici, oppure a metterci in crisi in modo non sempre costruttivo, rischiando di ferirci. Lo psicologo invece consente di fare un lavoro su di sé mantenendo le giuste distanze: comprende ma non si lascia coinvolgere o travolgere dalle emozioni del paziente.

Ah, sei psicologo??

Ci tranquillizzerà sapere che lo psicologo non legge nella mente, non vede patologie ovunque e non bisogna stare attenti a quello che dite… Anzi, potete sentirvi liberi di dire quello che pensate e provate, perché lo psicologo non giudica, ma accoglie e sostiene.

Probabilmente ciò che ostacola la scelta di andare dallo psicologo è il timore di conoscere davvero se stessi, di scoprire nuove parti di sé, non sempre positive, e di dover cambiare alcuni modi di pensare, agire e relazionarsi che spesso, seppur fonte di disagio, ci danno sicurezza. 

E pensare che in altre parti del mondo, per esempio in Argentina o negli USA, la psicoterapia è culturalmente considerata una parte importantissima del proprio percorso di vita, in quanto si considera la terapia importante non solo per superare momenti di difficoltà ma anche per conoscersi più approfonditamente, comprendere meglio  il proprio funzionamento, per evolversi, maturare ed accrescere la qualità di vita.

Purtroppo in altri Paesi invece, tra cui l’Italia, la figura dello psicologo è ancora spesso e volentieri confinata nello stereotipo di “medico dei pazzi” o “medico dei deboli”.

E invece non c’è niente di cui vergognarsi nel rivolgersi a una figura specializzata per migliorarsi, sentirsi più realizzati e in sintonia con l’ambiente circostante, anzi dovrebbe sembrare strano il contrario. 

Mettere in crisi le proprie certezze non è semplice, ma è l’unico modo per migliorarsi e relazionarsi con maggiore consapevolezza con se stessi e con gli altri. Non si possono cambiare gli altri senza aver prima provato a cambiare noi stessi.

Articolo scritto dalla dr.ssa Annarita Scarola, Psicologa e Psicoterapeuta

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