Cosa si intende per ansia sociale?

Il Disturbo di ansia sociale è un disturbo psicologico caratterizzato da disagio e marcata paura sperimentata da un individuo in situazioni sociali nella quale percepisce la possibilità di essere giudicato da altri, umiliato e/o dove teme di potersi mostrare ridicolo, incapace, imbarazzato.

Sintomi del disturbo di ansia sociale

Il DSM 5 identifica i seguenti sintomi:

  • Paura marcata relativa a una o più situazioni sociali nelle quali l’individuo è esposto al possibile giudizio degli altri, come essere osservati o eseguire prestazioni di fronte ad altri;
  • L’individuo teme che agirà in modo tale da essere criticato o manifesterà sintomi di ansia che saranno valutati negativamente;
  • Situazioni sociali temute provocano quasi invariabilmente paura;
  • Le situazioni sociali sono evitate oppure sopportate con paura o ansia intense;
  • La paura o l’ansia risultano sproporzionate rispetto alla reale minaccia posta dalla situazione sociale e dal contesto socioculturale;
  • L’ansia, la paura o l’evitamento sono persistenti e durano tipicamente 6 mesi o più.

Come diagnosticare un diagnosticare un Disturbo d’ansia sociale

Per poter diagnosticare un Disturbo d’ansia sociale è necessario che il funzionamento dell’individuo sia compromesso, quindi che la vita sociale, lavorativa e/o scolastica siano negativamente influenzate.

Quanto è diffusa la fobia sociale?

La fobia sociale è presente in molte culture. Tra l’1,5% e il 4,5% della popolazione ne soffre nel corso della vita. Vi è una prevalenza leggermente maggiore nelle donne. Generalmente ha inizio nell’adolescenza e spesso può avere un andamento cronico nel tempo. In numerose ricerche emerge che molte persone soffrono di fobia sociale prima di cercare un trattamento e chiedere aiuto.

Come si comporta chi soffre di ansia sociale?

Chi teme ed esperisce un forte disagio in alcune situazioni sociali può modificare il suo comportamento, in particolar modo può essere estremamente riservato, avere una postura particolare, guardare in basso oppure tenere un tono di voce basso.

La persona presa dalla paura di essere giudicato o umiliato sceglie spesso un atteggiamento evitante e ritirato che lo porta ad esporsi poco, a parlare poco di sé e ad essere schivo nelle conversazioni. Tale comportamento può portare a un iniziale sollievo dato che il soggetto non si trova più ad affrontare quello che teme. Nonostante l’iniziale sollievo tuttavia vi possono essere numerosi svantaggi nel lungo termine: ad esempio l’aumento dell’ansia all’esposizione successiva, non arrivare a una soluzione definitiva del problema, alimentare un’idea di sé “incapace” nelle situazioni sociali.

Comportamento evitante

Il comportamento evitante può essere così presente da influenzare il percorso di vita delle persone con disturbo di ansia sociale. Infatti, possono scegliere di rimanere più a casa, di limitare le loro relazioni o di rinunciarci, scegliere posizioni lavorative più isolate e con limitate esposizioni in pubblico andando a limitare le proprie potenzialità. Secondo questo ragionamento, i comportamenti messi in atto per gestire l’ansia sociale possono diventare talvolta i meccanismi che mantengono il disturbo stesso.

Quale è il trattamento per il disturbo d’ansia sociale?

Il trattamento più indicato per la fobia sociale è la psicoterapia cognitiva-comportamentale. Gli obiettivi che ci si prefigge sono:

  • fornire informazioni sull’ansia e sulla fobia sociale;
  • imparare a riconoscere e disputare i pensieri irrazionali che sostengono il disturbo;
  • imparare tecniche di gestione dell’ansia;
  • esposizione graduale al fine di ridurre i comportamenti di evitamento e di ritiro e aumentare le interazioni sociali.

Talvolta la psicoterapia cognitiva comportamentale viene integrata con una terapia farmacologica, in particolare per ridurre i sintomi ansiosi più acuti e agevolare la compliance al trattamento terapeutico.

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Articolo scritto da Giada Sera – Psicologa Psicoterapeuta

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Bibliografia

Andrews G., Creamer M., Crino R., Hunt C., Lampe L., Page A.; Fobia sociale a cura di Morosini P., Leveni D, Piacentini D.; Centro Scientifico Editori; 2004

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