Le relazioni tossiche
Le relazioni tossiche sono relazioni distruttive, cioè che rovinano sia la qualità della relazione sia il nostro benessere fisico e mentale come l’autostima, la serenità, la sicurezza. Le relazioni tossiche possono impedirci di raggiungere ciò che per noi è importante, di gioire delle situazioni di vita, di fare ciò che ci piace e frequentare le persone a cui teniamo.
Le relazioni tossiche possono riguardare sia quelle affettive che le relazioni con i genitori, gli amici e anche i colleghi, e tanto più la relazione è importante per noi tanto più saranno elevati gli effetti della compromissione. Spesso siamo di fronte a persone con relazioni tossiche quando sentiamo frasi come “Sto male, ma non riesco a lasciarlo”, “Non c’è mai quando ho bisogno ma perché è sempre molto stanco”, etc.
Come riconoscere una relazione tossica
Possiamo non accorgerci di essere in una relazione nonostante la sofferenza che questa ci crea. Ci sono però alcuni segnali a cui possiamo prestare attenzione per rendercene conto, tra cui:
- Criticismo: ricevere frequenti critiche da parte dal partner che attaccano la nostra autostima e il nostro valore personale. In una relazione sana le critiche sono presenti ma ci aiutano a crescere come persone e non ci fanno sentire attaccati.
- Controllo: può essere esercitato in diversi modi, ad esempio il partner può imporci cosa fare e cosa non fare, prevaricare durante una conversazione interrompendo o non ascoltando, oppure farci sentire in colpa o usare le nostre fragilità per ottenere ciò che vuole.
- Gelosia: elevati livelli di gelosia, spesso conseguenti alla paura di essere abbandonati, danneggiano la relazione manifestandosi soprattutto con comportamenti possessivi. Dietro i comportamenti di gelosia può esserci una mancanza di fiducia che si può manifestare anche con comportamenti di controllo ad esempio del cellulare o della posizione geografica oppure mentendo all’altro.
- Rabbia: elevati livelli di rabbia possono portare il partner a compiere azioni violente e sono campanelli dell’allarme anche i comportamenti contro gli oggetti e le minacce di distruzione di oggetti o beni.
- Violenza: sia quella fisica che quella psicologica e verbale, come offendere, svalutare e deridere il partner.
In una relazione tossica spesso sono presenti anche disonestà, egoismo, comportamenti passivo aggressivi e frequenti litigi. Ciò che respiriamo è dunque un senso di insicurezza, insoddisfazione, infelicità, mancanza di energie, angoscia oltre che sintomi fisici come insonnia, affaticamento, mal di testa.

Come allontanarsi da una relazione tossica
- Il primo passo è sicuramente riconoscere di essere in una relazione tossica chiedendosi: qual è l’emozione prevalente che provo all’interno della relazione? Quando sono con il partner sento che le energie sono prosciugate? A quante cose ho rinunciato a favore di questa relazione? In sostanza è necessario riconoscere che la relazione è distruttiva e non ci fa star bene.
- Se ci sentiamo in una situazione di sicurezza possiamo provare a comunicare al partner come ci sentiamo, i nostri bisogni e le criticità che secondo noi sono presenti e possiamo provare a cercare una soluzione. È importante che questi momenti di confronto non avvengano durante un litigio o una discussione quando l’attivazione emotiva è alta e potremmo agire spinti da questa, ma in un momento di calma.
- Se invece la relazione è tossica e minaccia la nostra integrità o il benessere fisico bisognerebbe considerare di uscirne, meglio se il prima possibile. Se siamo in una situazione di non sicurezza, come in caso di aggressioni fisiche, è fondamentale mettersi in contatto con un centro antiviolenza. Uscire da una relazione tossica spesso non è facile e il partner potrebbe agire colpevolizzando e manipolando, per questo è fondamentale rimanere fermi e decisi nella propria decisione, avere un supporto e pianificare un piano che preveda ad esempio quando e come fare la comunicazione e a chi rivolgersi in caso di bisogno.
Un percorso di psicoterapia può aiutare a riconoscere la natura tossica della relazione, ad affrontare ciò che ci tiene legati all’altra persona e che ci impedisce di lasciarla nonostante la sofferenza, e a supportare nel processo di separazione e costruzione di relazioni più sane e soddisfacenti.
Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia Schiavolin Psicologa e psicoterapeuta riceve nella sede di Saronno del centro Interapia.
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Bibliografia
- Carter, S. B., (2011). High Octane Women: How Superachievers Can Avoid Burnout, Prometheus Books.
- De Vogli R., Chandola T., Marmot M. G., (2007). Negative Aspects of Close Relationships and Heart Disease, Arch Intern Med., 167(18) 1951-1957
- Relazioni efficaci. Come costruirle. Come non pregiudicarle, T. Gordon, edizioni La Meridiana

