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La ricerca della scelta perfetta può prendere il sopravvento e impadronirsi di noi costituendo più una fonte di stress che un beneficio.
Siamo portati a pensare che l’accesso a un maggior numero di informazioni ci dia più libertà e sia vantaggioso. Tuttavia, se non gestito bene, diventa un vincolo. Questo è vero soprattutto per le persone con un’inclinazione al perfezionismo e una tendenza a voler evitare a tutti i costi di compiere errori. Queste caratteristiche personologiche portano ad analizzare minuziosamente ogni opportunità e a valutarne pro e contro. Spesso si fanno file Excel in cui si confrontano le opzioni trovate. Così si rischia di cadere in un circolo vizioso. Alla fine ci si ritrova esausti e spesso comunque non soddisfatti.
Cosa implica la ricerca della scelta perfetta
Il processo di pensiero che interviene nella ricerca della scelta perfetta è spesso il rimuginio. Esso si caratterizza per essere astratto, ciclico (torna sempre sulle stesse cose) e irrazionale. Si pensa di continuo e in modo ossessivo a un problema pensando così di poterlo risolvere. Tuttavia, questa abitudine ha come conseguenze l’aumento dell’ansia. Inoltre diventa un loop logorante e che toglie tempo al presente.
Proviamo a riflettere sulle implicazioni della ricerca della scelta perfetta pensando alle volte in cui ci siamo ritrovati immersi in questo processo. Ad esempio nella scelta dell’acquisto di un prodotto in cui valutiamo tutte le opzioni online e in negozio, le offerte, facciamo confronti, ecc. L’impatto più significativo è spesso il dispendio di risorse ed energie. A volte senza nemmeno accorgerci impieghiamo moltissimo tempo, togliendolo ad attività più piacevoli e rilassanti. Alla fine ci sentiamo stanchi e nervosi soprattutto se non siamo giunti ad una conclusione. A volte certo si arriva alla soluzione che tiene insieme tutte le nostre esigenze ed emerge soddisfazione. Ma a che prezzo? Davvero non potevamo fermarci prima ed essere comunque contenti?
Cosa c’è alla base della ricerca della scelta perfetta?
Diverse sono le credenze alla base della ricerca della scelta perfetta, vediamo le più diffuse:
- Idea di avere un controllo assoluto sulle cose, nel caso di una scelta ad esempio la credenza di poter prevedere tutto e tenere tutto in considerazione. Questo ovviamente non è possibile. Infatti il nostro controllo è solo parziale considerato il fatto che alcune cose non dipendono da noi. E per quanto ci sforziamo di immaginarci tutti i possibili scenari futuri, ce ne mancherà sempre qualcuno.
- Idea che le scelte siano irreversibili e non rimediabili qualora in futuro cambiassimo idea. Questa credenza non considera la possibilità e la fiducia di poter trovare comunque un nuovo adattamento.
- Credere che una scelta imperfetta sia sbagliata.
- Credere di non poter tollerare di fare una scelta sbagliata e di considerare un errore come un qualcosa di estremamente negativo da evitare a tutti i costi. Sbagliare in realtà fa parte della natura umana, è inevitabile, è utile in termini di apprendimento. Soprattutto se ci concediamo di sbagliare possiamo scoprire di poter tranquillamente sopravvivere alle sue conseguenze e che la nostra vita va avanti lo stesso.
- L’illusione che il controllo che si manifesta nella ricerca della scelta perfetta sia l’unico modo per assicurarci la felicità. In realtà abbiamo visto come controllo e perfezionismo impattano negativamente sulla nostra qualità di vita facendoci sentire peggio. Inoltre, le persone che si accontentano e che tendono a fare la scelta più soddisfacente per loro in quel momento senza ricercare la perfezione vivono meglio sia i momenti di decisione. Vivono meglio anche le eventuali situazioni in cui si pentono della scelta fatta.
Strategie per non cadere nella ricerca della scelta perfetta

Alcune strategie possono aiutarci a interrompere la ricerca della scelta perfetta nel momento in cui ci rendiamo contro dei suoi “effetti collaterali”:
- Scegliere in base al sentire, a ciò che sentiamo in quel momento senza troppo analizzare o pensare anticipatamente. Questa difficilmente può essere una scelta sbagliata, anche se in futuro dovessimo cambiare idea.
- Chiarire quali sono i propri valori e scegliere in base a questi e alla loro priorità in un determinato momento. Questo permette di avere dei punti di riferimenti in base a cui scegliere.
- Mettere un limite al tempo che dedicheremo al prendere una decisione, ad esempio decidendo di pensarci per massimo 20 minuti, mettendo eventualmente anche una sveglia.
- Fidarsi delle proprie intuizioni che spesso portano a decisioni più soddisfacenti che quelle derivanti dall’analisi dettagliata di un problema o di una situazione.
- Se dopo aver preso una decisione, il dubbio e l’impulso ad analizzare di nuovo tornano a farci visita, decidere di non occuparcene più. Ricordiamoci che qualsiasi cosa accada saremmo in grado di gestirla.
Questi sono alcuni suggerimenti per non cadere nella trappola del perfezionismo. Tuttavia, se noti che il rimuginio occupa gran parte delle tue giornate e riguarda molte aree della tua vita, l’aiuto di uno psicoterapeuta può essere di grande utilità. Sarà utile per approfondire meglio le difficoltà e intervenire in maniera mirata e personalizzata.
Bibliografia
Barry Schwartz. The Paradox of Choice: Why More Is Less. HarperCollins Publishers Inc, 2016
Autore
Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia Schiavolin, Psicologa e Psicoterapeuta nella sede di Saronno

