Gli attacchi di panico si manifestano comunemente durante il giorno e consistono nella comparsa improvvisa di paura o disagio intensi che raggiungono il picco in pochi minuti e durano circa 30-45 minuti. Possono però avvenire inaspettatamente anche di notte e si stima che più della metà delle persone che soffre di disturbo di panico sperimenti anche almeno una volta un attacco notturno.
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Gli attacchi di panico notturni rientrano nella categoria più ampia degli attacchi di panico inaspettati, cioè che si presentano senza fattori scatenanti, e si manifestano con gli stessi sintomi di quelli diurni, in particolare: tachicardia, sudorazione, mancanza di fiato, angoscia, tremori, nausea, sensazione di vertigine, sensazione di soffocamento, vampate di calore e dolore al petto.
Questi attacchi di panico notturni avvengono generalmente tra la mezz’ora e le tre ore dopo essersi addormentati, quindi nelle fasi in cui non si sta sognando, differenziandosi dal pavor nocturnus (terrore notturno) che invece è legato a un sogno e la persona, consapevole di questo, riesce poi a calmarsi e addormentarsi. Al contrario, chi sperimenta attacchi di panico notturni avrà difficoltà ad addormentarsi per paura che si verifichino di nuovo e potrà pertanto sviluppare con il tempo disturbi del sonno dovuti alla tendenza ad avere un sonno più leggero e una maggior probabilità di risvegli.
Fattori di rischio per chi soffre di attacchi di panico notturni
Tra i possibili fattori di rischio degli attacchi di panico diurni e notturni vi sono fattori genetici, la presenza di altri disturbi d’ansia, fattori psicologici come l’instabilità emotiva e la considerazione dell’ansia come qualcosa di pericoloso e periodi di vita stressanti che spesso precedono l’attacco di panico. Lo stress infatti determina una maggior produzione di cortisolo e adrenalina che portano a una condizione di allerta costante.
Alcuni studi hanno mostrato che chi soffre di attacchi di panico notturni ha paura delle situazioni in cui diminuisce l’attenzione agli stimoli esterni come succede ad esempio nei momenti di rilassamento tra cui il sonno, in quanto diventa più difficile proteggersi da eventuali pericoli (paura della perdita di vigilanza). Un altro aspetto che può portare a una maggior probabilità di sviluppare attacchi di panico notturni è l’intolleranza all’incertezza, cioè la difficoltà ad affrontare situazioni imprevedibili e incerte. Avrebbero dunque più timore di non essere pronte a gestire un evento imprevisto che può avvenire durante la notte, come un malore o una calamità naturale. Inoltre, queste persone temono maggiormente di non essere in grado di prevenire dei danni e di proteggersi dalle conseguenze.
Per quanto riguarda la maggior sensibilità all’ansia, alcune ricerche hanno evidenziato una maggior tendenza a considerare le sensazioni fisiche spiacevoli come più pericolose di quello che sono, mentre alti studi hanno sottolineato la presenza di sintomi di ansia sociale, quindi una maggior preoccupazione del giudizio e del rifiuto da parte degli altri.

Trattamento degli attacchi di panico notturni
Una migliore gestione dello stress e la pratica di tecniche di rilassamento aiutano la mente e il corpo a riacquistare uno stato di maggior calma e tranquillità. Queste non risolvono certamente eventuali problemi e situazioni difficili ma ci predispongono ad affrontarle in maniera più efficace e salutare. Tra le tecniche di rilassamento troviamo ad esempio la respirazione lenta e profonda, il training autogeno e il rilassamento muscolare.
La psicoterapia cognitivo comportamentale risulta essere il trattamento di prima scelta per gli attacchi di panico in quanto aiuta concretamente a comprendere cosa è il panico e agisce sui comportamenti che lo mantengono fornendo strumenti per una gestione più efficace. Aiuta infatti a modificare comportamenti e pensieri che sono disfunzionali, cioè causano e mantengono i disturbi, e a trovare nuove modalità per gestire ed esprimere le emozioni.
La psicoterapia cognitiva comportamentale per gli attacchi di panico utilizza tecniche per gestire e ridurre l’ansia, esercizi di rilassamento e l’esposizione graduale alle situazioni temute. Lavora inoltre sul timore di non essere in grado di affrontare le situazioni pericolose inaspettate e quindi sull’intolleranza all’incertezza andando a mettere in discussione i pensieri sottostanti.
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Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia Schiavolin Psicologa e psicoterapeuta riceve nella sede di Saronno del centro Interapia.
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Referenze
- Rolla E., Attacchi di Panico. Come uscirne. La potenza della Terapia Cognitivo Comportamentale. IW edizioni, 2017
- APA. Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. 5th ed. American Psychiatric Association; Washington, DC, USA. Text Revision (DSM-V-TR)
- Smith, N. S., Albanese, B. J., Schmidt, N. B., & Capron, D. W. (2019). Intolerance of uncertainty and responsibility for harm predict nocturnal panic attacks. Psychiatry Research 273, 82-88
- Tsao, J.C.I., & Craske, M.G. (2003). Fear of loss of vigilance: development and preliminary validation of a self-report instrument. Depress. Anxiety 18 (4), 177–186.

