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Prigionieri del “forse”: dall’incertezza al dubbio patologico

di Chiara Maroso | Lug 11, 2025 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Forse non è presuntuoso affermare che tutti noi, in misura diversa, sperimentiamo quotidianamente incertezza. Ci domandiamo se abbiamo chiuso la porta di casa, se abbiamo detto la cosa giusta o se abbiamo interpretato correttamente una situazione. In molti casi, questa esitazione è parte integrante dell’esperienza umana, uno strumento adattivo che ci spinge a riflettere e valutare le nostre scelte. Tuttavia, quando l’incertezza diventa persistente, intrusiva e difficilmente tollerabile, può trasformarsi in un vero e proprio dubbio patologico.

Il termine incertezza deriva dal latino incertus, formato dal prefisso negativo in- e da certus, ovvero “certo”, e significa letteralmente “non certo”. In ambito lessicale, viene comunemente definita come una condizione di mancanza di sicurezza o stabilità, di dubbio soggettivo rispetto a fatti, decisioni o percezioni (Treccani). Nella psicologia, essa può assumere connotazioni disfunzionali, in particolare quando diventa un ostacolo alla fiducia in sé e alle proprie capacità decisionali. In questi casi, il bisogno eccessivo di certezza può generare pensieri intrusivi e ripetitivi, compulsioni e richieste di rassicurazione che compromettono la vita quotidiana. È proprio in questo contesto che si colloca il dubbio patologico, costrutto clinico osservabile soprattutto nel Disturbo Ossessivo-Compulsivo (da ora DOC) (Samuels et al., 2017).

Il dubbio patologico come tratto cognitivo nel DOC e la sua relazione con l’ansia

All’interno del DOC, il dubbio patologico rappresenta una delle manifestazioni cliniche cognitive più rilevanti e pervasive. Infatti, secondo una sintesi statistica dei risultati di vari studi condotti su oltre 1000 pazienti, è emerso che l’intensità del dubbio è significativamente associata alla gravità del DOC, con una marcata prevalenza in quei casi che presentano comportamenti ripetitivi di controllo (compulsioni di “checking”) volti a ridurre l’incertezza.
A tal proposito, alcuni studi clinici hanno mostrato come il dubbio si manifesta in almeno tre domini: incertezza rispetto alle proprie azioni (ad es. “l’ho fatto davvero?”), mancanza di fiducia nei propri sensi (ad es. “l’ho visto veramente?”), e convinzioni negative su se stessi (es. “non riesco a fidarmi del mio giudizio”) (Samuels et al., 2017). Questo tipo di dubbio non è solo una risposta a specifici contenuti ossessivi, ma sembra costituire un tratto cognitivo stabile, associato a una difficoltà generalizzata nel fidarsi delle proprie percezioni, ricordi e decisioni.

Il dubbio patologico e l'incertezza

Tale vulnerabilità si intreccia strettamente con i meccanismi dell’ansia, in particolare con l’intolleranza all’incertezza, un costrutto psicologico che descrive la difficoltà a tollerare situazioni ambigue o non risolvibili. È stato infatti osservato che livelli elevati di dubbio patologico sono correlati con un aumento significativo dei sintomi ansiosi e con tratti di personalità come il perfezionismo e l’evitamento (Aardema et al., 2019; Holaway et al., 2006). In altre parole, l’incertezza percepita genera ansia, l’ansia a sua volta alimenta ulteriormente il dubbio, dando origine a un circolo vizioso cognitivo ed emotivo. Questo meccanismo contribuisce a mantenere le compulsioni e le strategie di controllo, impedendo al soggetto di sviluppare fiducia nei propri processi mentali.

Dubbio e Incertezza

Evidenze neurobiologiche: una piccola curiosità

Risulta interessante riportare, anche dal punto di vista dei meccanismi cerebrali, ciò che è stato rilevato nel tempo. Alcuni studi hanno osservato che, durante compiti in cui è necessario ricordare qualcosa (ad. es. “avrò chiuso la macchina?”), le persone che soffrono di dubbio patologico attivano in modo eccessivo alcune aree del cervello. In particolare, due aree mostrano un’attività più intensa del normale: una coinvolta nel controllo dei pensieri e delle decisioni (la corteccia prefrontale dorsolaterale) e un'altra legata alla valutazione di quanto possiamo fidarci delle nostre azioni (il cingolato posteriore). Questo potrebbe spiegare perché queste persone faticano a sentirsi sicure di aver fatto qualcosa, anche quando lo hanno realmente fatto (O'Connor et al., 2017). In sostanza, invece di aiutare, questo continuo “pensare troppo” può bloccare il processo decisionale e alimentare ulteriormente il dubbio e l’ansia.

Impatto sulla qualità della vita e interventi terapeutici

Il dubbio patologico ha un forte impatto sulla qualità della vita, portando a difficoltà lavorative, relazionali e a una compromissione del funzionamento quotidiano. La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) rimane il trattamento di elezione (Wahl et al., 2022), tuttavia alcune ricerche stanno inoltre esplorando la Metacognitive Therapy (MCT), terapia cognitivo comportamentale di terza generazione, che anziché concentrarsi sui contenuti del dubbio patologico, si sposta sul processo mirando a modificare le convinzioni sul funzionamento della mente e sulla necessità di certezza, favorendo un atteggiamento più flessibile nei confronti del dubbio (Moritz & Jelinek, 2011).

Conclusione

Il dubbio patologico è un fenomeno complesso che va ben oltre l’incertezza comune: è un’esperienza pervasiva che compromette la capacità decisionale, la fiducia in sé e il funzionamento quotidiano. Comprendere i suoi meccanismi è cruciale per migliorare gli approcci terapeutici e favorire una migliore qualità della vita nei pazienti affetti da DOC e disturbi correlati.

Autore

Chiara Maroso Psicologa Saronno

Articolo scritto dalla dott.ssa Chiara Maroso Psicologa a Saronno

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Bibliografia

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  • Holaway, R. M., Heimberg, R. G., & Coles, M. E. (2006). A comparison of intolerance of uncertainty in analogue obsessive–compulsive disorder and generalized anxiety disorder. Journal of Anxiety Disorders, 20(2), 158–174.
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  • Wahl, K., van den Hout, M. A., & Emmelkamp, P. M. G. (2022). Inference-based CBT for OCD: A randomized controlled trial. Psychotherapy and Psychosomatics, 91(2), 89–97.
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