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Dietro L’ansia: Riconoscere le credenze e i vissuti che la sostengono

di Centro Interapia | Set 4, 2025 | Ansia e Panico | 0 commenti

L’ansia è uno stato di attivazione fisica e psichica a situazioni percepite come minacciose, incerte o potenzialmente pericolose. È una reazione che ci permette di fronteggiare richieste ambientali. L’ansia, entro certi limiti, costituisce, quindi una risposta adattiva, mobilitando risorse per prepararci ad affrontare situazioni o possibili pericoli. 

Tuttavia, quando l’ansia risulta amplificata, sproporzionata e persistente rispetto allo stimolo o alla situazione, diventa disadattiva. 

Ma cosa c’è dietro l’ansia? 

L’ansia è mantenuta da alcune credenze e vissuti che alimentano e generano sofferenza. 

Quali sono le credenze che alimentano l'ansia?

  • Ansia come timore sproporzionato di danno e tendenza a previsioni negative e catastrofiche: definibile come la tendenza a valutare negativamente determinate situazioni, prevedendo conseguenze negative e catastrofiche. È osservabile un’anticipazione di pericoli o problemi anche in assenza di reali segnali di minaccia. L’evento temuto viene letto e vissuto come un esito finale catastrofico oggettivamente irreparabile, irresistibile ed inevitabile. 
  • Intolleranza dell’incertezza: definibile come la tendenza a non tollerare emotivamente il fatto di non conoscere perfettamente tutti i possibili scenari ed eventi futuri, a non sopportare gli imprevisti, i quali vengono interpretati come negativi e come eventi da evitare. Il dubbio viene vissuto come emotivamente stressante, disagevole. L’intolleranza dell’incertezza determina uno stato di preoccupazione e di rimuginio costanti che mantengono e alimentano l’ansia e la preoccupazione. 
  • Ansia come timore dell’errore: definibile come la tendenza a non tollerare il benché minimo errore, valutando quest’ultimo come in grado di determinare un fallimento totale o conseguenze negative e catastrofiche. Si osservano costanti sentimenti di autocritica e una fatica nel valutare che qualcosa sia fatto positivamente. 
  • Ansia legata ad un’autovalutazione negativa: definibile come la tendenza ad autovalutazioni negative sia delle proprie capacità pratiche nel far fronte a situazioni temute, che delle proprie capacità di controllo emotivo e di risposta comportamentale e di recupero nelle situazioni di difficoltà legate ad un’autovalutazione negativa di debolezza e fragilità. Tale costrutto svolge un ruolo significativo nel mantenimento e nella cronicizzazione dell’ansia. 
  • Ansia legata ad un bisogno di controllo: definibile comela tendenza di dover conseguire un controllo assoluto degli eventi esterni ma anche interni in modo tale che non si avverino tutte le possibilità negative temute. Il controllo diventa l’unica alternativa al proprio stato emotivo legato al timore continuo di catastrofe. Il controllo viene vissuto come soluzione all’ansia, ma in realtà si costituisce come una delle credenze che la mantengono e alimentano. 
  • Intolleranza delle emozioni: definibile come la tendenza a vivere e percepire ogni stato emotivo come ingestibile, pericoloso o perché ritenuto prova dell’incombere di eventi dannosi o per vissuti di debolezza, incapacità nel fronteggiare gli stati emotivi. Si possono osservare tentativi di evitamento o soppressione emotiva che amplificano l’ansia.  
  • Ansia legata ad un senso eccessivo di responsabilità: definibile come la tendenza a valutare se stessi come primi responsabili degli scenari negativi. Tale credenza (responsabilità e colpa) ha un ruolo fondamentale nello sviluppo e mantenimento dei disturbi ossessivi-compulsivi. 

Conclusione

Comprendere le credenze e i vissuti che alimentano l’ansia è il primo passo per poterla affrontare. L’ansia, infatti, non è solo una reazione automatica, ma è legata a come interpretiamo noi stessi, le nostre emozioni e gli eventi che ci circondano. Prendere consapevolezza di questi meccanismi interni permette di ridurre la sofferenza e di sviluppare strategie più funzionali per far fronte alle situazioni. 

Un lavoro su se stessi, supportato da un percorso di psicoterapia, consente di trasformare l’ansia da ostacolo paralizzante a segnale utile per comprendere i propri bisogni e affrontare le sfide con maggiore consapevolezza e resilienza.

Autore

Ilaria Campostori Psicoterapeuta Saronno

Articolo scritto dalla Dott.ssa Ilaria Campostori Psicologa e Psicoterapeuta a riceve presso la sede di Legnano del centro interapia

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