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Il ritorno dalle vacanze: tra stress, aspettative e adattamento

di content | Ott 8, 2026 | Articoli di Psicologia, Pilastri della Psicologia | 0 commenti

Quando la pausa finisce

Il rientro dalle vacanze viene spesso descritto con una formula semplice: “È finita la vacanza, si torna alla realtà”. Eppure, dal punto di vista psicologico, il passaggio non è così semplice. Dopo giorni caratterizzati da ritmi più liberi, meno impegni e maggiore possibilità di scegliere come organizzare il proprio tempo, riprendere la routine può richiedere un vero e proprio processo di adattamento. Al rientro possono comparire stanchezza, irritabilità, difficoltà di concentrazione o una certa malinconia. Non necessariamente si tratta di un problema psicologico: possono essere reazioni comprensibili a un cambiamento di ritmo e di abitudini. Per comprendere meglio questo fenomeno è utile mettere in relazione alcuni costrutti psicologici: stress, regolazione emotiva, adattamento, aspettative e benessere.

Le vacanze cambiano il nostro ritmo

Durante una pausa dal lavoro o dallo studio cambiano spesso molte delle nostre abitudini quotidiane. Possiamo dormire a orari differenti, avere meno appuntamenti, trascorrere più tempo all'aperto, dedicarci alle persone che amiamo o semplicemente avere maggiore libertà. Il ritorno alla routine comporta invece un aumento degli impegni e una maggiore necessità di organizzare il tempo. Secondo il modello di Lazarus e Folkman (1984), ciò che determina la nostra risposta allo stress non dipende soltanto dalle caratteristiche oggettive di una situazione, ma anche da come la valutiamo e dalle risorse che percepiamo di avere a disposizione.

Per questo motivo il rientro può essere vissuto in maniera molto diversa da persona a persona. Per qualcuno rappresenta un'occasione per riprendere attività piacevoli e incontrare colleghi e amici; per qualcun altro può coincidere con la sensazione di avere improvvisamente troppe cose da fare.

Il ruolo delle aspettative

Un elemento spesso sottovalutato è rappresentato dalle aspettative. Prima delle vacanze possiamo immaginare che saranno completamente rilassanti e che torneremo a casa pieni di energia. Allo stesso modo, possiamo aspettarci che il rientro sia necessariamente pesante e frustrante. Quando l'esperienza reale non coincide con ciò che avevamo immaginato, può comparire una certa delusione. La vacanza, per esempio, può essere stata bella ma non perfetta; il ritorno può essere impegnativo ma non necessariamente negativo. Questo ci ricorda che il benessere non dipende soltanto da ciò che accade, ma anche dal significato che attribuiamo a ciò che accade. Le aspettative possono influenzare il modo in cui interpretiamo le nostre esperienze e, di conseguenza, le emozioni che proviamo.

Stress e senso di controllo

Un altro concetto importante è il senso di controllo. Durante le vacanze possiamo avere maggiore libertà nella gestione delle nostre giornate. Al rientro, invece, orari, scadenze e responsabilità possono ridurre questa sensazione di autonomia. Quando le richieste aumentano e sentiamo di avere poche risorse per gestirle, può aumentare lo stress. Lazarus e Folkman (1984) sottolineano infatti che la risposta allo stress dipende anche dal rapporto tra le richieste percepite e le risorse che riteniamo di possedere per affrontarle.

Per questo motivo, il problema non è necessariamente la quantità assoluta di impegni, ma anche la percezione di riuscire a governarli. Una ripresa improvvisa può quindi essere più faticosa di una ripresa graduale. Organizzare in anticipo alcune attività, evitare di concentrare troppe richieste nei primi giorni e mantenere alcuni momenti di pausa può aiutare a rendere il passaggio meno brusco.

Non è necessario tornare immediatamente al “ritmo di prima”

Persone con bagagli camminano in aeroporto durante il rientro dalle vacanze e la graduale ripresa della routine quotidiana.

Il ritorno alla routine può essere considerato come un piccolo processo di adattamento. In psicologia, l'adattamento non indica semplicemente la capacità di sopportare una situazione, ma la possibilità di modificare progressivamente comportamenti e strategie in risposta alle nuove circostanze.

Da questo punto di vista, non è necessario pretendere da se stessi di essere immediatamente produttivi come prima delle vacanze. Il sonno può richiedere qualche giorno per stabilizzarsi, l'attenzione può essere inizialmente meno efficiente e la motivazione può avere bisogno di tempo per riattivarsi.

Accettare questa fase di transizione può essere più utile che interpretare ogni momento di stanchezza come un segnale che qualcosa non va. Anche il concetto di resilienza, inteso come capacità di adattarsi alle difficoltà e ai cambiamenti, sottolinea l'importanza dei processi graduali di adattamento (Masten, 2001).

La regolazione emotiva: fare spazio anche alla malinconia

Il rientro può portare con sé anche una componente emotiva. Possiamo sentire nostalgia per i luoghi visitati, per le persone incontrate o semplicemente per il ritmo che avevamo durante la pausa. La regolazione emotiva, studiata da Gross (1998), riguarda i processi attraverso cui influenziamo le nostre emozioni. Regolare un'emozione non significa necessariamente eliminarla. Possiamo, per esempio, riconoscere la nostalgia senza trasformarla nel pensiero “Adesso sarà tutto terribile”. Una frase come “Mi manca quel periodo perché sono stato bene” racconta la stessa emozione in modo diverso rispetto a “Le vacanze sono finite e adesso non starò più bene”. Nel primo caso la nostalgia viene riconosciuta; nel secondo viene trasformata in una previsione negativa sul futuro.

La capacità di riconoscere e accettare le emozioni, senza cercare necessariamente di eliminarle, rappresenta quindi un aspetto importante della regolazione emotiva (Gross, 1998).

Portarsi dietro qualcosa delle vacanze

Forse il modo più interessante di guardare al rientro è chiedersi non soltanto come tornare alla routine, ma anche che cosa portare dalla pausa nella propria vita quotidiana. Se durante le vacanze abbiamo apprezzato avere più tempo per le persone importanti, possiamo provare a mantenere almeno qualche momento di condivisione. Se abbiamo scoperto il piacere di camminare, leggere o stare all'aperto, possiamo cercare di conservare queste attività anche quando ricominciano gli impegni.

Questa idea può essere collegata al concetto di benessere psicologico e, in particolare, al ruolo che l'autonomia e le relazioni positive possono avere nella qualità della vita. Secondo la teoria dell'autodeterminazione di Ryan e Deci (2000), il benessere è favorito dalla soddisfazione di alcuni bisogni psicologici fondamentali, tra cui il senso di autonomia, la capacità di sentirsi efficaci e la possibilità di avere relazioni significative.

In questo senso, la vacanza può diventare anche un'occasione per osservare quali attività ci fanno stare bene e quali aspetti della nostra routine vorremmo modificare.

Dal “post-vacanze” alla ripresa

Non esiste quindi un'unica maniera corretta di vivere il ritorno dalle vacanze. Alcune persone possono sentirsi energiche e motivate, altre possono avere bisogno di qualche giorno per riabituarsi ai ritmi abituali. Entrambe le esperienze possono essere comprese all'interno di un normale processo di adattamento.

Il rientro può essere visto come un momento di transizione, nel quale entrano in gioco stress, aspettative, emozioni e capacità di adattamento. Invece di pretendere di passare immediatamente dalla modalità vacanza alla piena produttività, può essere più realistico concedersi un periodo di riassestamento.

E forse c'è anche una domanda utile da portare con sé: che cosa delle vacanze vorrei continuare a vivere anche quando le vacanze sono finite? La risposta potrebbe trasformare il rientro da una semplice fine a un'occasione per ripensare, almeno in parte, il proprio modo di vivere la quotidianità.

Bibliografia

Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Chiara Maroso, Psicologa e Psicoterapeuta presso la sede di Saronno

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