Negli ultimi anni, la figura dello psicologo ha acquisito crescente rilevanza sociale, grazie a una maggiore sensibilità collettiva verso il benessere mentale e le scienze psicologiche. Tuttavia, il percorso per diventare psicologo in Italia è lungo, articolato e richiede una formazione rigorosa. Comprendere le tappe fondamentali — dalla formazione universitaria all’iscrizione all’Albo — è essenziale per orientare chi desidera intraprendere questa professione e per informare chi vuole comprenderne il valore.
Indice
Il percorso universitario: laurea triennale e magistrale
Con il nuovo ordinamento universitario (D.M. 270/2004), il primo passo è la laurea triennale in Scienze e tecniche psicologiche (L-24). Questo ciclo di studi fornisce le basi teoriche e metodologiche delle discipline psicologiche: psicologia generale, dello sviluppo, sociale, del lavoro, neuroscienze, psicometria, statistica e metodologia della ricerca.
Successivamente, è necessario conseguire una laurea magistrale in una delle classi di laurea LM-51 – Psicologia, che consente di approfondire competenze e ambiti applicativi specifici (clinico, sociale, del lavoro, scolastico, ecc.).
Solo con la laurea magistrale si acquisisce il titolo accademico che consente di accedere al tirocinio e, in seguito, all’iscrizione all’Albo degli Psicologi.
Il Tirocinio Pratico Valutativo (TPV) e la Prova Pratico Valutativa
Dal 2023, con l’entrata in vigore del nuovo Esame di Stato semplificato (D.M. 554/2021 e successive modifiche), il tradizionale tirocinio post-lauream è stato sostituito dal Tirocinio Pratico Valutativo (TPV), integrato nel percorso magistrale.
Il TPV, della durata complessiva di circa 750 ore, si svolge in due periodi:
- TPV1, nel primo anno di magistrale, orientato all’osservazione e all’applicazione di conoscenze teoriche in contesti reali;
- TPV2, nel secondo anno, più operativo e focalizzato sullo sviluppo di competenze professionali e deontologiche.
Al termine del TPV, gli studenti devono sostenere una Prova Pratico Valutativa, svolta in sede universitaria, che sostituisce l’esame di Stato tradizionale. Superata la prova, è possibile iscriversi direttamente all’Albo B degli Psicologi, senza ulteriori esami.
Iscrizione all’Albo e ruolo dell’Ordine degli Psicologi
L’iscrizione all’Albo professionale, gestito dal Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) e dagli Ordini Regionali, è l’atto che sancisce legalmente la possibilità di esercitare la professione di psicologo.
L’Albo è suddiviso in due sezioni:
- Sezione A, accessibile con laurea magistrale LM-51 e TPV completato, che consente di esercitare come psicologo a pieno titolo;
- Sezione B, riservata a chi ha conseguito solo la laurea triennale (titolo di dottore in tecniche psicologiche), con funzioni limitate di supporto tecnico e operativo.
L’Ordine tutela la deontologia professionale, promuove la formazione continua e vigila sul corretto esercizio della professione, a garanzia dei cittadini e della qualità dell’intervento psicologico.
Le principali specializzazioni dello psicologo
Dopo l’iscrizione all’Albo, è possibile scegliere diverse direzioni professionali e formative, a seconda degli interessi e dell’ambito di intervento:
- Psicologia clinica e della salute → valutazione, diagnosi e sostegno psicologico individuale e di gruppo, anche in contesti sanitari.
- Psicoterapia → richiede una Scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta dal MIUR (in orientamento cognitivo-comportamentale, psicodinamico, sistemico, umanistico, integrato, ecc.). Solo gli psicologi specializzati possono definirsi psicoterapeuti.
- Psicologia del lavoro e delle organizzazioni → selezione, formazione, benessere organizzativo, coaching e gestione delle risorse umane.
- Psicologia dell’età evolutiva → interventi educativi e di supporto per bambini, adolescenti e famiglie.
- Psicologia scolastica → promozione del benessere e prevenzione del disagio nelle scuole.
- Psicologia forense → perizie, consulenze tecniche e valutazioni psicologiche in ambito giudiziario.
- Psicologia della salute e sportiva → promozione di stili di vita sani e potenziamento delle performance psicofisiche.
La varietà degli ambiti riflette la trasversalità della psicologia, disciplina che interconnette scienze umane, sociali e biologiche.

Sfide e opportunità della professione oggi
Diventare psicologo oggi significa confrontarsi con nuove sfide ma anche con opportunità inedite.
Sfide principali:
- Concorrenza crescente e necessità di formazione continua;
- Avvio professionale spesso complesso, con difficoltà di inserimento lavorativo stabile;
- Gestione del confine tra informazione psicologica e divulgazione (soprattutto online).
Opportunità emergenti:
- Digitalizzazione della professione: la psicologia online, riconosciuta dal CNOP, consente di ampliare l’accessibilità dei servizi psicologici;
- Crescente attenzione sociale alla salute mentale, soprattutto tra giovani e adulti, con aumento della domanda di sostegno e prevenzione;
- Collaborazioni interdisciplinari in sanità, educazione, aziende e comunità locali;
- Psicologia basata sulle evidenze (Evidence-Based Psychology): crescente integrazione tra ricerca scientifica, pratica clinica e strumenti digitali.
Conclusione
Il percorso per diventare psicologo richiede dedizione, formazione continua e un profondo senso etico. Dalla teoria alla pratica, ogni tappa contribuisce a costruire una figura professionale capace di coniugare conoscenza scientifica, competenza relazionale e responsabilità sociale.
In un mondo in cui il benessere mentale è sempre più riconosciuto come componente essenziale della salute globale, la psicologia non è soltanto una professione, ma un impegno civile: aiutare le persone a comprendere se stesse e a vivere in modo più consapevole, equilibrato e umano.
Autore

Articolo scritto dalla dott.ssa Mariacarla Perfido Psicologa e Psicoterapeuta presso la Sedi di Milano del Centro InTerapia.
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Bibliografia
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