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DSA e Università: strategie, normative e supporti per il successo accademico

di Centro Interapia | Feb 7, 2025 | ADHD, Articoli di Psicologia | 0 commenti

DSA e Università: l’accesso all’istruzione superiore rappresenta un traguardo importante per moltissimi studenti, inclusi coloro che hanno ricevuto diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA). Dislessia, disortografia, disgrafia e discalculia possono rappresentare una sfida molto complessa in un ambiente universitario. Tuttavia, con gli strumenti adeguati, una conoscenza approfondita della normativa vigente e un supporto mirato, gli studenti con DSA possono raggiungere il successo accademico e personale.

La normativa vigente in Italia per DSA e Università

In Italia, la normativa che tutela gli studenti con DSA è principalmente rappresentata dalla legge n. 170 del 2010. Questa legge riconosce i DSA come una condizione che richiede specifiche misure di supporto per garantire il diritto allo studio e alla formazione.

Oltre alla legge 170/2010, altri decreti e circolari ministeriali, come il DM 5669/2011, forniscono linee guida specifiche per l'applicazione della legge nelle diverse istituzioni scolastiche e universitarie.

Tali normative specificano che ogni ateneo deve avere al suo interno uffici dedicati ai servizi per la disabilità e i dsa (SDDA), Questo servizio è il primo punto di contatto con gli studenti, come esplicitamente richiesto nelle linee guida. Il ruolo del SDDA sta nell’individuare i bisogni dello studente, definire gli interventi e monitorare lo svolgimento delle procedure attivate.

DSA e Università: presentare la diagnosi

Per accedere ai servizi forniti dagli atenei, anche ai fini delle prove di ammissione ai corsi di studio, lo studente deve presentare la diagnosi clinica di DSA. Sono valide soltanto le diagnosi rilasciate dalle strutture del SSN o dagli enti o professionisti accreditati dalle Regioni, tale diagnosi se aggiornata dopo il compimento del 18° anno di età resterà valida per tutto il percorso universitario. Se viene fatta prima della maggiore età la diagnosi dovrà essere aggiornata dopo tre anni. Di seguito si riporta il testo della normativa:

"Come previsto dalla legge n.170 del 2010 (art. 3) e dal successivo Accordo Stato Regioni del 24/7/2012, la diagnosi deve essere aggiornata dopo 3 anni se eseguita dallo studente di minore età; non è obbligatorio che sia aggiornata se eseguita dopo il compimento del 18° anno."

La normativa inoltre stabilisce che a fronte della certificazione di DSA gli Atenei hanno il compito di redigere Piani Didattici Personalizzati (PDP), adattando il percorso di studio alle esigenze dello studente e in questo documento verranno inseriti gli strumenti compensativi e dispensativi di cui lo studente avrà diritto durante gli esami.

Normativa per il test di ingresso

Alcuni strumenti compensativi sono concessi anche durante i test di ammissione. È possibile infatti richiedere tempo aggiuntivo rispetto a quello previsto per lo svolgimento della prova nella misura massima del 50% (solo se ne formulano specifica richiesta) o 30% di tempo aggiuntivo, e utilizzare calcolatrice non scientifica, il video-ingranditore del testo, e affiancamento di un tutor (lettore umano).

Strumenti compensativi e dispensativi in ambito universitario

Durante l’anno accademico invece si fa riferimento alle Linee Guida del 2011 che specificano le misure dispensative e compensative, le modalità di valutazione e di verifica a tutto ciò che concerne il percorso universitario.

Per quanto attiene agli strumenti compensativi si potranno utilizzare a seconda di quello che verrà inserito nel Piano Didattico Personalizzato:

  • registratore digitale; 
  • PC con correttore ortografico;
  • testi in formato digitale;
  • programmi di sintesi vocale;
  • la presenza di tutor con funzione di lettore, nel caso in cui non sia possibile fornire materiali d’esame in formato digitale;
  • calcolatrice;
  • tabelle e formulari;
  • mappe concettuali;
  • materiali didattici in formati accessibili (presentazioni, dispense, eserciziari), forniti se necessario in anticipo sulle lezioni;

Per quanto concerne invece le misure dispensative, è possibile:

  • considerare la possibilità di suddividere la materia d’esame in più prove parziali;
  • privilegiare verifiche orali piuttosto che scritte;
  • laddove l’esame scritto venga ritenuto indispensabile, verificare se il formato scelto (ad es. test a scelta multipla, o a risposta chiusa, ecc.), rappresenti un ostacolo e se possa essere sostituito da altre forme di valutazione scritta;
  • sempre con riferimento alle prove scritte, prevedere alternativamente la riduzione quantitativa, ma non qualitativa, della prova stessa, oppure la concessione di tempo supplementare, fino a un massimo del 30%, per lo svolgimento della prova;
  • considerare nella valutazione i contenuti piuttosto che la forma e l’ortografia.
Strategie per affrontare l’università con un DSA

Strategie per affrontare l’università con un DSA

Oltre ai supporti forniti dall’università, gli studenti con DSA possono adottare strategie personali per gestire al meglio il carico accademico:

  • Organizzazione: usare agende, planner digitali o app (ad esempio, Google Calendar, Trello o Notion) per la gestione del tempo, per tenere traccia delle scadenze e pianificare lo studio. Suddividere le attività in piccoli compiti giornalieri può rendere il lavoro meno opprimente.
  • Tecnologia: oltre ai software di sintesi vocale, ci sono app per creare mappe mentali (MindMeister, XMind), strumenti per la scrittura predittiva e programmi che aiutano nella gestione dei testi complessi. Queste tecnologie possono semplificare il processo di apprendimento.
  • Tecniche di studio personalizzate: gli studenti con DSA possono trovare utile adottare tecniche di studio visive, come le mappe concettuali, o metodi basati sull’ascolto, come registrare le lezioni e riascoltarle.
  • Materiali di studio alternativi: cercare risorse aggiuntive, come video tutorial, podcast o libri in formato audiolibro, può rendere l’apprendimento più accessibile e interessante.
  • Pausa e gestione dello stress: integrare pause regolari nello studio è cruciale per evitare il sovraccarico cognitivo. Attività come mindfulness, yoga o esercizio fisico possono ridurre lo stress e migliorare la concentrazione.
  • Supporto emotivo e motivazionale: confrontarsi con altri studenti con DSA o partecipare a gruppi di supporto può fornire ispirazione e strategie pratiche. Lavorare con un tutor accademico può aiutare a mantenere alta la motivazione.
  • Comunicazione: Essere proattivi nel comunicare con docenti e uffici di supporto per ottenere le misure necessarie.

Conclusione

Le istituzioni universitarie hanno un ruolo cruciale nel garantire un ambiente inclusivo e accessibile. È fondamentale che le università investano in risorse dedicate, come centri per l'inclusione, e che i docenti siano sensibilizzati sull'importanza di garantire pari opportunità a tutti gli studenti.

Affrontare l’università con un DSA può essere una sfida, ma grazie alla normativa vigente e ai numerosi strumenti di supporto disponibili, gli studenti hanno la possibilità di superare gli ostacoli e raggiungere risultati straordinari. Una piena attuazione delle leggi esistenti e una costante sensibilizzazione sono fondamentali per garantire un futuro accademico e professionale equo e inclusivo.

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Autore

Arianna Castelnovo Psicologa Monza

Articolo scritto dalla dott.ssa Arianna Castelnovo del Centro InTerapia di Monza responsabile del team DSA

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