I pensieri hanno un impatto significativo sulle nostre emozioni e sul nostro comportamento. Molte volte, infatti, i pensieri che ci attraversano non sono verità oggettive, ma interpretazioni della realtà che possono portarci a soffrire inutilmente.
In questo articolo, esploreremo la differenza tra pensieri, distorsioni cognitive e dati di fatto, e come una comprensione chiara di questa distinzione possa aiutarci a ridurre la sofferenza mentale.
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Pensieri Soggettivi, Influenzati dalle percezioni, emozioni e convinzioni personali. Variabili: cambiano in base allo stato emotivo e alle convinzioni Non sono verificabili oggettivamente, poiché dipendono dall’interpretazione personale della realtà e non possono essere misurati in modo universale. |
Distorsioni Cognitive Soggettive ed erronee: si tratta di pensieri che distorcono la percezione della realtà, amplificando in modo irrazionale gli aspetti negativi. Irrazionali: portano a una visione esagerata o irrazionale degli eventi. |
Dati di fatto Oggettivi: non sono influenzati dai nostri pensieri o emozioni. Stabili e verificabili attraverso osservazione e misurazione. |
Errori di pensiero/distorsioni cognitive
Le distorsioni cognitive, strettamente legate a disturbi come ansia e depressione, alterano la nostra percezione della realtà (Clark & Beck, 2012), e trattare i pensieri come fatti può amplificare il nostro disagio emotivo (Dobson & Dozois, 2010).
Come evidenziato da Beck (1976), è essenziale distinguere i pensieri dalle realtà oggettive per prevenire l’intensificazione della sofferenza emotiva.
Ecco alcuni esempi comuni di errori di pensiero o distorsioni cognitive che possono confondere i pensieri con i dati di fatto:
- Catastrofizzazione (chiamata anche “predizione del futuro”): prevedi negativamente il futuro senza considerare altri probabili esiti
Esempio: “Sarò così ansioso, che non riuscirò a fare nulla.”
- Pensiero tutto o nulla (chiamato anche pensiero in bianco e nero, polarizzato, o dicotomico): vedi una situazione in due categorie, invece che su un continuum.
Esempio: “Se non sono un totale successo, sono un fallimento.”
- Ragionamento emotivo: pensi che qualcosa debba essere vera solo perché la “senti”, la credi molto fermamente, ignorando l’evidenza del contrario.
Esempio: “Mi sento ansioso, quindi qualcosa di brutto deve succedere. Se mi sento così, vuol dire che non sono in grado di gestire le cose.”
- Squalificare o sminuire il positivo: dici irragionevolmente a te stesso che le esperienze positive non contano.
Esempio: “È andato bene l’esame ma questo non significa che io sono competente, sono stato solo fortunato.”
- Etichettamento: metti un’etichetta rigida, globale su te stesso o sugli altri, senza considerare che l’evidenza potrebbe più ragionevolmente condurre ad una conclusione meno disastrosa.
Esempio: “Sono un perdente.”
- Esagerazione/Minimizzazione: quando valuti te stesso, un’altra persona o una situazione, esageri irragionevolmente il negativo e/o minimizzi il positivo.
Esempio: “Prendere una valutazione bassa dimostra quanto io sia inadeguato. Prendere voti alti significa che io sia intelligente.”
- Filtro mentale (chiamato anche astrazione selettiva): presti un’attenzione ingiustificata solo ad un dettaglio negativo, invece di vedere l’intero quadro.
Esempio: “Nonostante abbia preso parecchi voti alti, dal momento che ho preso un voto basso nei miei esami significa che sto facendo un lavoro scadente.”
- Lettura del pensiero: credi di sapere cosa gli altri stanno pensando, evitando di considerare altre più probabili possibilità.
Esempio: “Sta pensando che io non so assolutamente nulla di questo esame.”
- Ipergeneralizzazione: trai un’indiscriminata conclusione negativa che va ben oltre la situazione attuale
Esempio: “Siccome non mi sono sentito a mio agio alla festa, non ho quello che ci vuole per farmi degli amici.”
- Personalizzazione; credi che gli altri si stanno comportando negativamente pe causa tua, senza considerare spiegazioni alternative per il loro comportamento.
Esempio: “La vicina di casa è stata brusca con me perché ho fatto qualcosa di sbagliato”
- Affermazioni dovrei e devo (chiamati anche imperativi): hai un’idea fissa, precisa, di come tu o gli altri dovreste comportarvi, e sovrastimi di quanto sia terribile che queste aspettative non vengano soddisfatte.
Esempio:” È terribile che abbia commesso un errore. Dovrei sempre fare del mio meglio.”
- Valutazione tunnel: vedi solo gli aspetti negativi di una situazione.
Esempio: “Il maestro di mio figlio è inutile. Non sa insegnare, è sempre critico e non si preoccupa mai dei suoi studenti. Non sta facendo nulla di buono per mio figlio.”
Gestire i pensieri in maniera consapevole
Gestire i pensieri in modo consapevole: riconoscere le distorsioni cognitive e rimanere ancorati alla realtà
- Distinguere i pensieri dai fatti: Imparare a riconoscere quando un pensiero è solo un’interpretazione soggettiva e non un dato oggettivo.
- Gestire i pensieri: È importante osservare e riflettere sui propri pensieri. Se notiamo pensieri disfunzionali possiamo metterli in discussione con pensieri più funzionali.
- Riconoscere le distorsioni cognitive: Imparare a riconoscere quando stiamo cadendo in una distorsione cognitiva è il primo passo per gestirla. Una volta riconosciuta, possiamo sfidare la distorsione, ad esempio chiedendoci: “C’è una prova che supporti questa conclusione?”
- Focalizzarsi sui dati di fatto: Concentrarsi su ciò che è oggettivo e verificabile aiuta a rimanere ancorati alla realtà e a ridurre l’ansia.
Conclusione
Imparare a riconoscere la differenza tra pensieri e fatti è un passo fondamentale per vivere una vita meno influenzata dalla sofferenza mentale.
Quando cominciamo a vedere i pensieri come ciò che sono – semplici interpretazioni soggettive – possiamo separare meglio la nostra percezione dalla realtà oggettiva e, di conseguenza, ridurre la sofferenza che questi pensieri possono causare.
Bibliografia
- Clark, D. A., & Beck, A. T. (2012). Cognitive Therapy of Anxiety Disorders: A Practice Manual and a Program for Research. Guilford Press.
- Dobson, K. S., & Dozois, D. J. A. (2010). Handbook of Cognitive-Behavioral Therapies (3rd ed.). The Guilford Press.
Autore

Articolo a cura dalla dott.ssa Anna Teresa Gentiluomo Psicologa e Psicoterapeuta riceve presso la sede di Via Roma 85 a Saronno
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