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Il Fenomeno del Paperclipping

da | Gen 13, 2025 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Compara e scompare di continuo nella mia vita…” Il fenomeno del “Paperclipping”

Il mondo del “dating” è sempre più ricco di nuovi stili di comportamento non sempre funzionali. Il termine “paperclipping”, letteralmente ritaglio di carta,  prende ispirazione dal piccolo assistente Microsoft Word che anni fa compariva e scompariva, assolutamente in modo randomico, dando suggerimenti non richiesti ne potenzialmente utili. Proprio come quella piccola graffetta che compare e scompare, oggi questo stile di comportamento appare sempre più spesso nelle dinamica relazionali.

La dinamica è quindi la seguente: due persone decidono di intraprendere una conoscenza, si susseguono alcuni appuntamenti ed ad un certo punto uno dei due scompare, ricomparendo poi dopo diversi mesi per poi scomparire nuovamente. Questo circolo può andare avanti per diverso tempo, e ripresentarsi diverse volte.

L’illustratrice Samantha Rothenberg che è l’artista dietro l’account Instagram, Violet Clair. Grazie ad alcune delle sue illustrazioni da un volto e mostra cosa significa uscire con qualcuno nell’epoca del dating moderno, e quanto questo sia davvero complicato.

Come mai viene messo in atto il “paperclipping”?

Questo stile di comportamento esiste da sempre, tuttavia oggi tale fenomeno è assai più evidente, soprattutto grazie alla maggior facilità di connettersi con l’altro.

Il paperclipping è un comportamento che permette, a chi lo agisce, di aumentare il proprio senso di valore personale. La persona si nutre di connessioni superficiali e intermittenti e delle risposte emotive dell’altro. Emerge così un’immagine di un sé emotivamente immatura ed incapace di costruire e stare in relazioni emotivamente coinvolgenti e significative. Questo potrebbe essere spiegato da una profonda paura ad essere abbandonati, dal timore di rimanere schiacciati o soffocati della relazione oppure da una scarsa autoconsapevolezza. Alcune persone non hanno molto ben chiaro cosa desiderano, quali sono i loro bisogno e i loro scopi. La scarsa chiarezza rispetto a se stessi porta ad essere allo stesso modo confusi e incerti nell’interazione con l’altro; generando quindi comunicazioni frammentate e a singhiozzo tipiche del paperclipping.

Quindi per riassumere il ciclo del paperclipping: prima avviene un avvicinamento, ricercando quell’intimità di cui il soggetto ha bisogno, per poi ritrarsi prima di essere rifiutato/abbandonato, soffocato/invischiato o coinvolto in una relazione che non sa se desidera o meno. Per poi, infine, tornare e mostrare a se stesso che vale, è importante e che l’altro resta anche se non c’è stato un reale e concreto investimento. L’autostima e il valore personale vengono quindi nutriti, permettendo così al paperclipper di sparire nuovamente.

Effetti del paperclipping

Gli effetti di tale agito sono differenti in base al ruolo che si svolgi nell’interazione. 

Chi subisce il paperclipping potrebbe sentirsi confuso, infastidito e/o in ansia. Non avendo controllo su come e quando l’altro potrebbe presentarsi nella sua vita, in alcuni momenti potrebbe anche sentirsi invaso nel proprio spazio personale. Tuttavia la sua reazione potrebbe avere un ruolo nel reiterarsi o meno del ciclo.

Colui che invece agisce il paperclipping potrebbe perpetrare la costruzione di  relazioni instabili diminuendo così la sua capacità di connettersi in modo funzionale, sano e costruttivo con l’altro. Inoltre, nel momento in cui il paperclipper scoprisse di voler proseguire la conoscenza, trasformandola in una relazione più duratura e profonda con un partner, con il suo comportamento potrebbe aver inficiato tale opportunità.

Cosa fare quindi se mi trovo in una dinamica di paperclipping?

Se mi trovo in un ciclo di paperclipping potrebbe essere importante chiedersi: cosa voglio io? Di cosa ho bisogno?

Da queste due semplici domande si aprono tre alternative, tutte valide e legittime.

  1. Posso scegliere di stare al gioco del paperclipper, se questo comportamento non mi reca alcuna forma di stress, malessere o fastidio se le attenzioni sporadiche e altalenanti dell’altro non sono un problema posso decidere con consapevolezza di giocare un ruolo attivo nel ciclo di paperclipping.
  2. Posso scegliere di ignorare il paperclipper e non rispondere, sopratutto quando sento che questo comportamento non è ciò che desiderò per me e per una relazione. Così da comunicare in modo indiretto le mie intenzioni di sottrarmi la paperclipping; l’altro a quel punto potrebbe/dovrebbe comprendere le nostre intenzioni e mettere fine al comportamento disfunzionale.
  3. Infine, si può valutare la possibilità di chiedere un chiarimento diretto al paperclipper . Il vantaggio di questo approccio, rispetto al quello precedentemente descritto, è che ci potrebbe portare ad una comunicazione più chiara che non lasci spazio ad eventuali nuovi malintesi.

A prescinde da come si decide di agire. Dopo essere stati in un ciclo di paperclipping potrebbe essere importante fermarsi a riflettere su ciò che davvero vogliamo per noi in una relazione, focalizzandoci sui nostri scopi, bisogni e desideri emotivi. Ogni esperienza potenzialmente negativa può diventare un ottimo spunto di autosservazione.

Alessia D'Angelo Psicologa Milano

Articolo scritto dalla Dott.ssa Alessia D’Angelo Psicologa e Psicoterapeuta a Milano

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