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La differenza tra tristezza e depressione

da | Set 24, 2025 | Disturbi dell’Umore | 0 commenti

Ognuno di noi sperimenta quotidianamente delle oscillazioni del proprio umore, il nostro umore infatti naturalmente si muove in un continuum, dove i due poli sono felicità e tristezza (condizione di eutimia).

Tabella 1

La tristezza infatti è innata, ovvero presente fin dalla nostra nascita ed è una delle cinque  emozioni primarie insieme a gioia, paura, rabbia e disgusto. La tristezza è correlata alle circostanze, infatti possiamo identificare un motivo per cui ci sentiamo tristi e proprio per questo di solito è passeggera; inoltre è possibile modificare il nostro stato mentale tramite attività positive e/o grazie ad avvenimenti esterni. Vediamo ora nello specifico le caratteristiche di questa emozione:

  • Eventi attivanti: perdita di persone/animali/ oggetti, status, lutto
  • Pensieri o credenze: perdita irrimediabile
  • Cosa accade nel corpo: mancanza di energia fisica e mentale, stanchezza, voglia di piangere, disattivazione
  • Linguaggio del corpo: pianto, il corpo si chiude in se stesso
  • Impulso all’azione: nessun impulso, non si ha voglia né energie per agire

Da questa “scheda tecnica” della tristezza possiamo cogliere quanto possa non essere piacevole provare questa emozione, molte persone infatti pur di non sentirla tentano di escluderla dal proprio ventaglio emotivo.. questo però non è possibile anche perché come ogni emozione anche la tristezza ha una funzione: ci permettere di adattarci ad una nuova condizione, facendoci fermare ed entrare in contatto con il dolore per la perdita.

Ma quindi cosa c’è di diverso nella depressione?

Per quanto riguarda l’umore, la depressione è caratterizzata da umore deflesso indipendentemente dalle situazioni che si vivono nella quotidianità. Come si può vedere dall’immagine sottostante l’umore appare completamente flesso verso il basso durante l’episodio depressivo (sintomi presenti per almeno due settimane), mentre nella distimia ovvero una condizione di depressione persistente, i sintomi sono più lievi ma prolungati nel tempo (almeno due anni).

Tabella 2

La depressione

La depressione ha carattere sistemico e sindromico: riguarda tutto l’organismo e comprende una costellazione di sintomi:

  • Affettivi: disperazione, disforia, senso di impotenza
  • Cognitivi: demotivazione, pensieri automatici negativi, distorsioni cognitive, difficoltà di concentrazione e memoria
  • Comportamentali; passività, isolamento, rallentamento o agitazione motoria, scarsa cura personale
  • Fisiologici: disturbi del sonno, cambiamenti nell’appetito, riduzione del desiderio e dell’attività sessuale, affaticabilità (astenia)

Nel DSM-5 i disturbi depressivi comprendono: disturbo depressivo maggiore, disturbo depressivo persistente (distimia), disturbo disforico premestruale, disturbo depressivo indotto da sostanze, disturbo depressivo dovuto a un’altra condizione medica, disturbo depressivo con altra specificazione, disturbo depressivo senza specificazione. Ognuno è caratterizzato da specifici criteri diagnostici che approfondiremo in seguito.

Autore

Giambarresi Erika Psicologa Saronno

Articolo scritto dalla dott.ssa Erika Giambarresi Psicologa a Saronno

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