Chi?
La mostra è dedicata a Giando, artista outsider la cui poetica visiva unisce espressionismo, simboli autobiografici ed elementi materici. L’evento è curato da Thessy Sembiante e nasce dalla collaborazione tra Spazio Alda Merini, I.R.C.C.S. Ospedale San Raffaele, CETEC, Casa delle Artiste e InTerapia.
Durante l’inaugurazione interverrà anche il dott. Simone Sottocorno, Psicoterapeuta e Direttore Clinico di InTerapia, con un contributo dedicato al rapporto tra arte e salute mentale.
Cosa?
L’iniziativa è una mostra personale che raccoglie le opere più rappresentative di Giando: volti deformati, colori intensi, superfici vissute che raccontano fragilità, lotta, identità e resilienza. Il suo lavoro si colloca a metà tra arte visiva e gesto terapeutico, un modo di “mettere fuori” ciò che spesso non può essere detto.
L’inaugurazione sarà un momento di incontro tra pubblico, artista, istituzioni culturali e professionisti della salute mentale.
Quando?
11 dicembre 2025, ore 17:30
L’evento segnerà l’apertura ufficiale della mostra e includerà la presentazione critica della mostra ed il contributo psicologico introduttivo di professionisti della salute mentale.
Dove?
Spazio Alda Merini
Via Magolfa, 30 – Milano
Un luogo simbolico per la città di Milano, dove arte, memoria e vulnerabilità trovano da sempre un canale espressivo condiviso.
Perché?
La mostra nasce con una duplice finalità:
– Valorizzare la ricerca artistica di Giando: un’arte intensa, emotiva, diretta, capace di toccare corde profonde attraverso immagini che parlano del proprio mondo interiore manche del mondo circostante.
– Promuovere una riflessione sulla salute mentale, mostrando come la creazione artistica possa diventare un veicolo di cura, consapevolezza e trasformazione.
Nel suo intervento, il dott. Simone Sottocorno offrirà una chiave di lettura psicologica dell’opera: l’arte come spazio di regolazione emotiva, l’atto creativo come dialogo tra parti interne, il ruolo dell’immagine nel dare forma all’inesprimibile e la possibilità, attraverso la fruizione estetica, di incontrare le vulnerabilità umane senza giudizio.
Conclusione
La mostra di Giando non è semplicemente un evento espositivo, è un invito a guardare nelle pieghe dell’esperienza umana, dove arte e mente si incontrano, si sfiorano e si raccontano a vicenda.

