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Otroversione

da | Feb 17, 2026 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Né introversi né estroversi, una nuova prospettiva: l’otroversione.

Nel 2025 lo psichiatra Rami Kaminski introduce una nuova dimensione della personalità che non si identifica pienamente né come introversa né estroversa. Kaminski conia questo termine per descrivere chi bilancia caratteristiche tipiche dell’introversione e dell’estroversione: si tratta di persone che prediligono relazioni autentiche e profonde piuttosto che relazioni numerose; che hanno un pensiero critico saldo che non viene influenzato dagli altri, che si sentono a proprio agio in gruppo senza però sentire il bisogno di appartenervi.

Kaminski nel libro “The gift of not belonging: how outsiders thrive in a world of joiners” conia il neologismo “otrovert” – otroverso in italiano – derivandolo dallo spagnolo “otro” che significa “altro” per mettere in evidenza come la netta distinzione fra introversi ed estroversi sembri insufficiente a descrivere la complessità del proprio essere.

L’otrovert non si orienta spontaneamente né verso se stesso né verso il gruppo, piuttosto sceglie una posizione autonoma, laterale, senza bisogno di conferme sociali né di isolamento. Rifiuta di fatto l’impulso a confermarsi automaticamente con il gruppo, si tratta di una scelta non sempre conscia di non allinearsi. Non si tratta di un aspetto patologico, quanto di un orientamento relazionale spontaneo: chi è otrovert tende ad investire su poche relazioni ben scelte non sentendo il bisogno di omologarsi ad un gruppo ma provando comunque piacere dallo stare con gli altri.

L’otrovert può apparire come una persona silenziosa, quando vuole però risulta brillante e socievole. La differenza sta nell’obiettivo: non socializza per conformarsi o farsi accettare, quanto per portare le proprie idee e il proprio modo di vivere il mondo.

Otroversione

Caratteristiche principali

  • Preferenza per le conversazioni profonde: amano parlare di argomenti intimi e impegnati piuttosto che ingaggiarsi in conversazioni superficiali o formali.
  • Selettività sociale: preferiscono relazioni intime e profonde a grandi gruppi o contesti allargati.
  • Avversione per i “rituali sociali”: non amano le cerimonie formali o momenti di gruppo nei quali si sentono obbligati a partecipare, le convenzioni sociali (chiacchere di circostanza, saluti e convenzioni) li affaticano.
  • Indipendenza: tendono ad eccellere in compiti individuali e a mantenere un forte senso di identità autonoma, indipendentemente dalla pressione del gruppo. Spesso sono creativi e mostrano un pensiero proprio non per forza in linea con quello che ci si aspetta.
  • Equilibrio fra socialità e solitudine: pur amando stare con gli altri, ricercano spesso la solitudine come modo per ricaricarsi.

Otroverso VS introverso

Nonostante abbiano tante caratteristiche in comune, ciò che distingue gli otroversi dagli introversi è che i primi appaiano disinvolti, socievoli e sicuri, a differenza degli introversi che solitamente vengono descritti come tranquilli e riservati. Gli otroversi possono evitare situazioni gruppali per i motivi sopradescritti di selezione quando, tuttavia, vi si trovano coinvolti non faticano nell’interazione. Non hanno alcun problema a parlare davanti a tutti sostenendo il proprio punto di vista o ad ingaggiarsi in confronti approfonditi su tematiche per loro rilevanti. L’introverso tende, invece, ad evitare di attirare l’attenzione su di sé preferendo tacere o comunque restare in disparte. La scelta dell’otroverso di non stare in gruppo nasce da una consapevolezza selettiva e non dal timore del giudizio.

Otroverso VS introverso

Otroverso VS estroverso

L’otroverso non rifiuta il mondo esterno, tuttavia, la differenza con l’estroverso risiede nella qualità e quantità delle relazioni. Un estroverso trae energia dal gruppo e dalla stimolazione costante anche superficiale, un otroverso da un’interazione più contenuta e ristretta ma maggiormente significativa in termini di contenuti. Non rifiutano la compagnia, ma la selezionano con cura.

In conclusione, Kaminski ha portato un nuovo sguardo sul modo in cui le persone interagiscono e si ingaggiano nelle relazioni spezzando quella dicotomia rigida fra introversione ed estroversione. Molte saranno le persone che ora riusciranno a meglio definirsi potendo dire: “le persone mi piacciono, ma le scelgo con cura. Sono otroverso!”.

Autore

Serena Baj Psicoterapeuta Saronno

Articolo scritto dalla dott.ssa Serena Baj

Psicologa e Psicoterapeuta presso il Centro Interapia di Saronno, La dott.ssa Baj aiuta adulti e giovani a superare momenti difficili e ritrovare un equilibrio sereno nella vita quotidiana.

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Riferimenti

Kaminski, R.“The gift of not belonging: how outsiders thrive in a world of joiners” conia il neologismo “otrovert”, 2025 Hachette Book Group USA.

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