Come difendersi dalle "invasioni emotive" e potenziare il proprio benessere
Esistono circostanze (eventi, persone...) che mettono a dura prova le nostre capacità di resistenza emotiva. Limitarsi ad evitarle non sempre è una soluzione attuabile, né efficace sul lungo periodo: significherebbe soltanto rimandare il problema, con il rischio di ritrovarlo in futuro.
Cambiare gli altri, o le loro reazioni, è un'opzione difficilmente praticabile. Piuttosto, impariamo a cambiare una parte di noi, stabilendo dei sani confini emotivi: questo ci permetterà di comunicare al prossimo come desideriamo essere trattati e al tempo stesso di distanziarci e differenziarci dagli stati d'animo altrui.
Quando siamo emotivamente invasi?
Quali sono i segnali riconoscibili che ci fanno comprendere di essere emotivamente invasi?
- fai dipendere dagli altri le tue emozioni, sentendoti inadatto/a ogniqualvolta il tuo sentire sia differente da quello delle persone che ti circondano. Vale sia per le emozioni positive che per quelle negative;
- ti assumi responsabilità che non ti competono, anche gravose, perché ti senti come la cosa riguardasse anche te;
- anticipi i bisogni altrui, ancora prima che vengano espressi e dichiarati;
- permetti che gli altri decidano la tua "agenda emotiva", cioè discutono di argomenti e problematiche per te dolorose, senza tuo consenso;
- non riesci a dire "no" perché temi di perdere l'affetto e la stima di chi ti circonda, anche se sei al limite delle energie;
- senti di dedicare molto tempo agli altri, poco o nulla a te stesso/a;
- ravvisi stanchezza psicologica e fisica.

Ma come si stabiliscono i confini emotivi?
- Il primo passo è la gradualità innanzitutto: anche la costruzione dei tuoi confini emotivi richiederà tempo e pazienza, si tratta di un obiettivo da portare avanti con costanza;
- Qualcuno, soprattutto chi tende a “invadere” maggiormente, potrebbe storcere il naso di fronte a questi cambiamenti. Questo perché fino ad oggi ha fatto comodo che tu mantenessi un certo comportamento accomodante. Poniti come obiettivo il tuo benessere, non è questo il momento per arrabbiarsi o scontrarsi apertamente con gli altri: sarebbe un dispendio inutile di energie preziose.
- Crea una lista in ordine di difficoltà e parti dai contesti in cui dire "no" ti appare più facile (o meno difficile).
- Quando dici di no, la spiegazione riguarda solo te stesso/a, non l'altra persona;
- Evita di attribuire colpe agli altri, punta l'accento sui tuoi vissuti e i tuoi pensieri.
- Rispetta le risposte dell'altro, anche se non accettano le tue posizioni;
- Imparare a porre di confini non significa manipolare gli altri o cercare di cambiare a tutti i costi le loro opinioni.
Ecco alcuni esempi pratici:
“Leggerò le e-mail/ risponderò alle telefonate di lavoro soltanto in orario d'ufficio, a meno di casi eccezionali (scadenze di bandi, consegna a un cliente...) preventivamente stabiliti”
“Vorrei tanto accompagnarti a fare quella commissione ma oggi sono davvero stanco/a; capisco la tua delusione ma davvero non ho energie sufficienti per farlo”
“Non sono a mio agio nel parlare della fisicità delle persone, è un tipo di critica che disapprovo, non è un argomento del quale intendo dialogare”.
In conclusione, stabilire dei confini può essere soggettivamente difficile, soprattutto se si è cresciuti in un contesto dove la colpevolizzazione e la manipolazione affettiva la facevano da padroni. Imparare a rispettarsi e farsi rispettare potrà essere visto, soprattutto all’inizio, come un comportamento egoista: spesso è difficoltoso capire come porre dei limiti senza ostacolare quelli altrui; perciò, è importante focalizzare il processo su sè stessi, evitando di focalizzarsi sui comportamenti altrui.
Nel caso in cui ci si senta in balia delle emozioni degli altri e ci si senta continuamente invaso/a, si potrebbe prendere in considerazione l'idea di un consulto con un terapeuta per capire insieme le origini di questi vissuti e trovare insieme una strada verso un maggior benessere.

Articolo scritto dalla dott.ssa Elisa Bezze Psicologa e Psicoterapeuta riceve su appuntamento nella sede di Saronno.
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