Home » Articoli di Psicologia » Dipendenze » Dipendenza Affettiva » “Per me va bene, non c’è problema”. Sottomissione e Auto-sacrifico: Quando esprimere i propri bisogni è una grande sfida

“Per me va bene, non c’è problema”. Sottomissione e Auto-sacrifico: Quando esprimere i propri bisogni è una grande sfida

di Verdiana Valagussa | Mar 4, 2025 | Dipendenza Affettiva | 0 commenti

  • “Non c’è problema, fissiamo pure la riunione alle 13:00, sposterò io la mia visita medica”
  • “Sì mamma, avrei avuto un impegno con la mia compagna, ma se hai bisogno che ti accompagni proprio oggi dalla zia disdico tutto”
  • “Non c’è problema, se nessun altro si offre volontario posso farmi carico io di questo progetto…cercherò di non rimanere indietro con il resto del lavoro”
  • “Sono un po’ stanca, pensavo di riposarmi, ma se vuoi uscire a cena ok”

Questi sono solo alcuni esempi di quando si mettono i bisogni degli altri davanti ai propri, trascurando pressoché totalmente le proprie necessità. 

Non parliamo di compromessi, di raggiungere un accordo, parliamo di un vero e proprio sbilanciamento verso i bisogni altrui a discapito dei propri.
In questo caso Young, terapeuta di riferimento della Schema Teraphy, parla di SCHEMA DI SOTTOMISSIONE E SCHEMA DI AUTO-SACRIFICO (2007). 

Con il termine schemi ci si riferisce a strutture mentali ed emotive che tutti noi utilizziamo per interpretare ciò che accade intorno a noi, trovare delle spiegazioni agli eventi (soprattutto relazionali), fare delle previsioni e regolare di conseguenza il nostro comportamento. Talvolta gli schemi possono essere disfunzionali, poco efficaci ai fini del nostro muoverci nel mondo soddisfacendo i nostri obiettivi. 

Le persone che presentano schemi di auto-sacrificio o di sottomissione in genere paiono focalizzarsi eccessivamente e sistematicamente sui bisogni, i desideri e le reazioni degli altri, arrivando ad ignorare, trascurare o soffocare i propri. 

Tanto lo schema di sottomissione quanto lo schema di auto-sacrificio paiono legati a storie di sviluppo in cui l’espressione dei propri bisogni, dei propri desideri e delle proprie emozioni fondamentali è stata in qualche modo ostacolata. 

Iniziamo con l’approfondire tali schemi, in modo da comprenderli meglio

Schema di sottomissione

Lo schema di sottomissione  fa molta leva sull’emozione di paura.
Chi presenta lo schema di sottomissione tende ad assecondare l’altro per evitarne l’ira o per scongiurare la rottura del rapporto, l’abbandono, secondo il ragionamento “Se non soddisfo i desideri e i bisogni dell’altra persona, questa si arrabbierà moltissimo oppure mi abbandonerà, non vorrà più avere a che fare con me”. Dunque, quando gli altri esprimono un desiderio, le persone con questo schema tendono a sentirsi costrette a reprimere i propri bisogni e le proprie emozioni, per essere accondiscendenti:  
- “Certo verrò a quel tuo evento, sarei dovuta/o partire, ma non c’è problema”
- “Sì se preferisci andare in pizzeria va bene, sono intollerante al glutine, ma mi adatto e ordino un’insalata” 
Da questi esempi si nota come la persona rinunci a perseguire i propri piani e a  difendere i propri bisogni e le proprie preferenze, come se questi fossero meno importanti rispetto a quelli altrui. 
Chi presenta lo schema di sottomissione non rinuncia all’espressione di preferenze e desideri perché crede sia giusto, ma lo fa per scongiurare ritorsioni, punizioni o abbandoni. 
In presenza di questo schema ci si sente obbligati a sacrificare i propri bisogni, sembra di non avere il diritto di esprimere le proprie preferenze, ci si sente
controllati come se fossero gli altri a comandare. Ecco perché questo schema si associa spesso a forte rabbia, per la maggior parte delle volte anch’essa repressa, a volte nemmeno riconosciuta, ma che può manifestarsi attraverso somatizzazioni, allontanamento improvviso dalle persone vicine, atteggiamenti passivo-aggressivi o scoppi d’ira saltuari ma veementi. 

Schema di Auto-sacrificio

Chi presenta lo schema di auto sacrifico, non si limita a “sottomettersi” ai bisogni altrui per paura di reazioni sgradevoli da parte degli altri, ma addirittura anticipa i bisogni e i desideri delle persone che ha intorno e fa di tutto per soddisfarli, trascurando, a volte quasi totalmente, le proprie necessità. Si tratta dunque di una scelta volontaria, dettata spesso dall’eccessiva sensibilità alla sofferenza altrui.
Chi presenta tale schema si sente responsabile del benessere psicofisico dell’altro, pertanto rinuncia alle gratificazioni personali per accontentare le persone vicine e prendersene cura.
I vissuti principali attorno a cui gravita lo schema sono: 

  1. La colpa 
  2. La sensazione di essere egoisti ogni volta che si pensa a sé e ai propri bisogni 

Occuparsi degli altri diviene pertanto un compito a cui non si può rinunciare.

- “Forse mia figlia preferirebbe che non uscissi a cena con il mio nuovo compagno, ma che passassi questo weekend con lei, disdico l’appuntamento!”
- “Mia mamma vorrebbe che mangiassi con lei nel mio giorno libero, si sente sempre così sola, possa fare questo sforzo, io mi ritaglierò dello spazio in altri momenti”
 - “La mia amica single è molto suscettibile all’argomento coppie, forse è meglio non mi confidi con lei rispetto ai miei dubbi circa la convivenza, la ferirei”

Ogni volta che un proprio bisogno viene messo davanti alle necessità altrui ci si sente profondamente in colpa, tanto da non riuscire a godersi il momento:
“Oggi sono proprio stravolta, non riesco a passare a trovare mia nonna dopo il lavoro, vado a casa a vedermi la mia serie preferita su netflix così mi riprendo”… e poi si passa tutta la sera a ripensare a quanto si sia stati egoisti, quanto possa sentirsi sola nonna ecc.

Anche le persone che presentano lo schema di auto-sacrificio sentono che i propri bisogni vengono messia da parte, esiliati, trascurati e pian piano possono sviluppare risentimento verso le persone di cui si prendono cura e che tendono a proteggere instancabilmente: questo può determinare scoppi di rabbia imprevedibili, prima di tornare a sacrificarsi per gli altri. 

Origine degli schemi di Sottomissione e di Auto-Sacrifico

Come abbiamo detto entrambi gli schemi derivano solitamente da esperienze infantili in cui il bisogno fisiologico e sano di esplorazione, scoperta ed espressione di sé è stato frustrato, non soddisfatto. 

Quali possono essere le principali origini dello schema di auto-sacrifico o di quello di sottomissione?

  • Famiglie che tentavano di controllare ogni aspetto di vita: “No non puoi fare tennis, non ti permette uno sviluppo armonico, andrai a nuoto, non mi interessa sapere cosa ne pensi”
  • Famiglie in cui le cose andavano fatte in modo prestabilito, seguendo i binari decisi dai propri genitori,  pena l’ira o la punizione. 
  • Famiglie in cui l’approvazione, la valorizzazione e l’affetto erano condizionati alla realizzazione delle aspettative genitoriali: “Se non continui con il violino mi deluderai profondamente” 
  • Famiglie in cui uno o entrambi i genitori si mostravano fragili, bisognosi di cure e attenzioni, per cui non c’era spazio per esprimere i propri bisogni, anzi bisognava occuparsi di loro (in questo caso possiamo parlare di attaccamento invertito). 
  • Genitori che per primi erano totalmente dediti alla cura di familiari o di altre persone, trascurando se stessi 
  • Genitori che facevano sentire il bambino in colpa o egoista se le sue scelte personali non corrispondevano a ciò che loro si aspettavano

Schema di Sottomissione e di Auto-sacrificio nella scelta del partner

Gli schemi di sottomissione e di auto sacrificio possono influenzare anche la scelta del partner o delle persone con cui stabiliamo legami solidi, questo perché inconsapevolmente si tende a ripetere le dinamiche che suonano familiari. 

Chi presenta tali schemi tende a legarsi a:

  • Persone dispotiche, controllanti, soffocanti
  • Persone che manifestano ira, distacco o che assumono un atteggiamento di silenzio punitivo quando non facciamo ciò che si aspettano 
  • Persone che non rispettano i nostri bisogni e diritti
  • Persone che hanno bisogno di cura e attenzioni costanti

Schema di Sottomissione e di Auto-sacrifico e bisogni personali

Il vero problema dello schema di sottomissione e di quello di auto sacrificio è che spesso si è stati così tanto abituati a mettere prima gli altri, da non aver preso contatto con i propri bisogni e desideri.
Le persone che presentano tali schemi possono essersi sentite così tanto obbligate a rincorrere i sogni che i genitori avevano per loro, da non aver mai avuto la possibilità di sviluppare un chiaro senso di sé. Un po’ come se queste persone non avessero mai “potuto” chiedersi: “Chi voglio diventare? Cosa desidero?”.
Effettivamente, in un ambiente in cui è impossibile esprimere emozioni o i propri bisogni è più protettivo non metterli nemmeno a fuoco, così da evitare ulteriori sofferenze e delusioni.



Schema di Sottomissione e Auto-sacrifico e difficoltà nella scelta

Da quanto appena illustrato, appare chiaro come nella vita di tutti i giorni, chi presenta questo schema, possa esperire grande difficoltà di fronte alle scelte. Prendere una decisione può apparire come una sfida insormontabile. È possibile che ci si senta quasi rassicurati quando sono gli altri a scegliere. Esprimere le preferenze è una gran fatica, come far valere i propri diritti, non ci si sente in grado di proteggersi e farsi valere. 

L’aiuto della terapia

Ecco che quando ci rendiamo conto di tutto questo la terapia può divenire un’alleata preziosa nello scoprire o riscoprire se stessi, nel sviluppare la consapevolezza che soddisfare in modo costante  le esigenze altrui è un compito troppo estenuante, nel comprendere che è un diritto esprimere le proprie opinioni e prendersi carico delle proprie esigenze. 

Affrontare le origini dello schema permette di svincolarsi dalle dinamiche passate, scegliendo atteggiamenti più rispettosi nei propri confronti. Tutto ciò porta alla creazione di relazioni maggiormente soddisfacenti e sane. 

Bibliografia

Young, E.J., Klosko, J.S. & Weishaar, M.E. (2007). Schema Therapy. La terapia cognitivo-comportamentale integrata per i disturbi della personalità. Firenze: Eclipsi

Young, E.J.; Klosko, J.S. (2004). Reinventa la tua vita. Scoprite come modificare voi stessi e liberarvi dalle trappole che vi impediscono di cambiare la vostra vita. Milano: Raffaello Cortina Editore

Autore

Articolo a cura della dott.ssa Verdiana Valagussa psicologa e psicoterapeuta riceve presso la sede di Saronno

Articoli Correlati

Vota

Contatta il Centro InTerapia

Hai trovato utile questo articolo? Se senti il bisogno di iniziare un percorso di crescita personale o affrontare un momento di difficoltà, il nostro team di psicologi e psicoterapeuti è a tua disposizione.