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Allenare l’attenzione nei disturbi emozionali

di Vito Pace | Giu 11, 2026 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

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Definizione di attenzione

L’attenzione è un processo multiforme, che possiede requisiti di selettività, smistamento delle informazioni, elaborazione parallela e contemporanea. Un aspetto importante è l’attenzione nei disturbi emozionali, che può influire su come queste funzioni vengono svolte.

Malfunzionamento attentivo

L’ATT Attention Training Technique scopo 

Spostare l’attenzione del soggetto, con lo scopo di potenziare i processi metacognitivi di autoregolazione, di sradicare gli stili di pensiero rigidi e disfunzionali che impediscono la normale elaborazione emotiva. Questa procedura è stata messa a punto per interrompere la sindrome cognitivo-attentiva. Inoltre, serve a rafforzare le strategie metacognitive al fine di controllare la cognizione e rendere più flessibile il controllo esecutivo.

Com’è strutturata?

L’ATT (Attention Training Technique) si compone di tre parti:

  1. Attenzione Selettiva
  2. Rapido spostamento dell’attenzione
  3. Attenzione divisa

Durata e struttura del training

Persona concentrata nell’ascolto con le cuffie, immagine legata all’attenzione nei disturbi emozionali.

Tutte le componenti vengono allenate nella stessa seduta di training. 

La procedura ha una durata media di circa dodici minuti così suddivisi:

 cinque minuti per l’attenzione selettiva,

 cinque minuti per lo spostamento dell’attenzione 

 due minuti per l’attenzione divisa.

Nella prima fase quella riguardante l’attenzione selettiva, si invita il paziente a prestare attenzione a specifici suoni presenti nell’ambiente. Contemporaneamente, si chiede di ascoltare altri rumori che hanno localizzazioni spaziali diverse. Si chiede infine di concentrarsi sui primi e di ignorare gli altri.

 La seconda parte del training riguarda il rapido spostamento dell’attenzione il quale consiste nel chiedergli di trasferire l’attenzione da un suono ad un altro, sempre più rapidamente. All’inizio di questa fase ci si concentra su un suono per circa dieci secondi. Poi ci si sposta da un suono all’altro ogni cinque secondi, per poi aumentare gradualmente la velocità. 

Infine si dedicano circa due minuti per l’attenzione divisa, fase in cui si chiede al paziente di espandere l’ampiezza e la profondità della propria attenzione. Inoltre, deve sforzarsi di elaborare contemporaneamente suoni differenti provenienti da diverse fonti. 

Nel corso della fase del rapido spostamento dell’attenzione si possono anche modificare i “ritmi” di passaggio da un suono all’altro. 

A seconda del livello di difficoltà desiderata, si possono introdurre simultaneamente da sei a nove suoni, provenienti da differenti luoghi spaziali. 

Si può chiedere anche al paziente di “focalizzarsi su un qualsiasi suono distante che provenga da destra”: in questo modo, si riesce a localizzare l’attenzione a livello spaziale. Questo è indipendentemente dal fatto che esista o meno un suono proveniente da quella direzione. 

Solitamente si adoperano almeno tre suoni in contrasto tra di loro provenienti da diversi luoghi all’interno della stanza. Altri due suoni provengono dall’esterno ma nelle vicinanze. Infine, ce ne sono ancora altri due più distanti.

E’ bene ricordare che lo scopo di questa tecnica non è calmare l’ansia, o un forte stato di preoccupazione, L’ATT non è una tecnica di gestione emozionale. 

Affinché ci sia una maggiore compliance tra terapeuta e paziente è necessario che il clinico spieghi al cliente qual è lo scopo della tecnica utilizzata. Inoltre, è utile che egli sottolinei il fatto che l’ATT non è pensata per “sgomberare la mente” dalle esperienze/pensieri intrusivi interni. Va invece enfatizzato il fatto che gli eventi interni che irrompono nella coscienza vanno considerati come semplici “rumori di fondo”.

Dopo aver allenato l’attenzione sarà più semplice lavorare sugli esercizi di (DM) detached mindfulness.

Tempo da dedicare alla pratica per benefici significativi nel breve termine

Come indicato nel manuale ufficiale di Adrian Wells, una vasta porzione fondante il training riguarda gli esercizi a casa (homework). È importante che il paziente dedichi 2 sedute da dodici minuti l’una giornaliere alla pratica dell’ATT. Solo così potrà ricevere benefici significativi in tempi brevi.

Bibliografia

Wells. A. Terapia Metacognitiva dei disturbi D’ansia e della depressione, Erickson (2018).

Autore

Pace Vito Psicologo

Articolo scritto dal Dott. Pace Vito Psicologo a Saronno.

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