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Attacchi di panico: cosa succede davvero e perché non sono pericolosi

di Anna Teresa Gentiluomo | Mar 15, 2026 | Articoli di Psicologia, Attacchi di Panico | 0 commenti

Ti è mai capitato di provare all’improvviso un’ansia molto intensa, senza un motivo apparente?

Magari eri al lavoro, in macchina o al ristorante. E all’improvviso:

  • il cuore ha iniziato a battere fortissimo
  • il respiro si è fatto corto
  • hai sentito giramenti di testa o una sensazione di irrealtà
  • hai pensato: “Sto per avere un infarto” oppure “Sto perdendo il controllo”

Se ti riconosci in questa esperienza, potresti aver vissuto un attacco di panico.

La prima cosa importante da sapere è questa: un attacco di panico è molto spaventoso, ma non è pericoloso.

Cos’è un attacco di panico

Durante un attacco di panico il corpo attiva il sistema di “attacco o fuga”, lo stesso meccanismo che ci permette di reagire a un pericolo reale.

Il problema è che, nel panico, questo sistema si attiva quando non c’è un vero pericolo.

Nel giro di pochi minuti i sintomi raggiungono un picco molto intenso. Poi, lentamente, si riducono. Tuttavia spesso rimane una grande paura: “E se succedesse di nuovo?”

Ed è proprio questa paura che può mantenere il problema nel tempo.

Panico

Perché sembra arrivare “dal nulla”?

Molte persone raccontano che il primo attacco di panico è arrivato all’improvviso. In realtà spesso ci sono fattori predisponenti come:

  • periodi di stress prolungato
  • stanchezza fisica o emotiva
  • un momento di cambiamento o pressione
  • maggiore attenzione alle sensazioni del corpo

A volte tutto parte da una normale sensazione fisica, come il battito un po’ più accelerato.

Il pensiero può essere:

“E se fosse qualcosa di grave?”

Quel pensiero fa aumentare l’ansia.
L’ansia fa aumentare i sintomi fisici.
I sintomi confermano il pensiero catastrofico.

Nel giro di pochi minuti si crea una spirale che porta al panico.

Non è il battito accelerato in sé a creare l’attacco.
È il significato che gli attribuiamo in quel momento. Ed è proprio così che si crea il cosiddetto “circolo vizioso” del panico.

Il circolo vizioso del panico

Il panico si mantiene attraverso un intreccio tra:

  • sensazioni corporee
  • pensieri
  • emozioni

Questo meccanismo è stato descritto dallo psicologo David Clark, che ha mostrato come siano soprattutto le interpretazioni catastrofiche a favorire la manifestazione dell’attacco di panico.

Quando pensiamo:
“Sto per morire”
oppure
“Sto impazzendo”

Il corpo reagisce aumentando ancora di più l’attivazione.

È un circolo vizioso. Ma, proprio perché è un meccanismo, si può imparare a interromperlo.

Ansia e Panico

Il ruolo dell’evitamento

Dopo uno o più attacchi, è naturale voler evitare le situazioni in cui si teme di stare male:

  • guidare
  • prendere i mezzi pubblici
  • entrare nei centri commerciali
  • restare soli

Nel breve periodo evitare fa sentire meglio.
Nel lungo periodo, però, rafforza la paura.

Più evitiamo una situazione, più il nostro cervello la registra come pericolosa.

E così l’ansia cresce.

Si può imparare ad affrontare il panico?

Sì.

Gli attacchi di panico si possono comprendere e affrontare. La psicoterapia cognitivo-comportamentale aiuta a:

  • comprendere l’ansia e capire cosa sta succedendo nel corpo
  • riconoscere e modificare i pensieri catastrofici associati all’ansia
  • affrontare gradualmente le situazioni temute

Imparare che quei sintomi, per quanto intensi, non sono pericolosi, è un passaggio fondamentale.

Un attacco di panico non provoca un infarto.
Non fa impazzire.
Non fa perdere il controllo.

È un falso allarme.

Quando chiedere aiuto

È utile rivolgersi a uno specialista se:

  • gli attacchi si ripetono
  • inizi a evitare situazioni per paura
  • la tua vita si restringe sempre di più
  • la preoccupazione per la salute diventa costante

Chiedere aiuto non significa essere deboli.
Significa voler comprendere e riprendere in mano la propria vita.

Autore

Bibliografia

  • American Psychiatric Association. (2022). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (5th ed., text rev.; DSM-5-TR). Washington, DC: APA Publishing.
  • Clark, D. M. (1986). A cognitive approach to panic. Behaviour Research and Therapy, 24(4), 461–470.
  • Barlow, D. H. (2002). Anxiety and Its Disorders: The Nature and Treatment of Anxiety and Panic (2nd ed.). New York: Guilford Press.
  • Craske, M. G., & Barlow, D. H. (2007). Mastery of your anxiety and panic: Therapist guide (4th ed.). Oxford University Press.

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