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Il bias di conferma è un bias cognitivo che descrive la tendenza del pensiero umano a selezionare, interpretare e ricordare le informazioni in modo coerente con le proprie credenze preesistenti.
È stato descritto per la prima volta da Peter Wason (1960) attraverso esperimenti di verifica delle ipotesi, che hanno mostrato come le persone tendano a cercare conferme piuttosto che smentite delle proprie credenze.
Indice
Il bias di conferma nella vita quotidiana e nella sofferenza psicologica
Il meccanismo del bias di conferma è pervasivo e influenza diversi ambiti della vita quotidiana.
Relazioni
- Tendiamo a interpretare il comportamento degli altri secondo schemi preesistenti.
- Confermiamo aspettative iniziali, sia negative che positive.
- Facciamo fatica a integrare informazioni che contraddicono la prima impressione.
Contesto digitale
- Esposizione selettiva ai contenuti (social media, news).
- Rafforzamento progressivo delle opinioni già presenti.
- Aumento della polarizzazione delle opinioni.
Psicopatologia
Il bias di conferma diventa clinicamente rilevante quando:
- Sostiene credenze depressive (“non valgo”).
- Alimenta l’ansia anticipatoria (“succederà qualcosa di brutto”).
- Mantiene schemi rigidi di minaccia, fallimento o rifiuto.
In questi casi, il problema clinico non riguarda il contenuto del pensiero in sé, ma la sua rigidità e il suo mantenimento nel tempo, che rende difficile l’accesso a interpretazioni alternative.
Esempio clinico
Un paziente con ansia sociale può sviluppare la credenza:
“Gli altri mi giudicano negativamente.”
Durante le interazioni sociali:
- Nota solo segnali neutri o ambigui.
- Interpreta uno sguardo distratto come giudizio negativo.
- Ricorda principalmente episodi di imbarazzo.
Le esperienze che contraddicono questa credenza (anche quando sono frequenti o oggettivamente positive) vengono:
- Minimizzate
- Dimenticate
- Reinterpretate come eccezioni
Nel tempo, anche grazie al bias di conferma il sistema di credenze si auto-rinforza, mantenendo l’ansia.

Interventi terapeutici
In psicoterapia, il lavoro sul bias di conferma si sviluppa attraverso diverse tecniche cliniche e cognitive:
Ristrutturazione cognitiva
- Analisi delle prove a favore e contro una credenza.
- Esplorazione di interpretazioni alternative
Dialogo socratico
- “Che cosa sto dando per scontato?”
- “Esistono altre spiegazioni possibili?”
Esposizione cognitiva ed emotiva
- Esporsi a informazioni che mettono in discussione le credenze
- Tollerare il disagio della disconferma
Monitoraggio dei pensieri
- tracciamento delle interpretazioni automatiche quotidiane
- riconoscimento dei pattern ricorrenti
Conclusioni
La psicoterapia mira ad aumentare la flessibilità del sistema di credenze e ridurre la loro rigidità emotiva.
In un percorso terapeutico il paziente impara a:
- Riconoscere i propri schemi automatici.
- Distinguere tra fatti, interpretazioni e previsioni.
- Tollerare l’incertezza senza chiudersi nella conferma.
Il lavoro terapeutico permette di trasformare questa tendenza naturale in qualcosa di più flessibile: non una mente che elimina i propri filtri, ma una mente che li riconosce.
Bibliografia
- Wason, P. C. (1960). On the failure to eliminate hypotheses in a conceptual task.
- Kahneman, D., & Tversky, A. (1974). Judgment under uncertainty: Heuristics and biases.
- Nickerson, R. S. (1998). Confirmation bias: A ubiquitous phenomenon in many guises. Review of General Psychology.
- Kunda, Z. (1990). The case for motivated reasoning. Psychological Bulletin.
- Westen, D. et al. (2006). Neural bases of motivated reasoning.
Autore

Articolo a cura dalla dott.ssa Anna Teresa Gentiluomo Psicologa e Psicoterapeuta riceve presso la sede di Via Roma 85 a Saronno
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