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Perché vediamo solo ciò che conferma le nostre convinzioni: il bias di conferma

di Anna Teresa Gentiluomo | Mag 4, 2026 | Articoli di Psicologia, Disturbi dell’Umore | 0 commenti

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Il bias di conferma è un bias cognitivo che descrive la tendenza del pensiero umano a selezionare, interpretare e ricordare le informazioni in modo coerente con le proprie credenze preesistenti.
È stato descritto per la prima volta da Peter Wason (1960) attraverso esperimenti di verifica delle ipotesi, che hanno mostrato come le persone tendano a cercare conferme piuttosto che smentite delle proprie credenze.

Il bias di conferma nella vita quotidiana e nella sofferenza psicologica

Il meccanismo del bias di conferma è pervasivo e influenza diversi ambiti della vita quotidiana.

Relazioni

  • Tendiamo a interpretare il comportamento degli altri secondo schemi preesistenti.
  • Confermiamo aspettative iniziali, sia negative che positive.
  • Facciamo fatica a integrare informazioni che contraddicono la prima impressione.

Contesto digitale

  • Esposizione selettiva ai contenuti (social media, news).
  • Rafforzamento progressivo delle opinioni già presenti.
  • Aumento della polarizzazione delle opinioni.

Psicopatologia

Il bias di conferma diventa clinicamente rilevante quando:

  • Sostiene credenze depressive (“non valgo”).
  • Alimenta l’ansia anticipatoria (“succederà qualcosa di brutto”).
  • Mantiene schemi rigidi di minaccia, fallimento o rifiuto.

In questi casi, il problema clinico non riguarda il contenuto del pensiero in sé, ma la sua rigidità e il suo mantenimento nel tempo, che rende difficile l’accesso a interpretazioni alternative.

Esempio clinico

Un paziente con ansia sociale può sviluppare la credenza:

“Gli altri mi giudicano negativamente.”

Durante le interazioni sociali:

  • Nota solo segnali neutri o ambigui.
  • Interpreta uno sguardo distratto come giudizio negativo.
  • Ricorda principalmente episodi di imbarazzo.

Le esperienze che contraddicono questa credenza (anche quando sono frequenti o oggettivamente positive) vengono:

  • Minimizzate
  • Dimenticate
  • Reinterpretate come eccezioni

Nel tempo, anche grazie al bias di conferma il sistema di credenze si auto-rinforza, mantenendo l’ansia.

Interventi terapeutici

In psicoterapia, il lavoro sul bias di conferma si sviluppa attraverso diverse tecniche cliniche e cognitive:

 Ristrutturazione cognitiva

  • Analisi delle prove a favore e contro una credenza.
  • Esplorazione di interpretazioni alternative

Dialogo socratico

  • “Che cosa sto dando per scontato?”
  • “Esistono altre spiegazioni possibili?”

Esposizione cognitiva ed emotiva

  • Esporsi a informazioni che mettono in discussione le credenze
  • Tollerare il disagio della disconferma

Monitoraggio dei pensieri

  • tracciamento delle interpretazioni automatiche quotidiane
  • riconoscimento dei pattern ricorrenti

Conclusioni

La psicoterapia mira ad aumentare la flessibilità del sistema di credenze e ridurre la loro rigidità emotiva.

In un percorso terapeutico il paziente impara a:

  • Riconoscere i propri schemi automatici.
  • Distinguere tra fatti, interpretazioni e previsioni.
  • Tollerare l’incertezza senza chiudersi nella conferma.

Il lavoro terapeutico permette di trasformare questa tendenza naturale in qualcosa di più flessibile: non una mente che elimina i propri filtri, ma una mente che li riconosce.

Bibliografia

  • Wason, P. C. (1960). On the failure to eliminate hypotheses in a conceptual task.
  • Kahneman, D., & Tversky, A. (1974). Judgment under uncertainty: Heuristics and biases.
  • Nickerson, R. S. (1998). Confirmation bias: A ubiquitous phenomenon in many guises. Review of General Psychology.
  • Kunda, Z. (1990). The case for motivated reasoning. Psychological Bulletin.
  • Westen, D. et al. (2006). Neural bases of motivated reasoning.

Autore

Anna Teresa Gentiluomo Psicologa Saronno

Articolo a cura dalla dott.ssa Anna Teresa Gentiluomo Psicologa e Psicoterapeuta riceve presso la sede di Via Roma 85 a Saronno

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