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Diagnosi e gestione di malattia: il ruolo della paura

di Centro Interapia | Apr 7, 2025 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Ricevere una diagnosi medica, percepire un insolito sintomo fisico o affrontare una condizione cronica porta con sé un'emozione intensa e spesso difficile da gestire: il ruolo della paura.

Molte volte capita di sentire il cuore accelerare al solo pensiero di doversi sottoporre ad un esame medico, o di rimandare una visita per il timore del responso. Altre volte ancora accade di avvertire all'improvviso un sintomo e immaginare immediatamente il peggio.

Il ruolo della paura come emozione

La paura è un'emozione, una reazione naturale del nostro organismo verso una ipotetica minaccia, ma può diventare un ostacolo se prende il sopravvento. Comprenderla, innanzitutto, e gestirla, è fondamentale per affrontare la malattia con maggiore lucidità e benessere.

Innanzitutto, è bene ricordare che la paura può manifestarsi in tanti modi diversi: ci si può sentire paralizzati di fronte all’idea di ricevere una diagnosi negativa, oppure si potrebbe avere la sensazione di non riuscire a smettere di preoccuparsi, o di pensarci. A volte, questa paura diventa così forte da portare a due reazioni opposte:

  • Evitamento. Si rimandano esami, visite e controlli per non affrontare l’ansia dell’incertezza:  si è consapevoli dell'importanza della prevenzione o del dover fare una visita, ma si trova sempre una scusa per posticiparla.
  • Ipercontrollo. Al contrario, si cercano rassicurazioni continue, facendo più controlli del necessario, leggendo ogni possibile informazione online e monitorando ogni segnale corporeo con eccessiva attenzione.

Collegamento mente e corpo: il ruolo della paura

Questi comportamenti, anche se comprensibili, possono aumentare lo stress invece di ridurlo. Questo accade perché mente e corpo sono strettamente collegati: esperienza comune è il sentire un dolore e, nel momento in cui ci si presta maggiore attenzione, questo tende ad aumentare.. o al contrario, lo percepiamo minore quando siamo distratti o concentrati in altre attività.

Inoltre, quando si prova paura, il nostro corpo risponde: il battito cardiaco accelera, i muscoli si tendono, lo stomaco si chiude. A lungo andare, questa attivazione continua può amplificare i sintomi o far emergere nuovi disturbi, creando un circolo vizioso tra ansia e malessere fisico.

Ma questo meccanismo funziona in entrambe le direzioni e così come la paura può aumentare i sintomi, la calma e la consapevolezza possono ridurli.

Ruolo della paura

Come fare?

Per prima cosa, è importante ricordare che affrontare la paura non significa eliminarla, bensì imparare a comprenderla e gestirla.

  • Ascoltarsi
    La paura non è un nemico, ma un segnale che ci avvisa di un possibile pericolo: a volte però esagera o si attiva anche quando non è davvero necessario. Invece di combatterla, è importante imparare a riconoscerla, per poi chiedersi: “Cosa mi sta dicendo? È davvero fondata su fatti concreti o su ipotesi che sto facendo?”.
  • Informarsi, ma nel modo giusto
    Cercare informazioni può essere utile, ma farlo in modo eccessivo o affidandosi a fonti non attendibili può aumentare l’ansia. Buona pratica è il limitarsi al confronto con un medico e/o a fonti affidabili, evitando di cercare continuamente sintomi o terapie su internet.
  • Un passo alla volta
    Se l’idea di fare un esame o iniziare una terapia può essere spaventoso, è importante provare a concentrarsi su i piccoli passi e non su tutto il percorso. Pensare di volta in volta alla singola prossima azione concreta da fare aiuta a contrastare la sensazione di essere sopraffatti.
  • Mindfullness
    Quando la paura prende il sopravvento, il corpo si irrigidisce e la mente si riempie di pensieri catastrofici: fermarsi un attimo, considerare i pensieri come tali e non come profezie, sospenderne il giudizio e lasciarli scorrere utilizzando tecniche mindfullness può essere di grande aiuto.

Un nuovo sguardo

Spesso la paura deriva da particolari significati, immagini, convinzioni che percepiamo come inequivocabilmente collegati al concetto di malattia o ad un determinato sintomo fisico, ma che in realtà dipendono dalla nostra storia, da quella dei nostri cari o da altre esperienze passate… e dall'impatto che hanno avuto su di noi.

Prendere in considerazione l'esistenza di tali collegamenti, concedersi l'opportunità di esplorarli, in un contesto protetto come la terapia, è il primo passo per restituire un significato diverso alla paura: osservandola non solo come qualcosa di negativo, ma come un segnale di protezione, come un'opportunità per prendersi cura di sè stessi e divenire più consapevoli, anche della propria salute.

Fossati Marina Psicologa a Saronno

Articolo scritto dalla dott.ssa Fossati Marina Psicologa a Saronno

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Bibliografia

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  • LeDoux, J. E. (2015). Ansia: Come il cervello ci aiuta a capirla e a superarla. Cortina Editore.
  • Rossi, N., Fiore, F. (2018). Psicologia della salute: Fondamenti teorici e applicazioni cliniche. Carocci.
  • Vittori, S., Sassaroli, S. (2019). Affrontare la paura della malattia: Tecniche cognitivo-comportamentali per la gestione dell’ansia per la salute. Franco Angeli.
  • Biondi, M., Pancheri, P. (2000). Psicologia e medicina: L’interazione mente-corpo nella salute e nella malattia. Il Pensiero Scientifico Editore.
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