I disturbi da tic sono caratterizzati da movimenti e/o vocalizzazioni che si manifestano in modo rapido e improvviso e che vengono percepiti senza controllo. Sono uno dei disturbi più frequenti in età evolutiva, circa il 10% dei bambini infatti manifestano tic (verbali e/o motori) che in molti casi poi spariscono.
I disturbi da tic possono essere cronici o transitori: i primi sono caratterizzati dalla presenza di tic motori o vocali (non presenti contemporaneamente) che persistono per più di un anno, mentre i secondi comprendono tic motori o vocali che sono stati presenti per meno di un anno (non contemporaneamente). Quando sono presenti sia tic motori che vocali per almeno un anno si parla di Sindrome di Tourette. Ognuno di questi disturbi può essere diagnosticato se l’insorgenza avviene prima dei 18 anni.
Tipologie dei tic
Ci sono diverse tipologie di tic che si possono manifestare in forma semplice o complessa.
I tic semplici coinvolgono soltanto uno o pochi distretti corporei ed essendo rapidi potrebbero anche non essere notati, come ad esempio schiarirsi la gola, tossire, sbattere le palpebre. I tic complessi invece durano di più, possono comprendere tic semplici in sequenza e coinvolgono più di un distretto muscolare. In questo caso vi possono dunque essere più movimenti degli arti e della testa e una ripetizione di suoni, parole o frasi che sono però fuori contesto.
Principali tipologie di tic
Le principali tipologie di tic sono le seguenti:
- motori: sono movimenti improvvisi e involontari di parti del corpo, il volto, gli arti o le spalle per esempio (saltare, mimare un movimento, battere i piedi)
- vocali: riguardano l’emissione di suoni, ad esempio colpi di tosse, grugniti, schiarimento della gola.
- comportamentali: sono tic vocali complessi, come ad esempio la ripetizione di frasi o parole sentiti per ultimi (ecolalia), oppure il pronunciare a voce alta parole o frasi oscene, volgari o non coerenti con il proprio sistema di valori (coprolalia).
I tic sono spesso preceduti da una spinta premonitrice (premonitory urge), una sorta di urgenza, tensione o disagio nella parte del corpo coinvolta nel tic che frequentemente aumenta se il tic viene soppresso e diminuisce se invece viene espresso.
Le cause dei tic ad oggi non sono ancora pienamente comprese, ma è stata riconosciuta l’influenza predominante dei fattori ereditari e biologici e l’impatto dell’ambiente, così come il fatto che situazioni di ansia e stress aumentano la loro manifestazione.

Trattamento dei Disturbi da tic
Oltre al trattamento farmacologico, che agisce sulla riduzione e non sull’eliminazione dei tic, gli approcci cognitivo-comportamentali sono i più utilizzati per trattare il disturbo da tic, in particolare il trattamento Habit Reversal Training (HRT) e la tecnica Exposure and Response Prevention (ERP) risultano essere i più efficaci.
Habit Reversal Training (HRT)
Il trattamento HRT comprende una serie di tecniche volte ad aumentare la consapevolezza del paziente sui suoi tic (per esempio quando e dove si manifestano, le situazioni più ricorrenti, in quali momenti della giornata e durante quali attività) e ad interrompere o inibire il tic tramite l’esecuzione di una risposta competitiva ed antagonista al tic, cioè un comportamento alternativo in grado di soddisfare lo stesso bisogno.
L’aumento della consapevolezza rispetto alla manifestazione dei tic può essere supportato dall’utilizzo di un diario settimanale e se necessario con il supporto dei genitori.
Il training consiste dunque in esercizi che vengono svolti sia durante il colloquio con il terapeuta che a casa volti a sostituire il tic con un comportamento più adattivo. Per favorire questo nuovo apprendimento vengono spesso utilizzati dei premi.
Questo trattamento comprende inoltre tecniche di rilassamento, di respirazione e di contrazione di muscoli diversi da quelli coinvolti nei tic.
Exposure and Response Prevention (ERP)
Diversamente dall’approccio precedente che si focalizza su un tic alla volta, la tecnica ERP interviene su tutti i tic e prevede l’esposizione alla situazione o allo stimolo che generalmente innescano il tic e la prevenzione della risposta, cioè l’interruzione del comportamento, il tic, ad esse associato. In maniera graduale, il soggetto si abitua così alla sensazione premonitrice del tic.

Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia Schiavolin Psicologa e psicoterapeuta riceve nella sede di Saronno del centro Interapia.
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Referenze
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