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I sogni, gli incubi, i sogni lucidi e la terapia

da | Feb 12, 2025 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Si può affermare che molto di frequente i sogni fanno capolinea nella stanza terapeutica e attorno agli stessi ruotano molte domande: che cosa sono i sogni? e gli incubi? da dove derivano? perché alcuni li ricordano e altri no?

Queste sono solo alcune delle domande che spesso affollano la mente delle persone.

Sogni e Psicologia

Come sono stati spiegati i sogni ed i loro contenuti nel corso della storia della psicologia e delle neuroscienze?

Alcune teorie che si sono interessate allo studio dei sogni sono le seguenti:

  1. Teoria psicanalitica: Freud considera i sogni come espressione di desideri inconsci, che sono connessi spesso ad una conflittualità repressa del soggetto. Egli distingue tra il contenuto manifesto del sogno, che è quello che il soggetto ricorda, ed il contenuto latente, che è il vero significato nascosto;
  2. Teoria dell’attivazione-sintesi: Hobson e McCarley affermano che i sogni derivano dall’attivazione casuale di segnali neuronali durante il sonno REM e che il cervello cerchi di dare un senso a queste attivazioni creando storie ed immagini;
  3. Teoria della continuità psicologica: Domhoff afferma che i sogni riflettano le situazioni che il soggetto si trova a vivere nella vita quotidiana e che servano per elaborare emozioni, memorie, per gestire lo stress e risolvere problemi;
  4. Consolidamento della memoria: Stickgold afferma che attraverso il sonno ed i sogni, il cervello rielabora i contenuti della quotidianità e riorganizza le memorie.

Preoccupazioni ed emozioni si riflettono nei sogni

A fronte delle differenze nelle diverse teorie, ciò che risulta chiaro è che frequentemente, se si attenzionano i sogni, possono emergere dei pattern che in qualche modo appaiono connessi alle circostanze di vita che la persona si trova ad affrontare; possono emergere, infatti, preoccupazioni ed emozioni con le quali ci si confronta quotidianamente oppure sfide o cambiamenti che la persona si appresta ad effettuare.

Ovviamente ciò che risulta chiaro è che il sogno non è mai una rappresentazione fedele della realtà in quanto sempre si verifica un cambiamento di trama inaspettato o una connessione tra situazioni, argomenti e persone che nella quotidianità non risultano essere collegati o veritieri.

Sogniamo tutti nello stesso modo?

Lo psicologo e ricercatore Antonio Zadra dell’Università di Montreal si occupa quotidianamente dello studio dell’attività onirica ed afferma che praticamente tutti gli uomini sognano e che alla base ci siano i medesimi processi neurali che li producono; la differenza principale, ancora non adeguatamente spiegata, risiede in chi ricorda cosa sogna e in chi no.

Come mai i sogni vengono quasi sempre ed in tempi brevi dimenticati, anche da chi è solito ricordarli appena sveglio?

  1. La nostra mente non è fatta per poter contenere un numero eccessivo di informazioni: sarebbe fonte di grande caos mantenere in memoria tanto gli eventi reali della quotidianità, quanto quelli fonte di fantasia dei sogni;
  2. si potrebbero generare delle difficoltà nella selezione e nel riconoscimento di ciò che realmente accade o è accaduto ed i contenuti dei sogni, creando una condizione di dispercezione e disorientamento. Per questo la nostra memoria esegue il compito di selezionare e non immagazzinare il contenuto onirico.
Sogni e Terapia

Cosa sono invece gli incubi?

Gli incubi possono essere definiti come sogni spaventosi che attivano emozioni e sensazioni fortemente negative. Tra gli incubi rientrano anche i brutti sogni che vengono considerati come delle esperienze oniriche che stimolano emozioni e contenuti spiacevoli ma non invalidanti e negativi come gli incubi. Sono proprio queste emozioni così negative sperimentate, come ad esempio la paura o la tristezza, che determinano il fatto che il soggetto si svegli in quanto queste emozioni sono “eccessive” rispetto a ciò che il nostro sistema riesce a sopportare in una condizione non di veglia.

Zadra afferma che circa l’85% della popolazione adulta riporta di avere incubi occasionalmente e, di questa popolazione, circa una percentuale che va dal 5 all’8% ne prova disappunto e ne sperimenta disagio.

Uno studio che ha valutato da self report circa 10000 sogni descritti, riporta che circa il 3% di questi ricadevano in quelli che vengono definiti incubi (Zadra, 2021).

Quando e come possono essere trattati in terapia?

Gli incubi entrano in terapia quando sono invalidanti, soprattutto quando ricorrenti e frequenti. Sono state individuate come valide alcune principali terapie per il trattamento degli stessi:

  1. Imaginery Rehearsal Therapy (IRT): è una terapia che ha come obiettivo quello di cambiare la percezione che la persona ha di se stessa nei confronti dell’incubo: non più vittima del contenuto senza speranza di poterlo gestire ma protagonista nella rielaborazione dello stesso. Questo accade in quanto la pratica clinica prevede di chiedere all’individuo di utilizzare in modo attivo la propria immaginazione per modificare un elemento dell’incubo che ha vissuto durante la notte: può cambiare l’inizio, la parte intermedia o la fine, inventare di avere delle capacità per gestirlo diversamente e così via;
  2. Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR): è una terapia psicologica utilizzata per trattare traumi e correlati, tra cui ad esempio gli incubi, ed esperienze emotive difficili. Funziona aiutando il cervello a riattivare ed elaborare, attraverso una specifica stimolazione bilaterale delle aree dello stesso, ricordi disturbanti di cui il trauma ha bloccato l’elaborazione naturale e automatica che effettua il cervello.
  3. Tecniche di rilassamento: non agiscono direttamente sull’incubo in sé ma consentono il raggiungimento di uno stato di rilassamento che si postula migliori la qualità di vita e del sonno in generale;
  4. La farmacologia: viene raccomandata, sotto prescrizione medica, in caso di disturbo da stress post traumatico, in parallelo ad altre forme di psicoterapia come IRT oppure EMDR.

Un’altra categoria: i sogni lucidi

Rientrano nei sogni lucidi tutte quelle esperienze oniriche in cui la persona che le vive è consapevole che sta sognando e cerca di agire, e in alcuni casi ci riesce, una forma di controllo nel sogno stesso per far accedere quello che desidera. Questo accade perché nel sogno lucido, la persona riesce ad accedere a dei contenuti della mente cosciente che sono collegati con la vita quotidiana e cerca di inserirli a proprio piacimento nel sogno, per giungere al risultato desiderato (Zadra, 2021).

All’interno di un sogno lucido si può permanere o finché il livello di entusiasmo e di eccitazione non raggiunge livelli tali da interrompere il sonno passando ad uno stato di veglia a causa del fatto che il nostro sistema è sovraccaricato dall’emotività positiva oppure finché il soggetto non raggiunge un livello di distacco e disinteresse che genera il passaggio da un sogno lucido a un sogno non lucido (Zadra, 2021).

Conclusione

In conclusione, i sogni rappresentano un fenomeno complesso e affascinante. Le teorie proposte nel tempo convergono sull’idea che i sogni riflettano, in vario modo, emozioni, esperienze e conflitti personali. Sebbene il loro contenuto non sia mai una rappresentazione diretta della realtà, i sogni possono offrire spunti utili per comprendere meglio se stessi e le proprie dinamiche interne. Quando assumono la forma di incubi o sogni lucidi, possono diventare oggetto di trattamento terapeutico o di ricerca, evidenziando così il loro potenziale impatto sul benessere psicologico.

Bibliografia

  • Domhoff, G. W. (2001). The continuity hypothesis in dream research: A reexamination and clarification.
  • Freud, S. (1900). The Interpretation of Dreams
  • Hobson, J. A., & McCarley, R. W. (1977). The brain as a dream state generator: An activation-synthesis hypothesis of the dream process.
  • Stickgold, R. (2005). Sleep-dependent memory consolidation.
  • Stickgold, R. & Zadra, A. (2021). When Brains Dream: Understanding the Science and Mystery of Our Dreaming Minds. 
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