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Il disturbo ossessivo-compulsivo in età evolutiva: comprendere, riconoscere e intervenire

da | Lug 31, 2025 | Disturbi Ossessivi | 0 commenti

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è una condizione psicopatologica complessa che può influenzare in modo significativo la vita di chi ne è affetto. Sebbene spesso venga associato all’età adulta, in realtà molti casi hanno origine già durante l’infanzia o l’adolescenza. Il DOC in età evolutiva rappresenta una sfida sia per chi ne soffre sia per le famiglie e gli operatori scolastici e sanitari, a causa delle sue manifestazioni spesso silenziose, camuffate o mal comprese.

Il disturbo si caratterizza per la presenza di ossessioni, ovvero pensieri, immagini o impulsi intrusivi, ripetitivi e disturbanti, e di compulsioni, cioè azioni o rituali che il bambino sente di dover mettere in atto per alleviare l’ansia provocata da quei pensieri. Un esempio tipico può essere il pensiero ossessivo di aver lasciato la porta aperta, che genera ansia e porta il bambino a controllarla ripetutamente, anche decine di volte.

Quando compare e quanto è diffuso il disturbo ossessivo-compulsivo in età evolutiva?

Sebbene ogni bambino possa, in certi momenti dello sviluppo, mostrare comportamenti ritualistici (ad esempio, voler ascoltare la stessa storia ogni sera, sistemare i giochi in un certo ordine, fare le cose in un modo ben preciso prima di andare a dormire) è bene sottolineare che fanno parte del normale sviluppo infantile, pertanto risulta complesso per i genitori e gli insegnanti comprendere il limite tra normalità e patologia ed orientarsi verso una consultazione specialistica.

Nel caso del DOC questi comportamenti diventano rigidi, fonte di disagio e interferiscono con la vita quotidiana. L’esordio del disturbo si verifica spesso tra i 7 e i 12 anni, anche se può manifestarsi già nella prima infanzia. Gli studi più recenti stimano che circa l’1-3% dei bambini e degli adolescenti possa sviluppare un disturbo ossessivo-compulsivo (Zohar et al., 2009), rendendolo tutt’altro che raro.

Come si manifesta nei bambini? Diagnosi e valutazione clinica

Il DOC in età evolutiva può assumere forme diverse rispetto a quello adulto. Le ossessioni più comuni nei bambini riguardano la paura della contaminazione, la malattia, la possibilità di fare del male a qualcuno (spesso a persone care), pensieri di tipo religioso o morale (“ho pensato una cosa brutta, Dio mi punirà”) oppure il bisogno di simmetria (“se tocco una cosa con la mano destra, devo farlo anche con la sinistra”). Inoltre, il pattern sintomatologico negli adulti può essere stabile nel tempo , mentre in età evolutiva si manifesta spesso un’ampia variabilità nel contenuto dei pensieri e nel tipo di comportamenti che possono modificarsi anche rapidamente (Flament et al., 1988, Hanna 1995, Rettew et al., 1992; Riddle et al., 1990).

Le compulsioni, invece, possono essere molto visibili – come lavarsi ripetutamente le mani, toccare oggetti in modo rituale, contare, pregare o ripetere frasi – ma talvolta sono più nascoste, come formule mentali o immagini che il bambino “ripete nella testa” per neutralizzare l’ansia.

disturbo ossessivo-compulsivo

Primi sintomi del disturbo ossessivo-compulsivo in età evolutiva

Negli esordi particolarmente precoci, i primi sintomi sono talvolta inusuali: sbattere le palpebre, respirare in modo particolare, ricalcare più volte le lettere o i puntini sulle “i”, annusare sempre un oggetto quando lo si prende in mano, picchiettare continuamente o toccare particolari oggetti un determinato numero di volte.

Questi comportamenti spesso vengono mantenuti segreti, per vergogna o per paura di essere giudicati. Tale aspetto complica l’identificazione del problema. È frequente, ad esempio, che i genitori si accorgano solo in un secondo momento che il figlio passa ore in bagno o che impiega tempi eccessivamente lunghi per prepararsi per andare a scuola. I bambini tendono ad avere minore insight riguardo al loro disturbo rispetto agli adulti con DOC (Foa & Kozak, 1995). Il ridotto livello di consapevolezza ha implicazioni non solo per l’assesment, ma anche per il trattamento e la prognosi. Riconoscere il DOC nei bambini richiede attenzione e competenze specifiche. La diagnosi si basa sui criteri del DSM-5-TR (APA, 2022), ma per una valutazione accurata è fondamentale coinvolgere non solo il bambino, ma anche i genitori e, quando possibile, gli insegnanti.

Quali sono le cause?

Le cause del DOC sono multifattoriali. L’ereditarietà gioca un ruolo importante: bambini con un genitore affetto da DOC hanno un rischio significativamente più alto di sviluppare il disturbo. A livello neurobiologico, il DOC è stato associato ad alterazioni nei circuiti cerebrali che collegano la corteccia orbitofrontale, i gangli della base e il talamo. Anche fattori ambientali e familiari possono influenzare lo sviluppo e il mantenimento dei sintomi: ad esempio, uno stile educativo molto rigido o iperprotettivo, oppure eventi stressanti, possono contribuire all’insorgenza o all’aggravamento del disturbo.

Trattamento: cosa funziona davvero?

Oggi disponiamo di trattamenti efficaci per il DOC in età evolutiva. Il primo approccio raccomandato è la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), e in particolare una tecnica chiamata esposizione con prevenzione della risposta (ERP). Il bambino viene gradualmente esposto alle situazioni che generano ansia senza ricorrere ai rituali di controllo, imparando così che l’ansia tende a diminuire da sola. Questo processo, se ben condotto, può ridurre in modo significativo i sintomi e restituire al bambino una vita più libera.

Nei casi più gravi o quando la sola terapia non è sufficiente, è possibile associare un trattamento farmacologico con inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come fluoxetina o sertralina. L’uso di farmaci deve essere sempre valutato attentamente da uno specialista in neuropsichiatria infantile o psichiatria.

Un elemento cruciale nel trattamento è il coinvolgimento della famiglia. Spesso i genitori, nel tentativo di aiutare il figlio, finiscono per assecondare i rituali (“accomodamento familiare”), contribuendo – inconsapevolmente – al mantenimento del disturbo. Aiutare i genitori a riconoscere queste dinamiche e a gestirle in modo più funzionale è parte integrante della terapia.

Conclusione

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo in età evolutiva è una condizione seria, ma trattabile. Riconoscerne i segnali precoci è fondamentale per intervenire tempestivamente e limitare l’impatto che può avere sulla crescita, sulla socialità e sul rendimento scolastico del bambino. Con un approccio integrato, che unisca psicoterapia, eventuale supporto farmacologico e un lavoro condiviso con la famiglia e la scuola, è possibile restituire ai bambini affetti da DOC la possibilità di crescere sereni e liberi dalle catene invisibili delle ossessioni e delle compulsioni.

Autore

psicologa a milano

Articolo scritto dalla dott.ssa Mariacarla Perfido Psicologa e Psicoterapeuta presso la Sedi di Milano del Centro InTerapia.

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Bibliografia

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