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Il disturbo ossessivo compulsivo omosessuale: di cosa si tratta?

di Centro Interapia | Feb 24, 2025 | Identità Sessuale | 0 commenti

Il disturbo ossessivo compulsivo omosessuale è caratterizzato dalla presenza di pensieri, immagini mentali o impulsi ricorrenti e indesiderati che vengono definiti ossessioni.

Questi pensieri assumono forma ripetitiva e intrusiva in quanto in molti casi vengono percepiti come potenzialmente pericolosi. È importante che le ossessioni, per essere definite tali, siano vissute come sgradevoli e indesiderate, ripetute nel tempo e presenti in diversi contesti di vita.

Ciò che segue questi pensieri sono importanti reazioni emotive che causano forte disagio e comportamenti osservabili o mentali che aiutano la persona a annullare o prevenire il pensiero stesso. Le principali emozioni a esse associate sono disgusto, ansia, vergogna e senso di colpa.

Categorie di ossessioni

Le categorie di ossessioni maggiormente riportate dai pazienti DOC riguardano per esempio pensieri sulla contaminazione, sull’aggressività, sull’ordine e sulla simmetria e su pensieri omosessuali e relazionali.

Spesso quindi nel DOC si è portati a evitare e/o mettere in atto comportamenti protettivi riguardo un pensiero o una situazione con lo scopo di ridurre la paura di mettere in atto condotte imprevedibili. Un contenuto spesso riportato dai pazienti sono in particolare pensieri, impulsi o fantasie associati alla preoccupazione di mettere in atto comportamenti che loro stessi definiscono come “cattivi”, attribuendo questa definizione anche a se stessi per il solo fatto di averlo pensato.

Evitamento e comportamenti messi in atto

L’evitamento si configura come un meccanismo di mantenimento del disturbo e può essere proprio ciò che rende difficile la quotidiana realizzazione dei compiti prefissati. Evitare permette quindi ai pensieri e alle emozioni a essi collegate di non manifestarsi o comunque di ridurne l’intensità.

I comportamenti messi in atto, detti appunto compulsioni, hanno l’obiettivo di tranquillizzare la persona, anche se riescono solo temporaneamente nel loro compito. Questi comportamenti che possono essere sia manifesti, che mentali, offrono un sollievo momentaneo alla tensione emotiva creata e devono quindi essere ripetuti quando l’emozione torna ad essere di difficile gestione.

Capita che si inseriscano comportamenti anche in modalità preventiva, quindi quando l’ossessione non risulta ancora essersi presentata.

disturbo ossessivo e terapia

Disturbo ossessivo compulsivo omosessuale

Nel caso specifico del DOC omosessuale i pensieri definiti in precedenza riguardano appunto l’omosessualità. In particolare sono focalizzati sul rispondere ad alcune domande sul proprio orientamento sessuale. A livello pratico ciò che avviene è un costante controllo su cosa si prova per persone dello stesso sesso.

“Ma se ho guardato quell’uomo vuol dire che sono gay?”
“Se penso che quell’uomo abbia un bel taglio di capelli vuol dire che sono attratto da lui e quindi omosessuale?”

Le preoccupazioni che portano all’insorgere di queste continue domande derivano spesso dall’interpretazione errata di una reazione fisica a una situazione vissuta o immaginata.

Il paziente potrebbe iniziare quindi a chiedersi se è una persona diversa da quella che ha sempre pensato e voluto essere. Qui il comportamento imprevedibile e temuto che emerge è riferito appunto a pensieri, fantasie o impulsi che hanno come tema comune quello della sessualità, in particolare quello del proprio orientamento sessuale.

Le ossessioni caratterizzate da questa tipologia di pensiero sono spesso associate da un elemento che le accomuna, l’inaccettabilità della domanda che si sta ponendo, in quanto la definiscono una minaccia per l’idea che si ha e si è sempre avuta di se stessi.

La psicoterapia cognitivo comportamentale risulta essere il trattamento di elezione per il disturbo ossessivo compulsivo, in quanto permette ai pazienti di apprendere una strategia per far fronte alle difficoltà quotidiane derivanti dal DOC.

Jessica Capellini Psicologa

Articolo scritto dalla dott.ssa Jessica Capellini riceve Psicologa e Psicoterapeuta nella sede di Milano.

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