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Implicazioni psicologiche negative dell’uso dell’intelligenza artificiale e pratiche soluzioni per gestirle

di Centro Interapia | Apr 14, 2025 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

L’intelligenza artificiale e l’impatto sociale

Il Parlamento Europeo ha definito l’intelligenza artificiale (AI) come la capacità di una macchina di mostrare delle competenze umane, quali il ragionamento, l’apprendimento, la creatività e la pianificazione.

Ipsos ha effettuato una indagine globale nel luglio 2023 su 31 paesi del mondo per comprendere percezioni, opinioni ed aspettative riguardo al ruolo della AI nella vita quotidiana.

Rispetto alle categorie indagate, quali avere più tempo a disposizione, migliorare le opzioni di intrattenimento, la propria salute, il proprio lavoro e l’economia del proprio paese, emerge che a livello globale, soprattutto nei paesi emergenti e tra le persone giovani, ci sia un minor scetticismo per quanto concerne i benefici che l’AI può apportare nella quotidianità, rispetto alle percentuali acquisite in Italia.

Infatti, gli italiani sembrano avere chiaro che l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale stia modificando il modo in cui pensano, interagiscono e si percepiscono e che questo non sia sempre e per forza legato ad un miglioramento della propria qualità di vita, soprattutto quando l’utilizzo della AI risulti massiccio e non controllato.

Le implicazioni sulla salute mentale

L’intelligenza artificiale espone e mette a disposizione degli individui un costante flusso di informazioni che può generare diversi fenomeni:

  1. Overload cognitivo: sovraccarico cognitivo dovuto alle eccessive informazioni personalizzate a cui è soggetta la mente. Questo non permette all’attenzione di svolgere adeguatamente il proprio compito di selezionare informazioni, evitare distrazioni, scremare, e alla memoria di immagazzinare ciò che è realmente utile ed importante. Questo con implicazioni negative anche sul livello di soddisfazione ed appagamento del soggetto, che si sentirà quindi inconcludente, incapace a concentrarsi, stanco e stressato.
  • Doomscrolling: si intende il dedicare troppo tempo alla lettura e allo scorrere compulsivo di notizie negative su dispositivi digitali. Questo comporta ansia, senso di impotenza e di minaccia, a causa dell’incapacità di gestione dei contenuti a cui si è esposti.
  • Perdita di autonomia e pensiero critico: benché l’AI sia uno strumento estremamente utile e facilitante, il suo uso massiccio potrebbe comportare un ridotto utilizzo delle proprie funzioni cognitive, del problem solving, del pensiero analitico, con conseguente possibile abbassamento dell’autostima e senso di inefficacia.
  • Effetti sull’immagine di sé: mettendo a disposizione contenuti sempre più personalizzati, l’AI potrebbe contribuire a rafforzare i propri bias cognitivi, ovvero degli errori di pensiero fondati su percezioni, ideologie, costrutti errati. Un accumulo di questi potrebbe comportare una percezione distorta del sé, dello sguardo dell’altro, di come funziona il mondo, proprio perché vi è una esposizione a contenuti coerenti con le proprie ricerche e costrutti interni, che possono già essere di partenza errati. Questo ostacolerebbe anche un processo di revisione critica e di miglioramento della propria immagine.
intelligenza artificiale e relazioni sociali

Le implicazioni dell'intelligenza artificiale sulle relazioni sociali

L’AI propone delle interazioni molto rapide e fugaci che simulano conversazioni realistiche e il costante utilizzo delle stesse potrebbe comportare una modifica dell’investimento nel mondo reale. In particolare, si potrebbero verificare:

  1. Disconnessione emotiva: l’uso eccessivo di chatbox ed assistenti virtuali potrebbe comportare una ridotta sperimentazione sociale, esposizione e contatto umano con la conseguenza negativa di non incrementare o di ridurre le proprie capacità emotive e di lettura, interpretazione e sintonizzazione con le emozioni altrui, intaccando negativamente anche l’empatia.
  • Isolamento sociale: come conseguenza a quanto riportato sopra, potrebbe verificarsi un ridotto investimento nel mondo reale con il peggioramento della quantità e qualità dei rapporti umani, perdita di simmetricità e reciprocità tipica dei rapporti umani. I soggetti potrebbero investire e sviluppare attaccamento emotivo nei confronti dei chatbox con un conseguente isolamento sociale e disinvestimento nel mondo offline.

Possibili strategie risolutive

  1. Minimalismo digitale: questo concetto è stato introdotto da Newport nel 2019 per indicare un approccio che passi dalla capacità del soggetto di scegliere consapevolmente su quali contenuti concentrarsi, tralasciando il superfluo e l’utilizzo passivo ma costante del mondo digitale. Possono fare parte del minimalismo digitale due modalità:
    1. Digital decluttering: eliminare tutto ciò che di superfluo potrebbe attivare l’attenzione del soggetto ma che risulta in realtà di non interesse perché poco o mai utilizzato (es. app, stimoli, social)
    1. Digital detox: astensione totale per un periodo di tempo da qualsiasi dispositivo digitale
  • Mindfulness: utilizzare tecniche di mindfulness favorisce l’essere presente nel qui ed ora ed avere maggiore consapevolezza. Applicare la mindfulness all’AI potrebbe favorire l’evitamento del dominio dall’IA e riacquistare controllo sul nostro tempo e la nostra attenzione. Come?
    • Mindful scrolling: porsi la domanda “perché mi sono collegato a?” favorisce consapevolezza rispetto alle motivazioni alla base del perché sto aprendo una determinata app/social/sto prendendo in mano lo smartphone e quindi evitare momenti di sovraccaricoInterruzione dell’overload informativo: si possono impiegare tecniche di concentrazione focalizzata per evitare l’esposizione superflua a notifiche o contenuti online, favorendo spazi e tempi di lavoro organizzati
    • Consapevolezza emotiva online: porsi domande sul “cosa sto provando in questo momento in cui sono online?” diventa una indicazione per comprendere se l’essersi collegati online stia favorendo benessere emotivo e psicologico nel preciso momento di connessione
  • Valorizzazione del contatto umano: favorire le interazioni nel mondo offline contribuisce all’evitamento dell’annullamento e dell’isolamento sociale.

Conclusione

L’uso massiccio e non regolato dell’intelligenza artificiale può avere importanti implicazioni psicologiche, influenzando la salute mentale, le relazioni sociali e la percezione di sé.

Per contrastare questi effetti negativi, è fondamentale adottare strategie di gestione consapevole della tecnologia. L’obiettivo non è rifiutare l’innovazione, ma integrarla in modo equilibrato, preservando il benessere psicologico e la qualità delle interazioni umane.

Chiara Mariani Psicologa Legnano

Articolo scritto dalla Dott.ssa Chiara Mariani Psicologa e Psicoterapeuta a Legnano.

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BIBLIOGRAFIA

  • Newport, C. (2019). ​Digital Minimalism: Choosing a Focused Life in a Noisy World. New York: Portfolio.
  • Torous, J. e Keshavan, M. (2023). Artificial Intelligence in Mental Health Care: Applications, Risks, and Ethical Considerations. Annual Review of Clinical Psychology.
  • Turkle, S. (2012). Alone Together: Why We Expect More from Technology and Less from Each Other. Basics Books.
  • Wang, E. e Kraut, R. (2023). "The Impact of AI on Social Relationships: A Comprehensive Review". Journal of Computer-Mediated Communication.
  • Ipsos.com
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