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Mano nella mano con l’ombra: come i libri ci aiutano a parlare di perdita 

da | Set 22, 2025 | età evolutiva | 0 commenti

A partire da “La mia amica ombra” di John Dougherty

Raccontare il lutto ai bambini non è semplice, non è semplice, talvolta, neanche per un adulto. Non perché i piccoli non possano comprendere, ma perché a volte gli adulti si scopriamo senza parole: temono di ferire, di spaventare, di dire troppo o troppo poco. In questo senso la letteratura diventa uno strumento prezioso: offre immagini, metafore e storie in cui riconoscersi senza essere direttamente coinvolti.

L’albo illustrato La mia amica ombra di John Dougherty e Thomas Docherty affronta il tema della perdita con delicatezza e onestà. Betta la lepre e Berto la tartaruga sono amici inseparabili, finché la promessa di “esserci sempre” viene interrotta bruscamente: Betta scompare e al suo posto resta solo un’ombra scura, un vuoto che accompagna Berto ovunque.

Il lutto in infanzia: concretezza e bisogno di onestà

Il racconto mostra come un bambino possa vivere il lutto in modo immediato e corporeo: tristezza, smarrimento, rabbia, pianto. Sono reazioni naturali, che non vanno negate né minimizzate. L’onestà,  è ciò di cui i bambini hanno più bisogno e diritto. Dire la verità con parole semplici, senza eufemismi, permette di dare dignità al dolore e di offrire una cornice comprensibile a chi si trova spaesato.

Al tempo stesso, il libro mostra l’importanza di un accompagnamento: l’orsa Gerda, con la sua esperienza, offre un abbraccio e un silenzio accogliente. È la presenza, più che le spiegazioni, a permettere al piccolo Berto di non sentirsi solo mentre attraversa la sua sofferenza.

Il lutto nell’adulto: consapevolezza e solitudine

Per un adulto, il lutto è diverso, ma non meno complesso. C’è maggiore consapevolezza della morte, ma spesso anche la pressione sociale a “tornare alla normalità”. Mentre i bambini esprimono il dolore senza filtri, gli adulti tendono a trattenerlo, rischiando di viverlo in solitudine. Eppure il percorso è simile: non si può saltare alcuna tappa, serve tempo per trasformare il vuoto in memoria. Adulti e bambini affrontano lo stesso vuoto; dare un senso alla perdita è spesso complesso, e il dolore fisico ed emotivo è reale a prescindere dall’età. Spesso ci si aspetta che gli adulti sappiano vivere il lutto in modo “funzionale”, ma talvolta i loro bisogni somigliano a quelli dei bambini. Anche gli adulti, dunque, hanno bisogno di un’orsa Gerda al loro fianco. 

La memoria che colora l’ombra

Nel cammino di Berto vediamo il lutto farsi trasformazione: l’ombra, inizialmente scura, si colora poco a poco dei ricordi condivisi con Betta. Non sparisce, ma cambia aspetto e diventa compagna di nuove avventure. È una metafora potente: il vuoto non si cancella, ma può riempirsi di significato, di gratitudine, di bellezza. Il vuoto che evolve. 

Questa prospettiva vale per i piccoli come per gli adulti: non si tratta di dimenticare, ma di integrare la perdita nel proprio cammino, custodendo ciò che resta.

Perché leggere storie di lutto ad adulti e bambini

La forza di albi come La mia amica ombra risiede anche nel loro valore protettivo. Le pagine offrono la distanza necessaria per sentirsi al sicuro, permettendo ai bambini di esplorare un tema difficile senza esserne travolti, e agli adulti di avere un valido supporto per sé stessi e per trovare le parole giuste da usare con i loro figli. Spesso la lettura suscita domande: è proprio in queste domande che si apre lo spazio per elaborare, comprendere e perdere la paura. 

Così, La mia amica ombra non è solo una storia tenera e delicata: è un invito a riconoscere che il lutto, in ogni età, non si supera cancellandolo, ma imparando a vivere con le ombre che ci restano accanto, finché non diventano parte del nostro stesso cammino.

Bibliografia: 

Dougherty, J., & Docherty, T. (2024). La mia amica ombra. Giunti Editore. 

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Autore

Alessia D'Angelo Psicologa Milano

Articolo scritto dalla Dott.ssa Alessia D’Angelo Psicologa e Psicoterapeuta a Milano

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