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Neurodivergenze

di Silvia Schiavolin | Lug 31, 2026 | ADHD, Articoli di Psicologia | 0 commenti

I termini neurodiversità e neurodivergenze si sono diffusi negli ultimi anni e sempre più ne sentiamo parlare. Descrivono diverse modalità del funzionamento della mente umana senza etichettarle come disturbo o qualcosa da correggere ma come espressioni naturali della variabilità umana.

Neurodiversità

Fu Judy Singer, sociologia australiana, a diffondere questo termine alla fine degli anni Novanta, all’interno di un movimento che si contrapponeva al modello medico di disabilità promuovendo la valorizzazione delle caratteristiche e delle risorse delle persone con menti atipiche e l’adattamento dell’ambiente alle loro esigenze.

Il termine neurodiversità può essere paragonato a quello di biodiversità. Come in natura vi è una varietà di organismi viventi con i loro ecosistemi così tra gli esseri umani esistono differenze neurologiche intrinseche alla specie umana. Il termine si riferisce dunque alla presenza di una naturale variabilità e diversità neurologica. 

Di conseguenza, quando parliamo di neurodiversità riconosciamo la presenza di modi diversi di percepire, ragionare, interagire che non vanno classificati come “anormali” ma che fanno parte delle molteplici sfaccettature del funzionamento umano. 

Neurodivergenza

Il termine neurodivergenza si riferisce invece alle condizioni in cui si manifesta la neurodiversità. Le principali sono lo spettro autistico, l’ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), i disturbi specifici dell’apprendimento, le persone altamente sensibili, e la plusdotazione.

In questi casi, le persone hanno avuto uno sviluppo neurologico differente da quello tipico, cioè dal più comune, che ha portato all’instaurarsi di modi di comportarsi e pensare unici ma che non costituiscono un disturbo.  

Manifestazioni più comuni della neurodivergenza

La neurodivergenza si manifesta principalmente attraverso modi diversi di relazionarsi, ragionare, apprendere e percepire a livello sensoriale.

Le caratteristiche più frequenti sono le seguenti:

  • Difficoltà di concentrazione: si manifesta soprattutto nello svolgimento di attività ripetitive, ma è anche dovuta alla facilità di distrazione di fronte a stimoli esterni
  • Sensibilità sensoriale: reazioni esagerate o al contrario assenti rispetto a stimoli come suoni, odori, luci, contatto fisico con qualcosa
  • Difficoltà di socializzazione e comunicazione: ad esempio difficoltà a riconoscere i segnali sociali non verbali, difficoltà a comprendere le regole sociali del contesto culturale di appartenenza, e interazioni sociali caratterizzate da ansia a causa della minor comprensione del contesto.
  • Iperfocus: assorbimento in un’attività dovuto ad uno stato di concentrazione molto intenso
  • Difficoltà di apprendimento: lettura, scrittura, calcoli e ragionamento logico matematico possono essere compromessi nonostante l’intelligenza sia nella media o addirittura sopra.
  • Comportamenti stereotipati: azioni ripetitive, specifiche e rigide che possono impattare sulla quotidianità
  • Difficoltà nella regolazione delle emozioni: difficoltà a gestire emozioni intense e regolazione delle emozioni non funzionale 

Il ruolo del contesto

Ciò che trasforma le caratteristiche delle persone con neurodivergenza in difficoltà e problema è il contesto non adatto ad accoglierle e valorizzarle. Un contesto cioè pensato unicamente per le persone neurotipiche che però non rappresentano il 100% della popolazione. Per esempio, un luogo di lavoro open space che ben si adatta alla maggior parte delle persone potrebbe essere fonte di troppi stimoli (uditivi, visivi) che renderebbero difficile la concentrazione di alcune persone con neurodivergenza con un impatto notevole sulla loro performance lavorativa. Le stesse persone inserite invece in un contesto meno stimolante riuscirebbero a svolgere brillantemente il loro lavoro senza particolari difficoltà.

Non è molto differente da ciò che succede a una persona miope senza occhiali: non potrebbe muoversi, guidare, né correre o guardare un film. Un ausilio come gli occhiali gli permette però di vivere una vita come le persone senza problemi di vista. Allo stesso modo, un adattamento dell’ambiente permetterebbe a una persona con neurodivergenza di vivere senza difficoltà e senza essere stigmatizzata o considerata una persona con problemi.

Bibliografia

Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia Schiavolin, Psicologa e Psicoterapeuta a Saronno

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Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia Schiavolin Psicologa e psicoterapeuta riceve nella sede di Saronno del centro Interapia.

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