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Ortoressia nervosa: quando l’alimentazione sana diventa un’ossessione

di Centro Interapia | Mar 14, 2025 | Disturbi Alimentari | 0 commenti

Negli ultimi anni l’attenzione verso un’alimentazione sana è cresciuta notevolmente con la conseguente comparsa di comportamenti, sempre più diffusi, di selezione ed evitamento di alcuni alimenti non ritenuti salutari.

Definizione di ortoressia nervosa

Il termine Ortoressia deriva dalla combinazione di due parole greche “Orthos” che significa corretto, sano e “Orexis” che significa appetito.

Tale termine è stato coniato nel 1997 da Steven Bratman, medico americano specializzato in medicina alternativa, per descrivere un comportamento caratterizzato da una preoccupazione eccessiva per il consumo di cibi ritenuti sani.

L’ortoressia non è guidata dal desiderio di perdere peso ma da una ricerca ossessiva per il consumo di cibi puri e salutari.

Tale condizione psicologica, inizialmente, può nascere come desiderio di seguire un’alimentazione corretta e sana per prevenire o curare malattie. Progressivamente ciò può comportare un’attenzione riguardo alla scelta degli alimenti e ad un cambiamento delle proprie abitudini alimentari, al punto da dover seguire un rigido regime alimentare. Tutto ciò si può intensificare diventando una vera e propria ossessione.

L’ortoressia nervosa attualmente non è ancora stata riconosciuta come un disturbo associato ad una specifica categoria diagnostica all’interno dei principali Manuali Diagnostici (DSM-5; ICD-11), rimanendo ancora aperto il dibattito se considerarla un disturbo a sé stante o una variante dei Disturbi del Comportamento Alimentare o del DOC.

Tuttavia, moltissimi studi stanno studiando l’ortoressia evidenziando l’impatto che può avere sul benessere psicofisico.

Caratteristiche dell’ortoressia nervosa

Nonostante non siano ancora stati individuati criteri diagnostici standardizzati per l’ortoressia, molti studi e ricercatori hanno evidenziato alcune caratteristiche e tratti comuni a questa condizione psicologica.

L’ortoressia si caratterizza per:

  • Una preoccupazione eccessiva per la qualità degli alimenti ed un evitamento di cibi considerati “impuri” (es. conservanti, OGM), a cui segue una riduzione ed esclusione di determinati alimenti dal piano alimentare.
  • Tendenza a trascorrere molto tempo e controllare la fonte del cibo, il processo di preparazione, le etichette per ottenere informazioni sulla qualità degli ingredienti dei cibi.
  • Una ferrea auto-disciplina e senso di superiorità morale nei confronti di chi non segue le stesse abitudini alimentari.
  • Ansia e senso di colpa in caso di trasgressione delle proprie regole alimentari; frustrazione e irritazione se le pratiche sono impedite.
  • Disgusto nel mangiare sostanze non naturali.
  • Isolamento sociale, evitando eventi o ristoranti per timore di non mangiare sano e non poter seguire il proprio regime alimentare.
  • Una rilevanza significativa data alla qualità del cibo a discapito di relazioni interpersonali, affettive.
  • Perdita di peso e carenze nutrizionali dovute all’eliminazione eccessiva di elementi essenziali, senza essere l’obiettivo principale, ma una conseguenza della finalità di mangiare sano.

Seppur inizialmente lo scopo di queste persone è di migliorare e massimizzare il proprio benessere fisico, progressivamente l’estrema attenzione e preoccupazione verso un’alimentazione sana, anziché preservare la qualità di vita, ne determina un peggioramento, con complicanze mediche e carenze nutrizionali.

Conseguenze per la salute psicofisica

Quando l’ortoressia diventa una condizione stabile nel tempo e ha un impatto significativo negativo sulla vita e qualità dell’individuo, può portare a diverse conseguenze fisiche e psicologiche.

Dal punto di vista fisico l’eliminazione di determinati gruppi alimentari può causare diverse carenze nutrizionali e complicazioni per la salute. L'adesione prolungata a diete così restrittive può compromettere lo stato nutrizionale, causando problemi di salute fisica come malnutrizione, osteoporosi e indebolimento del sistema immunitario. Inoltre, quando la selezione alimentare diventa troppo restrittiva, si può assistere ad una perdita di peso significativa, anche se non desiderata.

Dal punto di vista psicologico, la ricerca incessante di un'alimentazione sana può compromettere il funzionamento in vari ambiti della vita, poiché l'attenzione al cibo domina i pensieri e i comportamenti di queste persone, riducendo la capacità di partecipare ad attività sociali e godersi pasti in compagnia. Ciò può portare a ritiro sociale e sentimenti di alienazione.

L'isolamento sociale può influenzare negativamente le relazioni interpersonali e ostacolare lo sviluppo di legami significativi con gli altri.

La paura di ingerire cibi "impuri" può anche accentuare ansia e stress; sentimenti di colpa, vergogna e fallimento possono emergere quando non si riesce a rispettare le proprie regole alimentari, aggravando l’ansia.

L’ortoressia nervosa può avere un impatto significativo sul benessere psicofisico, sulle relazioni interpersonali e sulla qualità della vita; diventa, pertanto, necessario il riconoscimento precoce al fine di offrire interventi mirati per affrontare tale problematica.

ortoressia nervosa e salute mentale

Fattori di rischio

I fattori di rischio associati all'ortoressia nervosa derivano da una complessa interazione tra influenze psicologiche e socioculturali.

A livello individuale, alcuni tratti di personalità sono stati collegati ad una maggiore predisposizione allo sviluppo di questa condizione psicologica. Il perfezionismo, una tendenza ai tratti ossessivo-compulsivi potrebbero portare a comportamenti alimentari rigidi. Inoltre, una storia di diete e un'insoddisfazione per il proprio corpo potrebbero contribuire allo sviluppo di una preoccupazione eccessiva per la purezza degli alimenti e la salute.

A livello socioculturale, invece, i social media e le tendenze del clean eating, che enfatizzano l'importanza dell’aspetto fisico e associano la salute alla purezza alimentare, possono esercitare un ruolo nel favorire l’insorgenza di comportamenti ortoressici. 

Ortoressia nervosa e altri disturbi alimentari

Sebbene l’ortoressia condivida con l’anoressia il carattere di rigidità alimentare, differisce per l’obiettivo principale: nell’anoressia nervosa e nella bulimia nervosa il nucleo centrale riguarda la quantità di cibo consumato e il bisogno di perdere peso; mentre nell’ortoressia l’attenzione è posta alla qualità del cibo con l’obiettivo di raggiungere una “purezza” corporea. E, sebbene l’ortoressia possa comportare gravi conseguenze mediche come l’anoressia, la malnutrizione in questi soggetti è solitamente dovuta ad una selezione estremamente rigida degli alimenti ritenuti accettabili.

Un altro disturbo che potrebbe essere differenziato dall'ortoressia è il Disturbo Evitante/Restrittivo dell’Assunzione di Cibo. Persone che soffrono di questo disturbo, a differenza dell’ortoressia, selezionano e rifiutano determinati cibi a causa di esperienze negative, stimoli sensoriali o disinteresse per l’alimentazione.

Ortoressia nervosa e disturbi ossessivi-compulsivi

Vari studi hanno evidenziato una correlazione tra alti tratti ossessivo-compulsivi e sviluppo di tendenze ortoressiche. Nell’ortoressia sembrano essere presenti tendenze ossessive-compulsive, come pensieri intrusivi su cibo e salute e una preoccupazione sproporzionata relativa alla contaminazione e al dover seguire schemi ritualizzati e basati su rigide regole. Presente anche una marcata tendenza al perfezionismo, un bisogno di controllo e tratti elevati di ansia.

L’aspetto egosintonico delle ossessioni nell’Ortoressia, supportato da una minore consapevolezza critica del problema, sembra distinguere quest’ultima dai disturbi Ossessivi-Compulsivi caratterizzati da pensieri egodistonici, percepiti come estranei o intrusivi.

Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per chiarire le caratteristiche che distinguono l’ortoressia dagli altri disturbi mentali al fine di definirne meglio l’identità.

Condizione psicologica

L’ortoressia nervosa rappresenta una condizione psicologica complessa che, sebbene non ancora riconosciuta ufficialmente come un disturbo specifico, può avere un impatto significativo sulla salute psicofisica e sulla qualità della vita.

L’attenzione ad un’alimentazione sana, inizialmente motivata dal desiderio di migliorare il proprio benessere, può trasformarsi in una ricerca ossessiva della “purezza” alimentare, con conseguenze fisiche, emotive e sociali.

La distinzione tra ortoressia e altri disturbi alimentari o ossessivo-compulsivi rimane oggetto di dibattito scientifico, sottolineando la necessità di ulteriori studi per definirne le caratteristiche e i criteri diagnostici.

Riconoscere tempestivamente i segnali dell’ortoressia e chiedere aiuto è fondamentale per prevenire complicazioni e favorire interventi mirati per ritrovare un equilibrio sano e sostenibile nel rapporto con il cibo.

Ilaria Campostori Psicoterapeuta Saronno

Articolo scritto dalla Dott.ssa Ilaria Campostori Psicologa e Psicoterapeuta a riceve presso la sede di Legnano del centro interapia

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Bibliografia

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