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Tecnica ABC Ellis

da | Feb 17, 2026 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Da sempre la scrittura è stata utilizzata come mezzo attraverso il quale si possono esprimere in maniera coerente i vissuti.
In ambito psicoterapeutico James Pennebaker negli ultimi anni ha effettuato numerosi studi per analizzare l’effetto della scrittura sulla salute fisica e mentale: per migliorare la salute è necessario tradurre le esperienze in parole, integrare pensieri e le emozioni, operare connessioni che diano agli eventi coerenza e significato.

Da questo punto di vista viene messa in risalto la capacità dell’individuo di etichettare verbalmente le proprie emozioni e l’influenza che questo può esercitare sull’esperienza emozionale, sulla sua strutturazione e sulla tendenza dell’individuo ad agire o meno.
I dati degli esperimenti condotti da Pennebaker mostrano come la scrittura abbia risultati positivi sul sistema immunitario, sulla situazione occupazionale e sull’umore.
I nostri pensieri spesso sono quasi automatici, durano millesimi di secondi, sono conclusioni scontate, euristiche mentali, circuiti neurali percorsi e ripercorsi della nostra mente, hanno una forma nebulosa, indefinita e possono risultare incoerenti rispetto alle situazioni vissute, non seguono nessuna regola.
Quando si utilizza la scrittura per descrivere i nostri pensieri, questi ultimi assumono una forma più coerente e seguono una regola, quella grammaticale.

La scrittura nella psicoterapia cognitivo comportamentale

La psicoterapia cognitivo comportamentale prevede l’utilizzo di specifiche strategie e tecniche che si inseriscono all’interno di protocolli di trattamento validati scientificamente, esse vengono applicate dal terapeuta in funzione degli obiettivi concordati con il paziente.
Nella CBT prima Ellis e poi Beck hanno sottolineato l’importanza della scrittura attraverso la descrizione dello strumento d’indagine per eccellenza di questo approccio: la tecnica dell’ABC.

La tecnica ABC: modello teorico e struttura

La tecnica ABC, ben descritta nei lavori di Ellis (1957) e successivamente da Beck (1975), è utile per aiutare il paziente e prendere coscienza di come si sviluppano i propri episodi emozionali, a partire da un evento che accade nel qui ed ora.
La tecnica ABC non solo è uno schema teorico utile per concettualizzare le variabili fondamentali connesse alle condotte dell’individuo, ma è anche una procedura tramite la quale può essere concretamente attuata una valutazione, una formulazione del caso, una sua pianificazione, ed un trattamento.

La struttura logica connessa alla tecnica ABC può essere immaginata come uno schema a tre colonne:

  • A Activating event identifica le condizioni antecedenti, gli stimoli, gli eventi, le situazioni
  • B Beliefs system indica il sistema di credenze, il pensiero, il ragionamento, le attività mentali che formano il bagaglio o la base cognitiva dell’individuo
  • C Consenqueces definisce le conseguenze di queste attività mentali ed identifica reazioni emotive e comportamentali

Il modello ABC postula che ad ogni evento A seguano dei pensieri B che determinano conseguenze emotive, sensoriali e comportamentali C.
L’ABC aiuta a comprendere l’origine delle sensazioni, emozioni e comportamenti e più in generale a comprendere il meccanismo di funzionamento della mente umana.
Nella pratica clinica tale modello è utilizzato per concettualizzare il funzionamento della sofferenza del paziente e organizzare il suo piano di guarigione, partendo dal presupposto che gli eventi negativi in sé non siano sufficienti a determinare un profondo disagio e che quest’ultimo sia determinato in gran parte dal modo di pensare gli eventi e se stessi di fronte agli eventi.
La tecnica dell’ABC è molto diffusa in ambito cognitivista, sia perché rappresenta una base fondamentale per l’assessment e per la psicoterapia, sia perché la sua potente semplicità la rende uno strumento applicabile e molto utile ad un range molto vasto di pazienti con caratteristiche psicologiche diverse.

Tecnica ABC Ellis

Il modello cognitivo e il ruolo del pensiero

Secondo il modello cognitivo non è la situazione di per sé a determinare ciò che le persone sentono, ma il modo in cui interpretano tale situazione.
Sono i pensieri della persona, la sua percezione degli eventi che influenzano le emozioni e il comportamento.
Nel modello cognitivo clinico, l’ipotesi di Beck è che comune a tutti i disturbi psicologici sia il pensiero distorto o disfunzionale che influenza l’umore e il comportamento del paziente.
Il modello alla base dell’approccio cognitivo comportamentale si oppone ad una visione “deterministica” delle emozioni e dei comportamenti umani: le situazioni che ognuno vive non determinano direttamente le conseguenti reazioni (emotive e/o comportamentali).
Esiste un terzo elemento che agisce sulle reazioni di chiunque: il pensiero.

Le attività cognitive nel modello ABC

L’aspetto centrale dell’interesse cognitivista per il funzionamento mentale riguarda la distinzione delle attività e dei processi cognitivi rappresentati e focalizzati dal B.
Classicamente sono prese in considerazione le seguenti attività psichiche: immagini, inferenze, valutazioni, assunzioni personali, schemi.
Le immagini, attività sensoriali e mnestiche, sono prese in considerazione in quanto parte integrante delle rappresentazioni soggettive riguardanti l’interpretazione di un evento.
Esse riflettono direttamente il significato attribuito dal soggetto ad un evento e il contributo dei processi di elaborazione più automatici (regole, assunzioni personali, inferenze, pensieri).
I pensieri sono ipotesi che attengono alla presenza o assenza di condizioni fattuali, cioè di eventi attesi nell’A, di cui alcuni sono elaborati in modo automatico, e quindi il soggetto non è immediatamente cosciente, tanto che Beck li ha definiti pensieri automatici, oppure possono essere predizioni su ciò che accadrà, sta accadendo o è accaduto; ad ogni evento il soggetto attribuisce delle caratteristiche e delle cause, ma tali attribuzioni sono guidate dalla propria base conoscitiva.
A tutto ciò segue un’emozione, C, derivante direttamente dal pensiero, e un comportamento che il soggetto mette in atto per far fronte a quanto ne consegue.

TECNICA ABC: PRINCIPI E OBIETTIVI

I principi base dell’ABC

Spesso le interpretazioni che si danno agli eventi non sono solo quelle che si fanno a livello razionale.
Prima ancora di dare un “giudizio” positivo o negativo di un evento, nella mente scattano dei pensieri cosiddetti “automatici” che sfuggono alla consapevolezza del soggetto poiché non sa riconoscerli.
Sono loro la vera causa delle emozioni negative e dei comportamenti disfunzionali che si provano e/o agiscono in risposta ad alcuni eventi.

I principi base dell’ABC originano dal fatto che l’individuo reagisce principalmente alla rappresentazione cognitiva degli eventi più che agli eventi di per sé:

  • le emozioni disfunzionali sono influenzate da modalità di pensiero irrazionale (non funzionale)
  • è possibile identificare e codificare le principali modalità di pensiero irrazionale
  • per superare emozioni e comportamenti disfunzionale è possibile ricorrere a modalità di pensiero razionale
  • i metodi cognitivi possono essere costruttivamente integrati con metodi comportamentali

Soluzione pratica e soluzione emotiva

Gli individui tendono a voler cambiare soprattutto l’evento attivante tramite una soluzione pratica.
La soluzione emotiva consiste nel trasformare la propria reazione emotiva all’evento, piuttosto che cercare di fuggire da esso o eliminarlo.
Il modello cognitivo non sostiene che bisogna cambiare solo le emozioni senza cercare di rendere migliori le situazioni di vita, ma sostiene che è meglio mirare prima alla soluzione emotiva.
Gli individui raggiungono in modo più efficace la soluzione pratica se sono meno disturbati emotivamente.

Gli obiettivi dell’ABC

Gli obiettivi dell’ABC sono:

  • normalizzare pensieri ed emozioni
  • ristrutturare la gravità delle minaccia percepita
  • aumentare l’autoefficacia nell’affrontare la minaccia
  • aiutare il soggetto nella valutazione e nella riflessione sulla funzionalità o adattività dei propri schemi di pensiero o dei propri comportamenti disfunzionali
  • ridurre il rimuginio e aumentare il senso di controllo
  • distinguere la realtà su cui si può agire da quella che è distorta dallo stato mentale del soggetto
  • rendere il pensiero meno negativo definendo obiettivi più realistici
Scrittura e Terapia

L’intervento clinico e le domande guida

L’intervento consiste nell’analizzare nel dialogo con il soggetto i nessi tra gli eventi o situazioni correnti per lui più problematici (A), individuare i pensieri più negativi immediati o automatici connessi agli eventi (B), con particolare riferimento a quelli che causano comportamenti o vissuti disfunzionali (C ).
Rispetto a B e C il terapeuta ne evidenzierà l’impatto emotivo (a conferma della loro rilevanza) e, dopo la convalidazione dei riscontri da parte del soggetto, proporrà le domande e i suggerimenti che aiuteranno il soggetto a ristrutturare o riorganizzare i nessi A B C in senso quanto più adattivo possibile.

Le domande per elicitare un ABC, descritte da Neenan e Dryden (2006) sono:

  • qual era la situazione in cui il problema si è manifestato? (A) Ad es.”ero a casa da sola”
  • come ti sei sentita? (C emotivi e comportamentali) “annoiata, triste”
  • cosa ti ha maggiormente disturbata in quella situazione? Cosa pensavi che ha determinato C? “mi sentivo inutile, odio non far nulla, la mia vita fa schifo”

Quindi comprendere quali pensieri si celano dietro le emozioni può aiutare a non restare bloccati o in balia di esse.
L’ABC permette di superare le resistenze offrendo punti di vista alternativi, il paziente impara, con l’aiuto del terapeuta, a mettere in discussione i pensieri che alimentano la sperimentazione delle emozioni negative e a formulare spiegazioni alternative più efficaci.
La discussione cognitiva aiuta il paziente a distanziarsi dai propri pensieri iniziando a considerarli eventi psicologici e non dati di realtà.
L’ABC può aiutare la persona a conoscersi meglio e a definire come le emozioni negative provate non siano interconnesse direttamente alla situazione che sperimenta, ma sono mediate dai pensieri e dalle convinzioni disfunzionali.
In conclusione, esso può essere uno strumento che il terapeuta insegna al paziente al fine di allenarlo a modificare le proprie reazioni emotive e comportamentali.

CONCLUSIONI

Alcune volte le cognizioni di un individuo, ovvero le convinzioni che ha su se stesso, sugli altri o sul mondo, possono essere disfunzionali, cioè possono distorcere la realtà delle cose, attivarsi in modo rigido indipendentemente dai contesti e generare pensieri automatici negativi che producono sofferenza.
Il pensiero distorto e disfunzionale è comune a tutti i disturbi psicologici ed è il responsabile del protrarsi delle emozioni dolorose e della sintomatologia del paziente.
In alcuni casi, infatti, il pensiero distorto e disfunzionale può portare a circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo.
Le emozioni negative intense possono così essere dolorose e invalidanti da interferire con le capacità del soggetto di pensare chiaramente alla soluzione del problema.
Con la tecnica dell’ABC interviene sulle cognizioni, ovvero sui pensieri automatici negativi, sulle convinzioni intermedie e sugli schemi disfunzionali al fine di regolare le emozioni dolorose, interrompere i circoli viziosi che mantengono la sofferenza nel tempo e creare le condizioni per la risoluzione del problema.
Studi scientifici sul trattamento dei disturbi emotivi hanno dimostrato che se si ottiene una modificazione profonda delle convinzioni si avranno meno probabilità di ricaduta in futuro.
Il controllo dei pensieri e delle emozioni è fondamentale per mantenere un equilibrio emotivo e affrontare le sfide quotidiane.
Spesso ci si può trovare a combattere con pensieri negativi che influenzano l’umore e la percezione della realtà.
Tuttavia, comprendere il processo che sta dietro a questi pensieri e imparare a gestirli può fare la differenza nel benessere emotivo del soggetto.
La tecnica ABC è un potente strumento per affrontare tutto ciò, riconoscendo e gestendo i pensieri negativi, consentendo al soggetto di sviluppare una maggior consapevolezza emotiva.

In conclusione:
“Gli uomini non sono turbati dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose” (Epiteto)
“Se una cosa esterna ti tormenta, non soffri per quella cosa in sé, ma per il giudizio che hai su di essa. Ed è in tuo potere spazzar via subito quel giudizio” ( Marco Aurelio)
“Non c’è niente di buono o di cattivo, è il pensiero che lo rende tale” (W. Shakespeare)

AUTORE

Psicologa Viviana Orizzi

Articolo scritto dalla Dott.ssa Viviana Orizzi
Psicologa e psicoterapeuta presso il Centro InTerapia di Saronno, situato in Via Roma 85.

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BIBLIOGRAFIA

  • D. Sarracino, G.M.Ruggiero “ Le basi della terapia cognitiva. Vol.1 L’ABC e la terapia razionale emotiva comportamentale” Ed. Raffaello Cortina
  • A. Nisi “ ABC dell’ABC. Guida alla comprensione dei pensieri del paziente per psicoterapeuti cognitivo comportamentali (e non solo) Ed. Positive Press
  • R.L. Lehay “ Tecniche cognitive di psicoterapia” Ed.Apertamenteweb
  • R.L.Lehay, D. Tirch, L.A.Napolitano “La regolazione delle emozioni in psicoterapia” Ed.Erickson
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