pastedGraphic.pngLa tricotillomania si caratterizza per lo strappo ripetitivo di capelli e/o peli del proprio corpo.

Attualmente è classificato all’interno della categoria diagnostica denominata Disturbo Ossessivo Complulsivo e Disturbi Correlati, nella quinta edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-V).

Gli studiosi ritengono che un episodio di tricotillomania debba avere una durata media di 45 minuti al giorno e che le aree maggiormente colpite siano il cuoio capelluto (75%), le ciglia (53%), le sopracciglia (42%), la barba (10%) e le aree pubiche (17%) (Duke 2010).

La prevalenza del disturbo nella popolazione generale è stimata attorno all’1-2%. Le donne sono maggiormente colpite rispetto agli uomini con un rapporto di circa 10:1. 

Il picco di incidenza può verificarsi tra i 2 e i 6 anni di età. In questa fase della crescita dei bambini però, i sintomi possono essere transitori e remissivi, diversamente se compaiono in pre-adolescenza o in adolescenza, tendono ad essere e più pervasivi e duraturi nel tempo.

Le cause della tricotillomania non sono del tutto comprese e sono legate a numerosi fattori. Tuttavia sono stati identificati alcuni fattori di rischio:

  • basi genetiche: studi hanno evidenziato come la familiarità sia un fattore di rischio (Ramot, 2013)
  • ansia e stress prolungati: coloro che sono sottoposti ad eventi stressanti per un lungo periodo o vivono stati d’animo di ansia cronica possono sviluppare tricotillomania
  • eventi stressanti acuti: qualsiasi evento drammaticamente stressante può favorire la comparsa del disturbo
  • comorbilità psichiatriche: la tricotillomania può comparire in comorbilità con altri disturbi psichiatrici come ad esempio disturbi della personalità, disturbi ossessivo compulsivi, disturbi dell’umore, anoressia o bulimia

Il disturbo, infatti, può presentarsi associato ad altre condizioni psicopatologiche quali: disturbo d’ansia, disturbo depressivo maggiore, disturbi alimentari e/o disturbi da uso di sostanze. Inoltre talvolta sono agiti altri comportamenti disfunzionali quali autolesionismo e comportamenti ripetitivi focalizzati sul corpo, es esempio mangiarsi le unghie o mordersi le labbra. Spesso sono presenti sintomi dissociativi che fanno pensare alla presenza di possibili traumi precoci, impulsività e disfunzioni del sistema serotoninergico, deputato allo svolgimento di numerose funzioni quali la regolazione del tono dell’umore, del sonno, della temperatura corporea, della sessualità, dell’ appetito. Talvolta possono essere compresenti disturbi di personalità quali quello istrionico, bordeline e ossessivo compulsivo.

I criteri diagnostici richiedono che l’individuo strappi in modo cronico e ripetitivo capelli e/o peli, con conseguente perdita degli stessi e tenti ripetutamente di diminuire e interrompere il comportamento di strappo. È inoltre necessario che lo strappo comporti disagio clinicamente significativo e compromissione sociale, lavorativa ed in altre aree importanti del funzionamento della persona e che non sia causato da una condizione medica generale o da altri disturbi mentali. 

Questo disturbo comporta numerose conseguenze sia dal punto di vista fisico sia psicologico. Per quanto riguarda le conseguenze fisiche si possono manifestare: sanguinamento o irritazione del cuoio capelluto, infezioni cutanee, alopecia e affaticamento muscolare. Per quanto concerne le conseguenze sul piano psicologico si può verificare una riduzione della qualità di vita, una ridotta produttività lavorativa e difficoltà nel funzionamento sociale. 

Le teorie cognitivo-comportamentale ritengono che alcuni pensieri ed emozioni ed essi associate, come l’agitazione o la noia, potrebbero costituire un fattore scatenante (trigger). Molto importanti sono anche i fattori contestuali, ad esempio una specifica stanza può incidere sulla messa in atto del comportamento (Snorrason 2015). Il modello proposto da Mansueto e colleghi 1999 vengono utilizzate tecniche che hanno differenti obiettivi e che vengono selezionate alla luce dei fondamenti eziologici specifici individuati in fase di assessment. Una parte di queste sarà finalizzata a incrementare la consapevolezza attraverso l’automonitoraggio e la psicoeducazione; un’altra avrà la finalità di ridurre gli strappi e sostituirli con modalità alternative funzionali, mediante l’adozione di strategie ambientali, sensoriali e motorie e di strategie cognitive ed emozionali.

Bibliografia

Bottesi G., Cerea S., Ghisi M. “Tricotillomania, diagnosi, assessment e trattamento cognitivo comportamentale integrato” Erickson 2019

Maina G., Albert U., Rosso G., Bogetto F. “Impulsività e disturbo ossessivo-compulsivo: dalle teorie psicopatologiche alle evidenze cliniche” NÓOς 2:2003; 147-158

Ramot Y., Maly A., Horev L., Zlotogorski A “Familial Trichotillomania in Three Generations” Int J Trichology 2013 Apr-Jun; 5(2): 86–87

Articolo Scritto dalla dott.ssa Giulia Fusè

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