Il tema della dipendenza affettiva è presente, anche se in forme e modalità differenti, dai tempi di Ovidio, il quale già sottolineava la difficoltà per alcune persone nel non riuscire a fare a meno dell’altro; il termine dipendenza affettiva viene introdotto da Robin Norwood negli anni ‘80.
Per definire la dipendenza affettiva possiamo dire che si tratta di una modalità non sana di vivere la relazione, precisando però che la stessa non deve essere obbligatoriamente sentimentale. Nello specifico la dipendenza affettiva può svilupparsi anche tra genitori, figli, fratelli, amici, in ambito lavorativo, ma anche tra medico e paziente.
Dimensioni della dipendenza affettiva
Secondo la maggior parte degli studiosi la dipendenza affettiva è una dipendenza comportamentale incentrata sulla relazione o sull’altra persona ed è caratterizzata dalle seguenti dimensioni:
- Salienza: l’amore è visto come la parte più importante nella vita della persona, quindi tutte le emozioni, i pensieri e i suoi comportamenti sono orientati al soggetto amato
- Tolleranza: la necessità di dedicare sempre più tempo al soggetto amato
- Cambio di umore: stare o pensare al soggetto amato come strategia per superare il disagio emotivo
- Ricaduta: difficoltà nel ridurre il tempo da trascorrere con il soggetto amato, spesso caratterizzato da una scarsa autostima
- Astinenza: sia fisica che psicologica quando non si è con il soggetto amato
- Conflitto: l’amore per la persona interferisce con le altre attività quotidiane
Dipendente affettivo: le figure analizzate
Nelle relazioni con una persona dipendente le figure che negli anni sono state analizzate e definite sono:
- Obsessed Love Addicts: sono persone completamente consumate dalla passione romantica verso la persona con cui hanno una relazione, nonostante questa sia indisponibile, emotivamente distante, controllante, egoista
- Codependent Love Addicts: sono tendenzialmente persone con bassa autostima, che attraverso comportamenti codipendenti, cercano di rimanere legati alla persona dalla quale sono dipendenti. Un esempio specifico sono quei soggetti, che pur non essendo più innamorati del partner, non riescono a chiudere la relazione
- Ambivalent Love Addicts: nel loro caso la difficoltà non è tanto legata a concludere la relazione, ma a voltare pagina

Comportamento del dipendente affettivo
Il comportamento del dipendente affettivo si costituisce di due fasi, quella appetitiva e quella consumatoria, entrambe accompagnate da piacere. Nello specifico si riferiscono rispettivamente alla ricerca e all’approccio a diversi stimoli, qui il piacere consiste nella fase di euforia che rinforza il comportamento di ricerca dell’oggetto del desiderio; mentre nella fase consumatoria, il comportamento si mostra secondo schemi rigidi legati alla specifica attività.
Si può quindi affermare che alla base della dipendenza è presente un’alternazione dei meccanismi cerebrali che controllano il Sistema della Ricompensa.
Il fenomeno del breadcrumbing, spargere le briciole di pane, viene oggi utilizzato per spiegare i comportamenti definibili come atti micro-manipolatori compiuti con l’obiettivo di tenere vicino a sé un partner nonostante non si provi un reale interesse nei suoi confronti. Si compone, infatti, di comportamenti non facilmente riconoscibili.
Autore

Articolo scritto dalla dott.ssa Jessica Capellini riceve Psicologa e Psicoterapeuta nella sede di Milano.
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Bibliografia:
- Antonelli P., Fortunati M., Salvatori G., Giunti D., (2021). La dipendenza affettiva oggi: concettualizzazione, valutazione e trattamento. Love addiction today: conceptualization, assessment and treatment. Rivista di sessuologia clinica
- Borgioni M., (2015). Dipendenza e contro-dipendenza affettiva. Alpes Italia
- Norwood R., (1986). Donne che amano troppo (2007 ed.). Feltrinelli

