Una meta-analisi di studi clinici randomizzati controllati (RCT) su interventi basati sulla mindfulness forniscono una valutazione quantitativa dell’effetto dell’allenamento basato sulla mindfulness.
L’effetto della mindfulness sull’alessitimia
È stato dimostrato che l’alessitimia, può essere trattata con alcuni tipi di trattamento.
Studi recenti hanno iniziato a testare il potenziale degli interventi basati sulla mindfulness per ridurre l’alessitimia, utilizzando un training basato su competenze per migliorare la consapevolezza non giudicante del momento presente.
Cos’è l’alessitimia
L’alessitimia è una difficoltà nell’identificare e comunicare le emozioni, associata ad uno stile di pensiero orientato all’esterno, derivante da una carenza nell’elaborazione neurale delle emozioni. È stato riscontrato che l’alessitimia è associata a disturbi psicologici, come ansia, depressione, disturbi psicosomatici e a comportamenti disadattivi tra cui dipendenza da alcol, disturbi alimentari e autolesionismo. La presenza di alessitimia può rappresentare un ostacolo al trattamento psicoterapeutico, perché l’incapacità del paziente di comunicare le emozioni può portare il terapeuta a delle difficoltà soprattutto durante gli ABC cognitivi. Si è dibattuto se l’alessitimia sia una risposta a un trauma, alla depressione o un tratto di personalità stabile. Il crescente consenso è che l’alessitimia può essere trattata ma le differenze personologiche pone degli esiti di trattamento differenti.
In alcuni studi è stato osservato che un miglioramento dell’alessitimia poteva diminuire i problemi cardiaci.
È stato osservato come le terapie di terza generazione cognitivo comportamentali, basate sull’utilizzo di tecniche di mindfulness, come il prestare attenzione al momento presente, l’aumentare la consapevolezza delle sensazioni corporee e l’osservazione non giudicante di pensieri e sentimenti, si sono rivelate efficaci contro la depressione, l’ansia e lo stress.

Cos’è la mindfulness
La parola inglese Mindfulness traduce la parola sati che in lingua pali indica un “fattore mentale”, una qualità di coscienza che può essere coltivata attraverso la meditazione.
Sati è la consapevolezza che emerge portando attenzione al processo dell’esperienza.
Teorico della mindfulness è Jon Kabat Zinn, consiste nel prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza momento per momento:
A- con intenzione
B- nel momento presente
C- in modo non giudicante
Mindfulness in quanto sati, parte da una visione della mente umana buddhista, in particolare deriva dalla tradizione Theravada del Buddhismo antico.
L’approccio che ha il fine di coltivare sati è chiamato vipassana
(mindfulness meditation-meditazione di consapevolezza)
Modalità “fare” e modalità “essere”
Modalità fare: la mente lavora costantemente per intervenire e modificare.
Monitora le discrepanze, sempre presenti, tra le rappresentazioni di come le cose dovrebbero essere o come desidererebbe fossero e la realtà di come si presentano effettivamente.
Queste discrepanze innescano inevitabilmente lotta e sofferenza.
Modalità essere: permette di rimanere presenti a ciò che si presenta nel momento per come si presenta senza intervenire in alcun modo per modificare la situazione. L’attenzione si rivolge al funzionamento della mente in quanto tale, con curiosità non giudicante.
L’attenzione vigile diminuisce la reattività.
Conclusioni sull’alessitimia
La partecipazione a interventi basati sulla mindfulness ha portato a un decremento dell’alessitimia.
La letteratura su cui si basano queste conclusioni è limitata e sono necessari ulteriori studi con campioni clinici e non clinici più ampi e un follow-up più lungo. Tuttavia, i risultati indicano che gli interventi basati sulla mindfulness possono essere un mezzo efficace per ridurre l’alessitimia.
Tecniche da utilizzare a casa
Foglie sul ruscello (Hayes et al., 1999)
- Trova una posizione comoda e chiudi gli occhi o fissali su un punto qualsiasi delle due cose tu preferisca.
- Immagina di essere seduto in riva ad un gentile ruscello che scorre e che ci siano foglie che scorrono sulla superficie. Immaginalo come più ti piace, è la tua immaginazione (pausa 10 secondi)
- Ora, per i prossimi minuti, prendi ogni pensiero che sorge nella tua testa, ponilo su una foglia e lascia che sia trasportato. Fallo senza badare al contenuto positivo o negativo del pensiero, piacevole o doloroso. Anche se ci sono molti pensieri piacevoli, ponili sulle foglie e lascia che siano trasportati via (pausa 10 secondi)
- Se i tuoi pensieri si fermano, osserva il ruscello. Prima o poi i pensieri ricominceranno (pausa 20 secondi)
- Permetti al ruscello di scorrere secondo il proprio ritmo. Non accelerarlo. Non stai cercando di fare scivolare via le foglie, stai permettendo loro di andare e venire con il proprio tempo (pausa 20 secondi)
- Se la tu mente ti dice questo è stupido o non posso farlo, poni quel pensiero su una foglia (pausa 20 secondi)
- Se la tua foglia si ferma, lasciala lì attorno. Non forzarla a scorrere via (pausa 20 secondi)
- Se sorge una sensazione negativa, come noia o impazienza, semplicemente riconoscila. Dì a te stesso “ecco un sentimento di noia” o “ecco una sensazione di impazienza”. Poi poni quel pensiero su una foglia e lascia che questa scorra via.
- Di tanto in tanto, i tuoi pensieri ti agganceranno e potrai perdere la traccia dell’esercizio. Questo è normale e naturale e potrebbe succedere. Quando realizzi che sta succedendo, gentilmente riconoscilo e riprendi l’esercizio.
Dopo l’istruzione 9, continuiamo l’esercizio per diversi minuti oppure, periodicamente punteggiamo il silenzio con questo promemoria: “Di nuovo e di nuovo i miei pensieri mi agganceranno. Questo è normale. Quando te ne accorgi, riprendi l’esercizio dall’inizio.
Domande che ti puoi porre alla fine dell’esercizio:
Quale tipo di pensiero ti ha agganciato? Come ti è sembrato lasciare andare che i pensieri andassero e venissero per i fatti loro senza trattenerli? è stato difficile lasciare andare alcuni pensieri in particolare? Quali sensazioni emergono? è stato utile riconoscere la sensazione? hai provato ad accelerare il corso del ruscello, cercando di fare scorrere via i pensieri? se è così, sta probabilmente cercando di utilizzare una tecnica di controllo, cercando di liberarsi dei pensieri. Questo non è l’obiettivo. L’obiettivo è quello di osservare il naturale “scorrere dei pensieri”, permettendo loro di andare e venire nel loro tempo.
Let it go Lascia andare
Lascia andare i modi in cui pensavi che si sarebbe svolta la tua vita l’attaccamento ai piani, ai sogni o alle aspettative – lascia andare tutto. Conserva le forze per nuotare con la marea.
La scelta di combattere ciò che hai ora di fronte
avrà come risultato solo fatica, paura e tentativi disperati
di fuggire da quella stessa energia che tanto desideri. Lascia andare. Lascia che tutto vada e fluisca con la grazia che invade i tuoi giorni sia che tu la riceva gentilmente o con i peli dritti per difenderti dagli invasori.
Fidati: la mente potrebbe non trovare mai le spiegazioni che cerca, ma andrai avanti lo stesso.
Lascia andare, e la cresta dell’onda ti porterà verso spiagge sconosciute, oltre ai tuoi sogni più selvaggi, alle destinazioni più impensate.
Lascia che tutto vada e trovi un posto dove riposare e stare in pace, e una trasformazione certa. Danna Faulds, “Let it go”, tratto da “Go In and In. Poems from the Heart of Yoga”, Morris Press.
La Locanda
L’essere umano è una locanda,
ogni mattina arriva qualcuno di nuovo. Una gioia, una depressione, una meschinità, qualche momento di consapevolezza arriva di tanto in tanto, come un visitatore inatteso.
Dai il benvenuto a tutti, intrattienili tutti!
Anche se è una folla di dispiaceri che devasta violenta la casa spogliandola di tutto il mobilio,
lo stesso, tratta ogni ospite con onore: potrebbe darsi che ti stia liberando in vista di nuovi piaceri.
Ai pensieri tetri, alla vergogna, alla malizia, vai incontro sulla porta ridendo, e invitali a entrare.
Sii grato per tutto quel che arriva, perché ogni cosa è stata mandata come guida dell’aldilà.
Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Denise Brafa Psicologa Clinica a Saronno
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Fonti
- Bagby RM, Parker JD, Taylor GJ. The twenty-item Toronto Alexithymia Scale—I. Item selection and cross-validation of the factor structure. J Psychosom Res 1994;38:23–32.
- Van der Velde J, Gromann PM, Swart M, et al. Alexithymia influences brain activation during emotion perception but not regulation. Soc Cogn Affect Neurosci 2015;10:285–93.
- McGillivray L, Becerra R, Harms C. Prevalence and demographic correlates of alexithymia: a comparison between Australian psychiatric and community samples. J Clin Psychol 2017;73:76–87.
