La matrice ACT ideata da Kevin Polk (2014) è uno strumento esperienziale usato in psicoterapia per favorire la flessibilità psicologica. Si basa sui costrutti cardine del Acceptance and Commitment Therapy (Hayes S. 2012) e viene utilizzata sia nella psicoterapia individuale che di gruppo. La matrice rappresenta un punto di vista attraverso il quale la persona impara a discriminare quali comportamenti sono funzionali all’evitamento per poterli ridurre e quali sono utili a muoversi nella direzione di una vita ricca e soddisfacente. La letteratura fornisce diversi studi di applicazione della matrice con adulti e in forma più rara con soggetti in età evolutiva. In questo articolo viene presentata una rivisitazione e personalizzazione della matrice con i bambini partendo da loro interessi e preferenze per renderla più motivante ed esperienziale.
Indice
Ogni genitore sa che i bambini provano emozioni intense, pensieri difficili e a volte fanno cose che sembrano andare “nella direzione sbagliata”. Paura, rabbia, vergogna, frustrazione fanno parte della crescita. Il problema non è che ci siano, ma come i bambini imparano a stare con queste esperienze.
La Matrice ACT è uno strumento esperienziale e potente che aiuta bambini (e adulti) a orientarsi in quello che succede dentro e fuori di loro, come una mappa che indica le possibili strade quando le cose si fanno difficili.
Dentro e fuori: cosa succede ai bambini
Ogni bambino vive continuamente due mondi:
- quello dentro (emozioni, pensieri, sensazioni nel corpo)
- e quello fuori (azioni, parole, comportamenti visibili).
Quando un’emozione è scomoda ad esempio come la paura, è naturale cercare di scappare, evitare, distrarsi, chiudersi. A volte queste strategie funzionano sul momento, ma spesso allontanano i bambini da ciò che per loro è importante, come giocare, imparare, stare con gli amici. La Matrice ACT aiuta a riconoscere queste scelte in modo gentile, senza giudizio.

In questa mappa, costruita e personalizzata per i giovani esploratori, ci sono due direzioni possibili: “Via da” o “Verso”
La matrice propone una distinzione molto semplice:
- Le azioni “via da” (pollice in giù) sono ciò che facciamo per allontanarci da emozioni o pensieri difficili (come scappare, evitare, combattere, isolarsi).
- Le azioni “verso” (scala) sono ciò che facciamo per avvicinarci a ciò che conta davvero (come amicizia, coraggio, gioco, gentilezza), anche quando le emozioni sono difficili.
Non esistono azioni giuste o sbagliate. Esiste solo una domanda importante: “Questa scelta mi sta portando verso ciò che conta o mi sta allontanando?”
Perché è particolarmente adatta ai bambini
In età evolutiva, l’uso della matrice richiede un adattamento radicale del linguaggio e del canale di apprendimento. I bambini non apprendono attraverso concetti astratti, ma tramite azione, corpo, gioco e metafora, esperienza diretta .
Per questo, la Matrice ACT viene adattata all’età del bambino, personalizzata a partire dai suoi interessi,disegnata da lui stesso per renderlo più vicino alle sue esperienze di vita. Per queto motivo le emozioni come rabbia, tristezza, paura vengono rappresentati come personaggi di cartoni o mostriciattoli buffi, i pensieri diventano nuvole di passaggio o abitanti del “lago dei pensieri appiccicosi” come “ non ce la faccio, non sono bravo, ridono di me”, i valori non vengono spiegati ma incarnati in luoghi desiderabili come castelli, tesori o villaggi delle cose che piacciono e sono importanti, le esperienze difficili si trasformano in sassi dentro uno zaino o ponti di blocchi da superare , le azioni scelte da supereroe coraggioso.

La matrice, in questa forma, non viene “insegnata”, ma vissuta. I bambini apprendono giocando che non è necessario eliminare le emozioni o pensieri difficili per poter vivere bene, che avere paura non significa essere deboli , essere tristi non significa essere sbagliati, arrabbiarsi non rende cattivi. Apprendono invece che è possibile muoversi e vivere la propria vita anche con le emozioni e i pensieri difficili, facendo scelte che li avvicinano a ciò che conta per loro.
La Matrice ACT rappresenta uno strumento potente perché trasforma la sofferenza da “avere un problema da eliminare” a “esperienza da attraversare”, mantenendo il focus su ciò che dà significato all’azione.
Per i genitori, la Matrice ACT offre uno sguardo nuovo. Esercitare meno controllo sulle emozioni, più accompagnamento alle scelte e un “camminare insieme”. L’adulto non indica la strada giusta, ma aiuta il bambino a guardare la mappa, a fare esperienza delle conseguenze delle proprie scelte, per dirigersi verso scelte più utili per loro , in un contesto sicuro e giocoso.
La matrice diventa dunque per i bambini una mappa del tesoro: non promette un percorso senza difficoltà, ma insegna che il vero obiettivo non è avere uno zaino leggero, bensì camminare verso ciò che conta, anche quando lo zaino pesa.
Questo approccio è coerente con le evidenze scientifiche che indicano come ACT, adattata in modo esperienziale e ludico, sia particolarmente adatta al lavoro con bambini e famiglie, promuovendo autonomia, regolazione emotiva e comportamenti prosociali. Questo rende i bambini più forti, più flessibili e più fiduciosi in se stessi.
Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Daniela Sterniqi Psicologa e Psicoterapeuta a Saronno.
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Riferimenti bibliografici
- Hayes, S. C., Strosahl, K. D., & Wilson, K. G. (2012). Acceptance and Commitment Therapy: The Process and Practice of Mindful Change. Guilford Press.
- Polk, K. L., Schoendorff, B., Webster, M., & Olaz, F. O. (2014). The ACT Matrix: A New Approach to Building Psychological Flexibility Across Settings and Populations. New Harbinger.
- Coyne, L. W., Murrell, A. R., & McHugh, L. (2019). The Joy of Parenting: An ACT Approach. New Harbinger.
- Greco, L. A., & Hayes, S. C. (2008). Acceptance and Mindfulness Treatments for Children and Adolescents. New Harbinger.
- Swain, J., Hancock, K., Dixon, A., & Koo, S. (2013). Acceptance and commitment therapy for children: A systematic review. Journal of Contextual Behavioral Science, 2(3–4), 73–85.
