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Perché abbiamo scritto Le basi della terapia cognitiva
Con Diego Sarracino abbiamo scritto Le basi della terapia cognitiva: Le psicoterapie costruttiviste, in uscita per Raffaello Cortina. È il secondo volume di una serie dedicata ai fondamenti della terapia cognitiva; il terzo sarà dedicato alla CBT standard. Soprattutto, questo libro approfondisce le basi della terapia cognitiva attraverso l'approccio costruttivista.
Lo abbiamo scritto perché il costruttivismo ha una storia ricca ma dispersa. Autori, scuole e modelli parlano lingue diverse e raramente si incontrano nello stesso testo. Mancava un manuale che li mettesse in fila, li confrontasse e mostrasse che cosa offrono, ancora oggi, alla pratica clinica.
Che cosa vuol dire “costruttivista”
Non registriamo la realtà come una fotocamera. La interpretiamo attraverso significati costruiti lungo la nostra storia, soprattutto nelle relazioni con le persone che ci hanno cresciuto e amato. Nella prospettiva de le basi della terapia cognitiva, il costruttivismo sottolinea quanto i significati personali siano fondamentali per comprendere i processi psicologici.
Per questo una stessa situazione – una critica, un rifiuto, un imprevisto – può essere per qualcuno una piccola delusione e per altri la conferma di “non valere abbastanza”. Non perché chi soffre ragioni male, ma perché il suo modo di dare senso a sé e agli altri ha una logica propria, nata in un contesto preciso.
In terapia questo cambia la prospettiva. Il sintomo non è solo un errore da correggere ma anche un segnale da capire. Il terapeuta non insegna al paziente come dovrebbe pensare: lo aiuta a riconoscere come ha costruito il suo mondo e a sperimentare, con gradualità, costruzioni più flessibili. Le basi della terapia cognitiva qui trovano applicazione pratica.
Che cosa trova il lettore
Il volume è diviso in tre parti, come il lavoro del clinico: teoria, valutazione, trattamento. In quindici capitoli ripercorre i principali modelli costruttivisti, dai fondatori nordamericani George Kelly e Michael Mahoney alla tradizione italiana di Vittorio Guidano e Giovanni Liotti. Arriva poi agli sviluppi successivi: la metacognizione di Semerari e Dimaggio, la Schema Therapy di Young, il modello LIBET e molti altri. Nel testo il lettore può scoprire le basi della terapia cognitiva nelle varie declinazioni costruttiviste.
Abbiamo voluto evitare il catalogo di teorie. Per questo due pazienti immaginari accompagnano il lettore dall’inizio alla fine. Dario, 38 anni, vive un’esperienza depressiva legata al rapporto con la compagna Giulia. Elena, 45 anni, cerca di tenere sotto controllo ogni cosa, dentro e fuori il matrimonio con Marco. Ogni modello viene messo alla prova sugli stessi due casi, così che le differenze tra gli approcci si vedano in concreto.
Per i colleghi: la tesi del libro
Il filo che lega i capitoli è una svolta relazionale. Il costruttivismo nasce come teoria di una mente che costruisce da sola i propri significati. Strada facendo, soprattutto in Italia, sposta l’attenzione sulla relazione: prima quella con le figure di attaccamento, poi quella tra paziente e terapeuta, che diventa il luogo in cui i significati si mettono alla prova e si trasformano. Questo approccio trova un’importante spiegazione nelle basi della terapia cognitiva.
La seconda tesi riguarda il rapporto con la CBT standard. Non leggiamo il costruttivismo come un’alternativa, ma come una seconda rivoluzione cognitiva. Le tecniche focalizzate sul sintomo restano preziose; il costruttivismo aggiunge una comprensione dei processi di vulnerabilità che le rende più mirate e più durature. È una prospettiva integrativa, vicina al modo in cui lavoriamo ogni giorno nei nostri centri.
A chi è rivolto
Il libro è pensato anzitutto per specializzandi e psicoterapeuti che vogliono una mappa chiara dei modelli costruttivisti. Ma lo abbiamo scritto anche per chi, dall’altra parte della stanza, si chiede che cosa accada davvero in una terapia cognitiva: perché il terapeuta fa certe domande, perché torna sulla storia personale, perché dedica tanta attenzione alla relazione. Anche per chi si approccia per la prima volta a le basi della terapia cognitiva, questo testo offre risposte pratiche.
Se c’è un messaggio che speriamo arrivi a tutti è questo: capire come una persona ha costruito il suo modo di soffrire è già il primo passo per costruirne uno diverso.
Giovanni Maria Ruggiero, Diego Sarracino Le basi della terapia cognitiva: Le psicoterapie costruttiviste Raffaello Cortina Editore
- ☐ Da completare: data di uscita, numero di pagine, prezzo, link all’editore
Vieni alla presentazione
Sabato 5 dicembre 2026, ore 10:00–13:00 Biblioteca Civica di Saronno, Viale Santuario 2, Saronno (VA)
Giovanni Maria Ruggiero e Diego Sarracino presenteranno il libro insieme a un secondo volume: Farsi capire dal paziente, di Giovanni Maria Ruggiero, Gabriele Caselli e Sandra Sassaroli (Giunti). Sarà l’occasione per parlare di costruttivismo e di psicoterapia cognitiva, e per rispondere alle domande del pubblico. Tra gli altri temi, discuteranno anche delle basi della terapia cognitiva in modo accessibile a tutti.
Ingresso libero, senza prenotazione.

