Home » Articoli di Psicologia » Le tre A: Autostima, Assertività e Autoefficacia

Le tre A: Autostima, Assertività e Autoefficacia

di Viviana Orizzi | Mar 24, 2026 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Autostima, assertività e autoefficacia sono concetti psicologici interconnessi: l’autostima è il valore generale che si dà a se stessi, l’autoefficacia è la fiducia nelle proprie capacità nell’affrontare compiti specifici, mentre l’assertività è la capacità di esprimere i propri bisogni e pensieri in modo chiaro e rispettoso, senza aggressività e passività, migliorando così sia l’autostima che l’autoefficacia.
Lavorare sull’assertività (comunicazione) rafforza la percezione di essere capaci (autoefficacia) e, di conseguenza, aumenta la stima di sé (autostima).

Origine del concetto di autostima

Autostima deriva dalla parola “aestimare” che significa “determinare il valore” o “avere un’opinione su”, questo concetto racchiude come ciascun individuo vede se stesso, come si giudica e che valore si attribuisce.
William James (1890) la definì come il rapporto tra il concetto di sé (Sé percepito) e l’immagine della persona che si vorrebbe essere (Sé ideale).

E’ importante sottolineare che l’autostima non deriva solo da fattori interni, ovvero dall’opinione che si ha di se stessi, ma anche da fattori esterni.
L’ambiente circostante e l’interazione con gli altri, possono contribuire a migliorare o peggiorare le prestazioni di ciascuno e, di conseguenza, influire in maniera positiva o negativa sullo sviluppo di essa.

Il concetto di assertività

Con il termine assertività, dal latino “asserere” , che significa “asserire”, si fa riferimento all’affermare con convinzione e tenacia e rappresenta la giusta via di mezzo tra il comportamento passivo e il comportamento aggressivo, si mostra pronto alla mediazione e al rispetto delle proprie e altrui esigenze.
E’ una competenza relazionale che permette di riconoscere le proprie emozioni, i propri bisogni e di comunicarli agli altri nel rispetto reciproco.

Il ruolo dell’autoefficacia

Infine, l’autoefficacia costituisce un importante fondamento per l’azione, rappresenta le convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azioni necessarie per determinare certi risultati.
Albert Bandura estrapola il concetto di autoefficacia secondo il quale l’individuo è capace di simbolizzare o di vicariare l’esperienza diretta facendo previsioni su se stesso che gli consentono di autoregolarsi.

Autoriflessione e autoregolazione

Nello specifico gli studi sull’efficacia percepita hanno contribuito a porre in rilievo le capacità di autoriflessione e di autoregolazione della mente umana.
La prima consente all’individuo di analizzare le proprie esperienze, di riflettere sui propri processi di pensiero, di generare nuove capacità di pensiero e azione.
La seconda, invece, consente di dirigere e motivare se stessi mediante obiettivi e incentivi, in base a standard interni, restando autonomi rispetto ad ogni altro fattore esterno.

Il senso di efficacia personale guida e dirige il comportamento, orienta il rapporto della persona con l’ambiente e pone le condizioni per lo sviluppo di nuove esperienze e capacità.
Capiamo bene come queste tre A sono interconnesse tra loro e si influenzano vicendevolmente.
Accrescendo queste tre risorse, l’individuo va a potenziare le cosiddette “life skills” raggruppando abilità sociali, cognitive e personali, che consentono di affrontare positivamente le richieste e le sfide della vita quotidiana.
Il comportamento e la capacità di affrontare le sfide dipendono da come queste tre risorse si influenzano reciprocamente, sono tre qualità che permettono di valorizzare al meglio abilità e capacità di risolvere i problemi.

Autostima, Assertività e Autoefficacia

LE TRE A: UN’ALLEANZA POTENTE

L’assertività è uno stile comunicativo maturo, sano e rispettoso, in cui entrambe le persone coinvolte escono dalla conversazione sentendosi viste,ascoltate e rispettate.
Essa è un po’ come l’arte del “ dire la verità con gentilezza” , dell’ occupare il proprio spazio senza invadere quello altrui.
Lo stile assertivo è il frutto di una base solida fatta di consapevolezza di sé, autostima e fiducia nelle proprie risorse.

L’assertività è una trasformazione interiore che modifica il modo di relazionarsi con se stessi, con gli altri e con il mondo.
Quando si inizia a comunicare in modo autentico e rispettoso, qualcosa cambia: cresce l’autostima e aumenta il senso di autoefficacia, si riconoscono con chiarezza emozioni, confini, valori.

Effetti positivi dell’assertività

Essere assertivi è contagioso, in senso positivo: stimola l’altro ad uscire dalle dinamiche reattive, a comunicare in modo più consapevole e a cercare soluzioni comuni.
L’assertività crea un clima di reciprocità, fiducia e trasparenza che fa bene a tutti.
Uno stile assertivo migliora l’autoefficacia e l’autostima, più fiducia in sé, più rispetto da parte degli altri, migliora il benessere personale e le relazioni con gli altri.

Caratteristiche del comportamento assertivo

L’assertivo è colui che definisce chiaramente la propria posizione, la svela e la difende senza aggressività e accetta un diverso atteggiamento da parte degli altri.
L’assertività è la capacità di esprimere i propri sentimenti, di scegliere come comportarsi in un determinato contesto/momento, di difendere i propri diritti, di aumentare la propria autostima, di sviluppare una sana dose di sicurezza, di portare avanti le proprie idee e convinzioni rispettando, contemporaneamente, quelle degli altri.

Per riassumere possiamo affermare che l’assertività rappresenta un equilibrio importante tra l'affermazione di sé e il rispetto degli altri.
Coltivare l’assertività richiede pratica e consapevolezza, ma i benefici che comporta rendono questo sforzo prezioso per una vita più appagante.

Gli ingredienti dell’autostima

L’autostima è un’esperienza soggettiva e stabile si valutazione positiva del proprio valore, è connessa sia al percepirsi come individui competenti (quindi capaci di affrontare la vita, di imparare, scegliere e prendere decisioni adeguate) sia al percepirsi come persone degne di essere amate.
Come ben illustrato da Christophe André e Francois Lelord, gli ingredienti che permettono di sentirsi persone competenti e degne d’amore sono:
- l’amore di sé ossia l’amore incondizionato per se stessi che consente di apprezzarsi nonostante limiti e difetti. Questo amore dipende da come la famiglia ha apprezzato l’individuo da bambino e dal nutrimento affettivo ricevuto.
- la visione di sé, secondo André e Lelord, è lo sguardo che si rivolge a Sè ossia la valutazione, fondata o meno, che si fa sulle proprie qualità e sui propri difetti. L’importante non è come si è realmente, ma la convinzione che ognuno ha di se stesso. Una visione positiva consente a ciascuno di sentirsi all’altezza nell’affrontare ciò che la vita riserva.
- la fiducia in se stessi che significa pensare di essere capaci di agire in maniera adeguata nelle situazioni importanti.

Autoefficacia e azione

Un dosaggio equilibrato tra queste tre componenti è indispensabile per ottenere una buona stima di sé.
Infine l’autoefficacia è la percezione che la persona ha di se stessa rispetto all’essere in gradi di fare, sentire, esprimere o divenire qualcosa.
Secondo Bandura l’autoefficacia è la convinzione di riuscire a fare una determinata cosa, essa assume un ruolo importantissimo nel rapporto tra obiettivo e prestazione.

Autostima vs autoefficacia

Il concetto di “senso di autoefficacia” si riferisce alla convinzione nelle proprie capacità di mettere in atto le azioni necessarie per gestire adeguatamente le varie situazioni in modo da raggiungere i risultati prefissati.
Per tale ragione un basso livello di autoefficacia produce automaticamente scarso impegno e scarsa focalizzazione verso un obiettivo, impedendone ab origine la realizzazione.
Capiamo bene come autostima e autoefficacia siano intimamente correlate tra loro, al punto che si influenzano e determinano reciprocamente.
Tuttavia, secondo Bandura, l’autostima è legata alla sfera dell’Essere, mentre l’autoefficacia è legata alla sfera del Fare.

L’equilibrio tra le “tre A” è una premessa fondamentale per il benessere psico- sociale dell’individuo.

Autostima

LA TERAPIA COGNITIVO COMPORTAMENTALE

E’ importante ricordare che l’autostima, l’autoefficacia e l’assertività non sono caratteristiche fisse, ma evolvono nel tempo e possono essere migliorate.
Chiedere un supporto psicologico può essere un passo coraggioso e trasformativo per iniziare un percorso introspettivo guidato, un percorso terapeutico offre uno spazio sicuro dove esplorare se stessi.

La terapia cognitivo- comportamentale fornisce gli strumenti adeguati per riconoscere e modificare le distorsioni cognitive, uno dei pilastri è identificare i pensieri negativi in quanto l’individuo ha la tendenza a pensare in modo distorto su di sé concentrandosi solo sugli aspetti negativi enfatizzando gli errori passati.
Questi pensieri distorti possono alimentare una percezione negativa di se stessi, indi per cui, in primis il terapeuta lavora con il soggetto per riconoscere questi schemi di pensiero disfunzionali.

Ristrutturazione cognitiva

Una volta identificati, il paziente impara a sfidare e a sostituire questi pensieri con altri più realistici e positivi, ad esempio, anziché dirsi “Sono un fallimento perché ho commesso un errore”, potrebbe imparare a dirsi “Tutti commettono errori, ma posso imparare da questa esperienza a far meglio la prossima volta”.
Questa modifica del pensiero può avere un impatto significativo sul modo di percepirsi.

Un altro aspetto importante è l’autoaccettazione ossia imparare ad accettare sé per chi si è, con pregi e difetti in quanto spesso le persone sono molto auto-critiche e tendono ad avere aspettative irrealistiche riguardo a se stesse.
La terapia cognitiva aiuta il paziente a riconoscere questa tendenza e a sviluppare una maggior compassione verso di sé oltre a smettere di confrontarsi con l’altro in modo sfavorevole e poco realistico.

Obiettivi dell’intervento terapeutico

L’intervento psicoterapeutico permette di lavorare sugli ostacoli che minano il raggiungimento di un buon livello di autostima, che sviluppano paure irrazionali che influiscono negativamente sul modo di relazionarsi diventando passivo, pensieri disfunzionali e uno stile comunicativo inefficace.
La terapia cognitivo- comportamentale modifica le credenze disfunzionali su di sé, la messa in discussione delle convinzioni, la tolleranza alle critiche, lo sviluppo di un comportamento assertivo, l’acquisizione di abilità sociali e interpersonali.
Come asseriva Beck, la terapia cognitivo-comportamentale mira a prendere consapevolezza delle credenze che portano alla sofferenza emotiva e a comportamenti disfunzionali, promuovendo lo sviluppo di nuove lenti con cui osservare la realtà.

CONCLUSIONI

Sebbene distinti i tre concetti si alimentano a vicenda e una buona combinazione tra essi genera un individuo che si percepisce all’altezza e di valore, in grado di agire efficacemente e in modo costruttivo.
Inoltre, sarà abile nel riconoscere e rispettare i propri e gli altrui diritti all’interno di una relazione chiara, equa, diretta e basata sul rispetto reciproco.

Il concetto che ogni soggetto ha di se stesso si forma a partire dai primi anni di vita sulla base dell’immagine di sé che viene veicolata dalle persone più significative assunte automaticamente come riferimento e sulla base delle esperienze e/o meglio delle interpretazioni che ne vengono date e dei significati che vengono loro attribuiti.

Le tre A rappresentano tre elementi centrali per il benessere psicologico e la realizzazione personale e solo attraverso un equilibrio tra loro si può aspirare ad una vita appagante e autentica.
Amare e rispettare se stessi è un ottimo punto di partenza per migliorarsi.

Il valore dell’amore verso sé stessi

L’amore è qualcosa che si ha nel proprio mondo interiore, non da ricercare all’esterno e non lo si trova nel consenso degli altri ma viene attivato in primis da noi.
E’ importante ricordare che l’autostima non può aspettare il domani, molte persone rimandano a domani nella speranza che arrivi il successo, il compagno di vita, i soldi e molto altro, ma l’attesa rende spesso prigionieri e incapaci.
Non rimandare a domani è uno dei pilastri chiave per amare se stessi, incrementare l’autostima e formare un buon senso di autoefficacia.

AUTORE

Psicologa Viviana Orizzi

Articolo scritto dalla Dott.ssa Viviana Orizzi
Psicologa e psicoterapeuta presso il Centro InTerapia di Saronno, situato in Via Roma 85.

Se stai cercando un percorso di psicoterapia o desideri migliorare il tuo benessere mentale, siamo qui per aiutarti. La salute mentale è fondamentale per il tuo equilibrio e la tua qualità di vita.

Il nostro team di psicologi e psicoterapeuti di Saronno è guidato dal Dott. Simone Sottocorno, responsabile clinico della sede e dei Centri InTerapia.

Contattaci per fissare un colloquio con uno dei nostri esperti. Siamo al tuo fianco per supportarti nel raggiungimento del tuo benessere.

BIBLIOGRAFIA

  • Bandura (2001) “ Autoefficacia. Teoria e applicazioni” ed. Erickson
  • A. Pope, S. McHale, E. Craighead (2001) “ Migliorare l’autostima. Un approccio psicopedagogico per bambini e adolescenti” ed. Erickson
  • M. Giannantonio “ MI vado bene? Autostima e assertività” ed. Erickson
  • E.Giusti, A.Testi “ L’assertività. Vincere sempre con le tre A” ed. Armando
Vota

Contatta il Centro InTerapia

Hai trovato utile questo articolo? Se senti il bisogno di iniziare un percorso di crescita personale o affrontare un momento di difficoltà, il nostro team di psicologi e psicoterapeuti è a tua disposizione.