Home » Articoli di Psicologia » Lo storytelling in terapia pedagogica: dispositivo narrativo e strumento di accesso al mondo interno

Lo storytelling in terapia pedagogica: dispositivo narrativo e strumento di accesso al mondo interno

di Chiara Galbiati | Mar 31, 2026 | Articoli di Psicologia, età evolutiva | 0 commenti

Lo storytelling, nella terapia pedagogica, è molto più di un semplice “raccontare storie”: è uno strumento prezioso per entrare nel mondo interno del bambino o anche dell’adulto, in modo delicato e rispettoso. Spesso, soprattutto con i più piccoli, non è facile esprimere emozioni, pensieri o vissuti attraverso un linguaggio diretto. Per questo motivo si utilizzano strumenti mediatori, come la narrazione, che permettono di comunicare in modo più naturale e spontaneo.

Raccontare storie è una capacità fondamentale dell’essere umano. Attraverso il racconto, infatti, ciascuno di noi dà ordine alle proprie esperienze, attribuisce significato a ciò che vive e costruisce, poco alla volta, la propria identità. Studiosi come Jerome Bruner hanno evidenziato come il pensiero narrativo sia una modalità primaria per comprendere la realtà. Allo stesso modo, Lev Vygotskij ha sottolineato quanto il linguaggio e i simboli siano fondamentali nello sviluppo mentale, mentre Donald Winnicott ha messo in luce l’importanza del gioco come spazio in cui il bambino può esprimere liberamente sé stesso.

Lo storytelling come mediatore pedagogico

In questo senso, lo storytelling diventa un vero e proprio mediatore pedagogico, non è solo raccontare, ma è un’attività intenzionale che aiuta la persona a esprimersi, a rielaborare le proprie emozioni e a costruire una rappresentazione di sé e degli altri.

Quando un bambino inventa o ascolta una storia, attiva la sua immaginazione, dà forma simbolica ai suoi vissuti e può sperimentare nuovi modi di pensare e di agire. In altre parole, trasforma ciò che prova in qualcosa di più comprensibile e “pensabile”.

Un aspetto molto importante è la cosiddetta “distanza narrativa”. Raccontare attraverso personaggi e situazioni immaginarie permette al bambino di parlare di sé senza esporsi direttamente. Questo riduce il carico emotivo, lo fa sentire più protetto e gli consente di esprimersi con maggiore libertà. È come se dicesse: “Non sto parlando di me… ma in realtà un po’ sì”. Questa distanza diventa quindi una risorsa fondamentale, soprattutto quando ci sono emozioni difficili da affrontare.

storytelling in terapia pedagogica

Lo storytelling come strumento di osservazione pedagogica

Lo storytelling è anche uno strumento molto utile per l’osservazione pedagogica. Attraverso le storie raccontate, il professionista può cogliere tanti aspetti importanti: come il bambino vede le relazioni, come organizza il pensiero, quali strategie utilizza per affrontare le difficoltà, ma anche quali sono le sue risorse. In questo senso, la narrazione diventa una vera e propria finestra sul funzionamento globale della persona.

Il collegamento con la vita quotidiana: il bridging

Approcci come il metodo di Reuven Feuerstein aiutano, ad esempio, a creare collegamenti, i cosiddetti “bridging” tra ciò che emerge durante la terapia e la vita quotidiana, rendendo il lavoro ancora più significativo.

Il gioco narrativo: quando storytelling e gioco si incontrano

Spesso lo storytelling si integra con il gioco, diventando un “gioco narrativo”. L’utilizzo di carte, oggetti, burattini o disegni facilita l’espressione, stimola la fantasia e rende tutto più concreto e accessibile. Proprio nel gioco, come sottolinea Winnicott, il bambino può essere davvero creativo e autentico, permettendo al proprio Sé di emergere.

Conclusione: il potere trasformativo delle storie

In conclusione, lo storytelling nella terapia pedagogica è uno strumento potente perché unisce pensiero, emozioni e relazioni all’interno di uno spazio sicuro. Attraverso le storie, il bambino (e anche l’adulto) non si limita a raccontare ciò che vive, ma inizia a comprenderlo, rielaborarlo e trasformarlo. Ed è proprio in questa trasformazione che avviene il cambiamento.

Autore

Chiara Galbiati Pedagogista Monza

Articolo scritto dalla dott.ssa Chiara Galbiati Pedagogista a Monza.

Se stai cercando supporto psicologico o desideri migliorare il tuo benessere mentale, contattaci per fissare un colloquio con uno dei nostri esperti. La tua salute mentale è importante: prenditi cura di te stesso oggi.

Vota

Contatta il Centro InTerapia

Hai trovato utile questo articolo? Se senti il bisogno di iniziare un percorso di crescita personale o affrontare un momento di difficoltà, il nostro team di psicologi e psicoterapeuti è a tua disposizione.