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Sentimenti Cronici di Vuoto e Disturbo Borderline di Personalità

di Centro Interapia | Mar 6, 2021 | Podcast | 0 commenti

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Podcast Sentimenti Cronici di Vuoto e Disturbo Borderline di Personalità

Il dott. Simone Sottocorno ci parla dei Sentimenti Cronici di Vuoto e Disturbo Borderline di Personalità.

Comprendere una delle esperienze emotive più complesse e difficili da esprimere associate al disturbo borderline di personalità.


Nel panorama dei disturbi di personalità, quello borderline è uno dei più discussi, analizzati e spesso fraintesi. In questo articolo, tratto da un intervento del dottor Simone Sottocorno, ci concentreremo su un aspetto specifico e spesso trascurato: i sentimenti cronici di vuoto.

Il DSM e la diagnosi del disturbo borderline

Il DSM, ovvero il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, è il punto di riferimento internazionale per la diagnosi in ambito psicologico e psichiatrico. La diagnosi di disturbo borderline di personalità richiede la presenza di almeno 5 criteri tra i 9 elencati. Questi criteri toccano aree molto diverse della personalità: identità, relazioni, regolazione emotiva, comportamento.

Uno dei problemi dell’approccio categoriale del DSM è proprio questo: una persona che soddisfa cinque criteri può essere profondamente diversa da un’altra che soddisfa altri cinque. Eppure entrambe rientrano nella stessa diagnosi. Tra i criteri c'è anche quello dei sentimenti cronici di vuoto, spesso considerato secondario, ma che nella pratica clinica si rivela invece molto rilevante.

Cosa sono i sentimenti cronici di vuoto?

Parliamo di una sensazione persistente di vuoto interiore. Non si tratta di un’emozione passeggera, né di una fase momentanea della vita, ma di una condizione cronica, che accompagna la persona per lungo tempo, spesso senza riuscire a essere espressa con chiarezza.

Descrivere cosa significhi "sentirsi vuoti dentro" è difficile. Per il paziente lo è comunicarlo, per il clinico identificarlo. Si tratta di un'esperienza ineffabile, difficile da tradurre in parole, e proprio per questo tanto più importante da approfondire.

Vuoto non è depressione, né noia

Spesso i pazienti descrivono questo stato come depressione, ma scavando più a fondo si capisce che non è esattamente così. La depressione implica una perdita: di interesse, di piacere, di speranza. C'è qualcosa che prima c'era e ora non c’è più.

Il vuoto, invece, è assenza. Non c'è un oggetto da cui separarsi, ma la mancanza stessa di una forma, di un contenuto, di un’identità stabile. Questo rimanda a una difficoltà nel percepire sé stessi, nell’avere un senso coerente e continuo del proprio io.

Nemmeno la noia può essere confusa con il vuoto. La noia nasce dall’assenza di stimoli o obiettivi in una determinata situazione. Il vuoto, invece, è più profondo: è un’assenza esistenziale, un senso di inconsistenza che attraversa l’identità.

Il vuoto e l’identità instabile

Uno dei criteri principali del disturbo borderline riguarda l’instabilità dell’identità. Le persone con questo disturbo spesso vivono oscillazioni rapide e contraddittorie dell’immagine di sé: un momento si sentono valide, il momento dopo inadeguate. Questa continua alternanza impedisce di costruire un senso stabile di chi si è, e finisce per lasciare un “vuoto identitario”.

Non è raro, nei momenti di maggiore consapevolezza, che queste persone dicano: "Dottore, io non so chi sono." È un’affermazione che esprime chiaramente quanto profondo e destabilizzante possa essere il sentimento di vuoto.

In casi estremi, questo stato può sfociare in fenomeni dissociativi o episodi psicotici transitori, con il rischio di ricovero, soprattutto nei momenti di crisi intensa.

Perché è importante riconoscerlo

Riconoscere i sentimenti cronici di vuoto è fondamentale per una corretta diagnosi differenziale. Comprendere che non si tratta né di depressione né di semplice noia aiuta a individuare l’approccio terapeutico più adeguato.

In terapia, lavorare su questi vissuti può essere difficile ma centrale: aiuta il paziente a ricostruire un senso di sé più stabile e integrato, a riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni, a non sentirsi più perso nel nulla.


Conclusione

I sentimenti cronici di vuoto rappresentano una delle esperienze più dolorose per chi soffre di disturbo borderline di personalità. Non sempre facili da riconoscere, sono tuttavia essenziali per comprendere davvero il vissuto interno della persona e orientare il percorso terapeutico. Per questo, approfondirli e imparare a distinguerli da altri stati affettivi è un passo importante per ogni clinico.

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