Diventare madre è una rivoluzione che cambia la vita della donna in tutti i suoi aspetti. Per vivere al meglio un periodo così delicato, sotto molti punti di vista, è utile sviluppare la consapevolezza dei cambiamenti psicofisici a cui si sta andando incontro.
La donna deve affrontare il passaggio maturativo che da figlia la renderà madre, accettare i cambiamenti del proprio corpo e reimpostare la propria vita. Alcune donne vivono il periodo della gravidanza in totale serenità, mentre altre sperimentano stati d’animo altalenanti che in alcuni casi possono portare ad una vera e propia Depressione Post-Partum.
Le emozioni di aspettare un bambino
Aspettare un bambino può suscitare uno stato di felicità totalizzante in cui la donna si sente pienamente realizzata come donna avvertendo un senso di “pienezza”, vive con entusiasmo l’idea di conoscere presto il suo bambino e la simbiosi con lui suscita in lei uno stato di pace.
Altre volte, invece, le sensazioni possono essere diverse.
Davanti all’arrivo di una nuova vita si può vivere incertezza, senso di inadeguatezza e non è inusuale temere per la propria salute o per quella del nascituro. La maternità, anche quando non complicata da fattori esterni e/o interni, comporta il difficile compito di apprendere progressivamente un nuovo ruolo, di instaurare una relazione tanto complessa quanto ricca, di adattarsi a molti cambiamenti che determinano sempre un’elevata fonte di stress.
Diventare madre è l’inizio di un viaggio
Diventare madre è l’inizio di un lungo viaggio, un viaggio dove non si può certo pianificare tutto, anzi. Si può preparare la casa, comprare ciò che sarà o potrà essere utile nella gestione del bebè. ma certamente non si possono organizzare e prevedere le emozioni che si proveranno, gli stati d’animo, le gioie e le paure che si presenteranno.
Sarà un’avventura che metterà alla prova la donna, obbligandola ad entrare in contatto con le parti più profonde di sé, risvegliando vissuti ed emozioni di lei bambina e di come si è percepita come figlia nella relazione con i genitori. Diventare madre implica cambiamenti radicali nella propria vita e nella propria identità. Il sentirsi responsabili della vita di un’altra persona è un sentimento viscerale che modifica drasticamente i pensieri, le idee, i sogni, le priorità etc….
La depressione post-partum
La nascita di un figlio può portare con sé, oltre a sentimenti positivi, anche ansia e paure poichè può essere un evento molto stressante.
La depressione post-partum non è un segno di debolezza e con il giusto trattamento può essere sconfitta.
Il periodo dopo la nascita di un figlio rappresenta un momento di fragilità nella vita di molte donne, un momento in cui è normale avere delle difficoltà con le proprie emozioni.
La depressione post-partum è una forma depressiva che si manifesta dopo il parto e che può mantenersi per 6/7 mesi restando inalterata se non si interviene in modo appropriato.
All’oggi è stata meglio definita nel DSMV “Peripartum” poiché ci si è accorti che una serie di disturbi dell’umore possono iniziare già durante la gravidanza.
Depressione post-partum: ma di cosa si tratta esattamente?
La depressione post-partum sembra colpire circa il 10-15% delle donne ed ha un esordio entro le prime quattro settimane successive al parto. I sintomi sono profonda tristezza, mancanza di energia, sensazioni di ansia, pensieri negativi, pianto, desiderio di isolarsi, difficoltà nel sonno, variazione dell’appetito, irritabilità e frustrazione, bassa autostima e senso di colpa che sfociano in un senso di inadeguatezza nei confronti del ruolo di madre e della gestione del bambino.
Allo stato attuale la depressione post partum viene considerata una patologia determinata da fattori genetici, biologici e ambientali. Sicuramente c’è una componente fisiologica dovuta sia agli stravolgimenti ormonali, sia alla fatica del parto stesso, a volte vissuto come evento traumatico.
Fattori psicologici della depressione post-partum
Inoltre, il fattore psicologico più rilevante è verificare se la donna abbia già avuto in passato episodi depressivi o forti problemi ansiosi, se ciò è avvenuto, la difficoltà di avere difficoltà depressive nel post parto è più elevata.
Altri fattori psicologici, relazionale e sociali importanti sono : aver avuto un parto complicato, aver vissuto eventi stressanti nei mesi precedenti il parto, condizioni di solitudine (ragazza madre), difficoltà economiche, condizione sociale svantaggiata, relazione di coppia conflittuale, mancanza di una rete di sostegno, complicazioni post parto nella madre o nel bambino.
Ovviamente non è detto che chi vive uno o più di questi fattori debba necessariamente sviluppare la depressione post partum, è solo una componente che rende la persona maggiormente predisposta.
Potremmo anche dire che la gravidanza e il parto, pur essendo eventi naturali e fisiologici, sono comunque uno stress per la mente e per il corpo di una donna e, come tutti gli eventi stressanti, mettono l’equilibrio della persona sotto pressione, e laddove ci sono piccoli o grandi squilibri nel benessere fisico e psicologico, un evento così forte come il parto potrebbe amplificarli, ed ecco perché aver avuto già episodi di ansia o depressione è considerato predittivo sulla possibilità di sviluppare una depressione post-partum.
Ed è proprio il collegamento con fattori psicologici precedenti il parto che si parla di depressione “peripartum” in modo da considerare e monitorare come significativi anche episodi depressivi che avvengono durante la gravidanza per poter intervenire con tempestività dando un supporto specifico. Troppo spesso sottovalutata, la depressione post partum può divenire invalidante per la neo-mamma e influire negativamente sulle dinamiche familiari.

La cura della depressione post-partum
Il rimedio principale per gestire e curare la depressione post-partum è la psicoterapia.
Più è tempestivo l’intervento, ai primi sintomi, più è breve ed efficace il percorso terapeutico.
La psicoterapia può essere utile per affrontare i sintomi e fornire strategie per gestire lo stress legato alla maternità.
Consulenza terapeutica
La depressione post partum viene spesso curata attraverso una corretta consulenza e terapia.
Per quanto riguarda la consulenza, può essere d’aiuto parlare del proprio malessere con uno psicologo o con un’altra figura che svolge una professione nel campo della salute mentale.
Attraverso la consulenza con uno specialista si può trovare un modo migliore per far fronte ai propri sentimenti e risolvere i problemi, a volte può aiutare anche una terapia familiare o di coppia.
Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
Nello specifico la psicoterapia cognitivo comportamentale risulta essere un trattamento efficace in quanto aiuta le donne a identificare e a modificare i pensieri negativi e i comportamenti che contribuiscono al disturbo.
La TCC permette di riconoscere e contestare i pensieri negativi e le credenze disfunzionali che alimentano la depressione, come i pensieri di inadeguatezza materna o di mancanza di supporto.
La TCC aiuta le donne a migliorare le loro abilità sociali, a gestire lo stress, a migliorare la comunicazione con il partner e a riorganizzare le attività quotidiane.
Questo orientamento terapeutico insegna tecniche di rilassamento, gestione del tempo che riducono lo stress e migliorano il benessere generale, aiuta a adottare comportamenti più funzionali e a gestire meglio le sfide della maternità e dota di strumenti atti a prevenire ricadute future perchè permette di imparare strategie per affrontare stress e pensieri negativi in modo più efficace.
Tecniche di Mindfullness
La TCC per la depressione post partum può essere individuale o di gruppo e può essere integrata con altre tecniche come la Mindfullness.
Se la TCC basata sulla Mindfullness costituisce ormai uno strumento notoriamente efficace per la prevenzione delle ricadute depressive nella popolazione generale, solo nel 2015 il protocollo è stato adattato in modo specifico alla depressione post-partum.
Il nuovo intervento, MIndfulness-Based Cognitive Therapy-Perinatal MBCT-PD, implementato da Dimidjian, si basa sul modello standard della MIndfulness con alcune implementazioni per adattare il modello di base al contesto della gravidanza e del periodo perinatale:
- maggior enfasi alle pratiche informali di mindfulness per fronteggiare l’aumento del carico di energie e tempo previsto nel periodo pre e post partum;
- l’inclusione di pratiche di “meditazione basata sulla gentilezza amorevole” per ridurre e/o prevenire la tendenza all'auto criticismo tipica dei soggetti a rischio di depressione. Tali pratiche sono basate sull’uso consapevole di frasi amorevoli ed accettanti rivolte a se stessa e al bambino;
E’ stato dimostrato che questa specifica Mindfulness ha ottenuto sia elevati livelli di interesse ed aderenza al trattamento sia una significativa riduzione dei sintomi depressivi fino a 6 mesi dopo il parto.
Conclusioni
E’ fondamentale riconoscere e diagnosticare correttamente la depressione post partum per garantire un trattamento tempestivo ed efficace.
La diagnosi viene effettuata con strumenti e procedure specifici da professionisti della salute mentale considerando una vasta gamma di sintomi e fattori che possono influenzare la salute emotiva della madre.
Con una diagnosi accurata e il supporto adeguato, molte donne possono superare questa fase difficile e tornare a godere pienamente della loro esperienza di maternità.
Il primo passo verso il recupero è chiedere aiuto e accettare il supporto disponibile.
E’ fondamentale far sentire la donna non sola nell'affrontare questo percorso tornando passo passo al giusto equilibrio e al benessere emotivo.
Un intervento tempestivo può aiutare a prevenire i problemi a lungo termine e migliorare la relazione madre-bambino senza arrivare ad influenzare negativamente la capacità della madre di prendersi cura di sé e del neonato.
La depressione post partum comporta una notevole sofferenza per la madre, ma conoscendola e riconoscendola è possibile intervenire in modo efficace e tornare a una condizione di benessere psicologico.
E’ facendo sentire la neo-mamma accolta, ascoltata, sostenuta e liberata dai sensi di colpa e di vergogna che questa sofferenza le ha provocato, minando profondamente la sua autostima e l’immagine di sé come donna e come madre che si può fare la differenza.
La transizione da donna a madre instaura cambiamenti profondi nella persona che devono essere accolti, compresi e supportati.
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Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Viviana Orizzi
Psicologa e psicoterapeuta presso il Centro InTerapia di Saronno, situato in Via Roma 85.
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Il nostro team di psicologi e psicoterapeuti di Saronno è guidato dal Dott. Simone Sottocorno, responsabile clinico della sede e dei Centri InTerapia.
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Bibliografia
- Girombelli C.F. 2016 “Depressione post-partum. Psicoterapia Cognitivo Comportamentale
- Delassus J. M. 1995 “Il senso della maternità” ed. Borla, Roma
- Leveni, Morosini, Piacentini 2009 “Mamme tristi” ed. Erickson
- Milgrom, Martin, Negri 2003 “ Depressione post natale: ricerca. Prevenzione e strategie di intervento psicologico” ed. Erikson

