Cos’è la mediazione famigliare?
La mediazione famigliare è un intervento che, avendo come oggetto esplicito l’aiuto della ricerca di accordi, si propone di sostenere e rilanciare l’organizzazione famigliare, ovvero promuovere la transizione separativa fino alla costruzione di un nuovo patto genitoriale.
Per questo, l’intervento è destinato anche a chi ha già affrontato una separazione o un divorzio ma ha la necessità di rivedere o ridiscutere gli accordi presi precedentemente. Ad esempio, un trasferimento abitativo o lavorativo, la crescita dei figli e il ri-addamento nell’accogliere i nuovi bisogni, la nascita di relazioni e/o figli, possono avviare un lavoro di modifica di quanto deciso sia in termini organizzativi sia economici.
Mediazione famigliare: benessere di figli e genitori
Ogni intervento in ambito separativo volto a mantenere il benessere dei figli e dei genitori, prende forma all’interno di una situazione paradossale, ovvero un contrasto strutturale tra la necessità di sciogliere una relazione problematica e sofferente e al contempo di salvaguardare la continuità della relazione genitoriale, creare una distanza e nuove autonomie pur continuando a crescere insieme i figli e le figlie. La relazione tra i due genitoriali prosegue e si trasforma nella volontà di tutelare il sé genitoriale, mentre si esaurisce la relazione di coppia.
Come si svolge la mediazione?
Il percorso di mediazione famigliare si sviluppa in circa dieci/dodici incontri (a seconda delle necessità) di un’ora e mezza circa, in cui si affrontano con i due genitori le questioni che devono comparire nell’accordo di separazione. La fase di mediazione possiamo paragonarla ad una sorta di “palestra” in cui la madre e il padre fanno esperienza di come poter crescere insieme i figli/e una volta che si è esaurita la relazione di coppia.
Perché scegliere la mediazione famigliare?
Quando da mediatrice mi viene chiesto di definire -cos’è la mediazione- parto dal concetto di opportunità, in cui, i due genitori senza rivangare il passato, hanno la possibilità di:
- affrontare il conflitto all’interno di una prospettiva sistemica di interdipendenza, in cui vi è appunto l’opportunità di conoscere e “vedere” con empatia e dignità il punto di vista di ciascuno;
- costruire gli accordi separativi i più possibili adesivi ai bisogni di ciascun componente;
- organizzare il nuovo sistema famiglia prendendosi cura degli aspetti educativi e psicologici legati alla crescita dei figli e dei cambiamenti in atto (anche laddove esista il conflitto).
Perché entrambi i genitori devono partecipare agli incontri?
Lo spazio della mediazione diventa un luogo dove l’incontro è qualcosa di più di un’interazione, di un “fare insieme”, poiché mette in gioco i significati, le rappresentazioni e le emozioni che ciascuno porta con sé. La condivisione e il confronto offrono la possibilità di apire la negoziazione, scoprire la visione dell’altro in relazione alla propria nel tentativo di stabilire accordi per la riorganizzazione della vita. La mediazione diventa così un posto in cui dare nuova forma a relazioni e dinamiche cristallizzate perché si avveri un cambiamento inteso come un passaggio spesso complesso, dai tempi lunghi e non sempre lineare.
Gli accordi presi insieme (diversamente da quelli presi in sede giudiziaria) vedono i due genitori protagonisti e attori della co-costruzione di una nuova traiettoria a volte complessa ma senz’altro fatta a misura delle vite, dei desideri, delle possibilità dei membri della famiglia.
Il principio di bigenitorialità come criterio guida è stato introdotto dalla Legge n°54 del 2006 (ma ancora prima dalla CRC - Convenzione sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989), afferma con forza la necessità di prevedere il rapporto con ciascun genitore in maniera costante ed equilibrata. La mediazione, dunque, favorisce l’attuazione del suddetto principio poiché rende attuativo il percorso evolutivo della coppia genitoriale che attenuato il conflitto, stimola (così si auspica) ciascun genitore verso una nuova consapevolezza.

Quali sono i temi affrontati durante il percorso di mediazione?
La mediazione famigliare offre la possibilità di misurarsi con aspetti estremamente pragmatici che costituiscono la vita quotidiana. Ad esempio, si tratta di:
- organizzare il tempo di permanenza con ciascun genitore secondo un planning famigliare che tenga conto dei bisogni di tutti;
- suddividere le spese e ipotizzare un mantenimento;
- decidere come organizzare le festività e le vacanze estive o invernali;
- pensare a come comunicare ai figli e ai famigliari la separazione di coppia perché questo passaggio venga svolto tutelando la sensibilità di chi abbiamo di fronte;
- più in generale scegliere chi si occupa di cosa e in che modalità.
Spazio e tempo per gestire aspetti emotivi
Al contempo, il percorso di mediazione famigliare concede lo spazio e il tempo per gestire al meglio gli aspetti emotivi di tutti i membri legati al cambiamento, ipotizzare i risvolti psico-emotivi e organizzativi delle scelte prese e verificarne l’effettiva realizzazione (gli accordi vengono infatti sperimentati e poi rivisti se necessario). È importante sottolineare che gli aspetti citati pocanzi non vengono trattati da chi intraprende il percorso esclusivamente per vie legali poiché il contesto non prevede un tale approfondimento.
Questo significa concedere del tempo per ipotizzare che impatto ha il cambiamento delle ruotine sui figli/e (soprattutto se molto piccoli/e), dormire in una casa nuova e diversa da quella di sempre, trascorrere del tempo con un solo genitore, passare le festività alternando le case dei due genitori etc. Questi elencati sono solo alcuni dei più comuni temi su cui è fondamentale soffermarsi perché venga tutelata la qualità delle relazioni e la salute psicologica ed emotiva dei bambini/e.
Gli incontri e quanto condiviso di questi temi ha perciò molto a che fare con gli aspetti educativi ed evolutivi dei figli/e su cui i due genitori devono (necessariamente) imparare ad affrontare ma ora da “genitori separati”.
I due elementi quindi organizzativo, emotivo-psicologico e infine quello educativo rappresentano i confini, la cornice entro cui muoversi per attuare un nuovo piano organizzativo.
Come rendere attuativo la separazione o il divorzio?
Gli accordi presi in mediazione dovranno essere poi consegnati ad un avvocato/a e accorpati ai documenti legali occorrenti per omologare la vostra separazione consensuale (o divorzio consensuale) in tribunale. Senza questo passaggio, il documento prodotto avrà il valore di una scrittura privata ma non renderà pubblica la separazione personale.
Autore

Articolo scritto dalla dott.ssa Cristina Veronese Pedagogista Monza
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