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Quando “andare avanti” diventa un peso: ambivalenza tra carriera e benessere

di Catia Lo Russo | Apr 17, 2026 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Molti di noi hanno vissuto la situazione: una promozione, nuove responsabilità, maggiore autonomia… e allo stesso tempo, un peso crescente sullo stomaco, pensieri che non si spengono, fatica a staccare dal lavoro. Questo conflitto interiore è ciò che gli psicologi chiamano ambivalenza tra crescita e benessere, ed è più comune di quanto si pensi.

Il paradosso della promozione

A livello cognitivo ed emotivo, la promozione porta spesso benefici tangibili: più soldi, status sociale, prestigio. Tuttavia, la ricerca psicologica mostra che maggiore responsabilità può aumentare stress e burnout (Maslach & Leiter, 2016). Quando il lavoro smette di essere fonte di gratificazione e diventa fonte di pressione costante, l’individuo può percepire un conflitto tra ciò che “dovrebbe fare” e ciò che desidera davvero.

Concetti chiave della psicologia cognitiva:

  • Dissonanza cognitiva: quando le nostre azioni contraddicono i nostri valori o desideri, il cervello genera tensione interna (Festinger, 1957).
  • Loss aversion e status quo bias: tendiamo a evitare cambiamenti che percepiamo come perdita, anche quando potrebbero aumentare il nostro benessere (Kahneman & Tversky, 1979; Samuelson & Zeckhauser, 1988).
scelte lavorative

Il peso del senso di colpa

Molti professionisti vivono l’idea che “tornare indietro” sia un fallimento. Tuttavia, la psicologia evolutiva e sociale ci ricorda che il senso di colpa è un meccanismo progettato per regolare i comportamenti sociali e mantenere la coesione del gruppo (Carleton, 2016). In contesti moderni, può diventare disfunzionale, generando rimpianto e conflitto interno quando si cerca di proteggere il proprio benessere.

Implicazioni cliniche

L’ambivalenza tra carriera e benessere ha diversi aspetti rilevanti per la pratica clinica e la psicoterapia:

  1. Identificazione dei valori e dei bisogni personali
  2. Spesso il conflitto nasce da schemi interiorizzati su successo e “dovrei fare di più”.
  3. Interventi come la terapia basata sui valori (Acceptance and Commitment Therapy, ACT) aiutano a distinguere tra desideri autentici e pressioni esterne.
  4. Gestione del senso di colpa e dissonanza cognitiva
  5. Tecniche di ristrutturazione cognitiva e mindfulness possono ridurre il disagio emotivo generato dal conflitto tra ruolo e bisogni personali.
  6. Prevenzione del burnout
  7. Valutare carico emotivo e responsabilità aiuta a prevenire esaurimento psicologico.
  8. Strategie cliniche includono: pianificazione di pause significative, assertività nei confini lavorativi, supporto sociale e supervisioni regolari.
  9. Supporto nella presa di decisione ambivalente
  10. Psicoterapia può aiutare a elaborare decisioni che coinvolgono scelte “contraddittorie”, come tornare a un ruolo precedente per migliorare il benessere.
  11. L’obiettivo non è giudicare la scelta, ma esplorare le conseguenze emotive, pratiche e identitarie.
carriera e benessere

Ridisegnare le proprie priorità

La letteratura sul benessere lavorativo suggerisce che la vera crescita non è sempre lineare o legata al titolo professionale. Maslach e Leiter (2016) indicano che il bilanciamento tra lavoro e vita personale, il controllo sui propri compiti e la coerenza con i propri valori sono predittori più forti di soddisfazione lavorativa e salute mentale rispetto a promozioni o aumenti salariali.

Scegliere di tornare a un ruolo meno stressante non è un fallimento: è un atto di cura di sé e assertività professionale.

Conclusione

L’ambivalenza tra avanzamento professionale e benessere personale non è un segnale di debolezza, ma un’opportunità per riflettere sui propri valori e desideri. In ambito clinico, riconoscere il conflitto, gestire senso di colpa e valutare priorità rappresentano strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita e la salute mentale.

Autore

Catia Lo Russo Psicologa Gallarate

Articolo scritto dalla dott.ssa Catia Lo Russo Psicologa a Gallarate.

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Bibliografia (APA)

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