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Tecnostress: definizione
La tecnologia digitale ha rivoluzionato il XXI secolo diventando una componente indispensabile della nostra vita quotidiana: il nostro modo di lavorare, di vivere le relazioni interpersonali e di comunicare si è modificato.
Il termine tecnostress fu introdotto per la prima volta dallo psicologo Craig Broad nel 1984 per descrivere lo stress e l’impatto psicologico che derivano dall’uso delle tecnologie ed in particolare dall’incapacità di gestire in modo sano le nuove tecnologie informatiche. Nel 1997, il termine fu poi ampliato da Weil e Rosen che inclusero tutti gli effetti – comportamentali, psicologici, cognitivi – derivanti dall’uso diretto o indiretto della tecnologia. Infine, il termine tecnostress ha iniziato ad associarsi alla quantità di informazioni con cui entriamo in contatto che causa un sovraccarico cognitivo (information overload), in particolare con la diffusione della tecnologica mobile che ha tolto i confini spaziali e temporali all’uso della rete internet.
In sintesi, con il termine tecnostress ci riferiamo allo stress provocato dall’uso eccessivo delle nuove tecnologie che può provocare effetti sulla salute fisica e psicologica delle persone.
Tecnostress: impatto sulla salute
Vediamo di seguito alcune conseguenze del tecnostress sulla salute delle persone:
- Il sovraccarico cognitivo (information overload) determinato dalla grande quantità di informazioni che otteniamo da diverse fonti. Questo sovraccarico incide negativamente sulla nostra capacità di prendere una decisione, ci impedisce di approfondire ciò che stiamo leggendo in favore di una lettura più superficiale, e inoltre può aumentare il rischio di essere costantemente insoddisfatti di ciò che troviamo. Il sovraccarico di informazioni può portare ad uno stato di stress e allarme con conseguenze a livello fisico e psicologico.
- Sintomi psicologici comuni sono: ansia, calo dell’umore, affaticamento mentale, tensioni, ma anche rabbia e frustrazione sia per le eventuali difficoltà tecniche che possono emergere sia per la quantità di notifiche e richieste che arrivano in poco tempo anche quanto dobbiamo fare cose complici (pensiamo a quanto dobbiamo prenotare qualcosa per il tempo libero: ci viene richiesta la creazione di un account, una registrazione, una password, insomma molti passaggi che possono richiedere tempo e concludersi con un “ops, qualcosa è andato storto”! E dobbiamo quindi ricominciare da capo …)
- Tra i sintomi fisici possono comparire: mal di testa, dolori muscolari, stanchezza, insonnia e disturbi cardio circolatori
- Senso di impotenza nel poter controllare il nostro tempo e il nostro spazio personale. Ciò è dovuto al fatto che siamo costantemente connessi e conseguentemente non ci sono limiti, ma anche al sovraccarico cognitivo.
- A livello cognitivo possono comparire difficoltà di attenzione conseguenti in particolare al multitasking che impatta sulla nostra capacità di mantenere l’attenzione focalizzata. Ci possono essere anche difficoltà di memoria, legate al fatto che non abbiamo più bisogno di memorizzare in quanto possiamo facilmente recuperare le informazioni di cui abbiamo bisogno.
- Impatto relazionale: alcune persone stressate dalla tecnologia possono reagire con rabbia alle persone loro vicine e possono isolarsi.

Come difenderci
Il modo più efficace per difendersi dal tecnostress è agire sullo stile di vita e apportare piccole, ma spesso non facili, modifiche alle proprie abitudini.
- Rispetto all’uso del telefono, il device che abbiamo sempre con noi, possiamo decidere ad esempio di non guardare subito le notifiche ma di stabilire dei momenti nella giornata in cui ci occupiamo di ciò che ci arriva (mi riferisco alla sfera personale e del tempo libero). Inoltre, per favorire le relazioni e la socializzazione, possiamo decidere di tenere il telefono in borsa, in tasca o nello zaino quando siamo con altre persone in modo tale da poterci dedicare a loro.
- Utile sarebbe dividere l’area del lavoro da quella privata, ad esempio avendo profili social, indirizzi mail e telefoni diversi. Importante è anche mettere un limite alla giornata lavorativa, eventualmente comunicando i propri orari di lavoro, in modo tale da potersi dedicare con maggior tranquillità alla famiglia, agli amici o a sé stessi.
- Aumentare le attività del tempo libero, come lo sport, camminate fuori casa, attività manuali o creative, pratiche di mindfulness per fermarsi e abituarsi a stare nel momento presente.
- In generale, definire dei limiti, dei momenti in cui ci si sconnette dal virtuale e si vive il mondo reale.
Nel caso in cui si sospetti la presenza di una dipendenza da internet, caratterizzata da un uso eccessivo di internet e da irritabilità e calo dell’umore in caso di privazione, può essere utile rivolgersi ad un professionista.
Referenze
- Makin, S., (2018). Searching for digital technology’s effects on well-being. Nature Outlook, 563, S138-S140 doi: 10.1038/d41586-018-07503-w
- Brod C. (1984). Technostress: the human cost of the computer revolution. Addison-Wesley. Boston.
- Weil M., Rosen L. (1997). Psychologists and Technology: A look at the future. Professional Psychology: Research and Practice, 27(6), 635-638.
Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Silvia Schiavolin Psicologa e psicoterapeuta riceve nella sede di Saronno del centro Interapia.
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