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Il trauma della guerra e la psicologia dell’emergenza

Articolo di Federica Ferrari

4 Mar 22

Conflitto Russia e Ucraina: il trauma della guerra

Trauma della guerra: il conflitto attuale che vede coinvolte Russia e Ucraina ha moltissime implicazioni: politiche, economiche, sociali e umanitarie. Ma non bisogna dimenticare che la guerra provoca effetti sulla psiche rilevanti, sia per chi la combatte e la vive direttamente sia per chi la esperisce di riflesso. Tra le difficoltà psicologiche è possibile citare insonnia, incubi, stati ansiosi, depressione, problemi di memoria e concentrazione, flashback visivi e sonori.

Trauma della guerra e Disturbo post traumatico da stress

Questi sintomi rientrano nella categoria del “Disturbo post-traumatico da stress” (PTSD) e spesso toccano persone che hanno vissuto eventi drammatici che hanno messo a rischio la loro vita.

Sintomi del disturbo post traumatico da stress

Le missioni internazionali e le guerre recenti hanno influito sull’aumentare dell’incidenza di tale sintomatologia. Basti pensare che dopo 40 anni vi sono reduci della guerra del Vietnam che soffrono ancora di PTSD.

Chi soffre di PTSD non ricorda il trauma, ma lo rivive vividamente proprio come se stesse accadendo nel qui ed ora. Il disturbo da stress post-traumatico può manifestarsi in modalità diverse ma la caratteristica principale è lo sviluppo di una serie di sintomi ansioso-depressivi a seguito di un evento traumatico.

In alcuni pazienti prevalgono sintomi collegati alla paura, all’evitamento e all’ansia, in altri si osserva un calo del tono dell’umore e anedonia, altri ancora possono mostrare sintomi dissociativi, anche se spesso si osserva una combinazione di questi sintomi.

Bambini e il trauma della guerra

Psichiatri e psicologi sono concordi nell’affermare che il trauma più grande della guerra lo subiscono i bambini. Vivere in età di sviluppo situazioni di pericolo costante, fa sviluppare disturbi dell’attenzione, problemi di concentrazione, cali di memoria. Il fatto che gli adulti fatichino a provvedere al sostentamento e all’accudimento dei piccoli, potrebbe contribuire a sviluppare il timore di essere abbandonati.

Questo influisce poi sulla possibilità di creare legami di attaccamento sicuri; potrebbe influire sullo sviluppo affettivo, originando disturbi somatici e depressivi e talvolta alimentando il senso di vendetta e odio.

Psicologia dell’emergenza

La psicologia dell’emergenza è quella specifica branca della Psicologia che mira a preservare e ripristinare l’equilibrio psichico di vittime, parenti e soccorritori in seguito all’effetto destabilizzante di eventi catastrofici. Entrando ancor di più nel merito, per emergenza psicologica si intende ”un momento di perturbazione dell’equilibrio psicologico ed emotivo di una persona dovuto ad una o più circostanze scatenanti, tali da richiedere la mobilitazione di risorse e di strategie di adattamento psicologico nuove, inusuali o difficilmente fruibili”.

Accade quindi che coloro che si trovano in situazioni di emergenza mobilitino risorse e strategie di adattamento nuove o inusuali.  La persona può possedere già delle competenze di questo tipo, ma trovandosi in uno stato profondamente ansioso, non riesce ad utilizzarle nel modo corretto; oppure tali strategie non fanno parte del suo bagaglio personale e devono essere implementate dall’esterno. Questo è appunto il lavoro dello psicologo di emergenza.

Come si cura il PTSD?

Il primo passo è sicuramente riconoscere che un evento traumatico sta condizionando la propria vita e rivolgersi ad uno specialista che possa fare una prima valutazione del disagio vissuto. Secondariamente, potrebbe essere utile iniziare un percorso di psicoterapia con professionisti specializzati nella gestione del trauma. L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) è una recente tecnica di trattamento che sfrutta le stimolazioni bilaterali per facilitare l’elaborazione dei traumi.

Dott.ssa Federica Ferrari Psicologa Monza

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