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Intelligenza emotiva e le sue componenti

Articolo di Elisa Bezze

16 Nov 21

Intelligenza emotiva: gli studi di neuroscienze (Damasio, 1999, 2003; LeDoux, 1996; Porges, 2011), hanno messo in luce che le emozioni sono componenti adattive del funzionamento umano. Non sono secondarie alla razionalità o alla cognizione.

Emozioni adattive

Come molti ricercatori sulle emozioni hanno sottolineato, le risposte emotive si sono conservate nell’evoluzione perché sono adattive (Izard, 1991; Tomkins, 1963). Forniscono una valutazione immediata del grado in cui gli obiettivi o i bisogni sono stati soddisfatti nell’interazione con l’ambiente (Frijda, 1986). Esse, inoltre, preparano l’organismo dal punto di vista fisiologico, comportamentale e cognitivo per permettergli di adeguarsi alle circostanze.

Intelligenza Emotiva

L’intelligenza emotiva è un aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni. L’intelligenza emotiva è stata trattata la prima volta nel 1990 dai professori Peter Salovey e John D. Mayer nel loro articolo “Emotional Intelligence”.

Questi definiscono l’intelligenza emotiva come:
La capacità di controllare i sentimenti ed emozioni proprie ed altrui, distinguere tra di esse e di utilizzare queste informazioni per guidare i propri pensieri e le proprie azioni”.

Intelligenza emotiva che cos’è e perché può renderci felici

Il tema dell’intelligenza emotiva è stato successivamente trattato nel 1995 da Daniel Goleman. Il libro di riferimento è “Emotional Intelligence” tradotto in italiano nel 1997 “Intelligenza emotiva che cos’è perché può renderci felici”.

Grazie a questo libro, anche in Italia il tema dell’intelligenza emotiva ha iniziato ad essere utilizzato e studiato sia in ambito psicologico, sia in ambito organizzativo/aziendale.

Competenza emotiva

La competenza emotiva è “l’insieme di abilità pratiche (skills) necessarie per l’autoefficacia (self-efficacy) dell’individuo nelle transazioni sociali che suscitano emozioni (emotion-eliciting social transactions)”.

La competenza emotiva presuppone la presenza di conoscenza delle proprie e altrui emozioni e dell’abilità di comportamento intesa come la capacità di gestire e regolare le proprie emozioni. Questo per affrontare le diverse situazioni che si propongono.

Attraverso questi elementi, l’individuo è in grado di intraprendere relazioni positive con gli altri e di favorire comportamenti socializzanti. Sviluppare competenze emotive significa favorire scambi comunicativi, capacità di problem-solving e stimolare il pensiero costruttivo.

Sviluppo della competenza emotiva

Lo sviluppo della competenza emotiva riguarda anche la regolazione delle proprie emozioni (strettamente legata anche al loro controllo) in cui l’individuo produce livelli ottimali e socialmente accettabili, di comportamento.

È attraverso l’interazione con altri individui che si modella il comportamento emotivo ritenuto idoneo nei diversi contesti. La socializzazione stabilisce le norme entro le quali le emozioni si devono manifestare per essere considerate appropriate.

Secondo Goleman la struttura della competenza emotiva è composta dalla competenza personale e dalla competenza sociale.

La competenza personale

È il modo in cui controlliamo noi stessi attraverso la consapevolezza di sé riconoscendo le proprie emozioni e il modo in cui esse influiscono sulla prestazione. Attraverso la conoscenza dei propri punti di forza e di debolezza e attraverso la riflessione appresa dall’esperienza. Tramite la padronanza di sé mediante il dominio delle emozioni, la flessibilità nel gestire il cambiamento e la capacità di avere un atteggiamento aperto di fronte a nuove idee. Attraverso la motivazione intesa come spinta interiore a migliorare, a cogliere le occasioni ed a perseguire gli obiettivi nonostante gli ostacoli.

La competenza sociale

È il modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri attraverso l’empatia. La capacità di ascoltare e comprendere le esigenze e i sentimenti altrui e. attraverso abilità sociali che favoriscono legami collaborativi, costruzione attorno a sé di consenso e appoggio, facilitazione alla comunicazione e gestione dei conflitti.

La competenza sociale può essere riassunta in 5 grandi categorie di competenze:

  1. comunicative
  2. leadership
  3. soluzione dei conflitti
  4. risoluzione dei problemi
  5. prendere decisioni

Alla competenza sociale si associa anche il Cooperative Learning, cioè la capacità di lavorare in gruppo. Nel team queste abilità vengono acquisite e sviluppate, inoltre il collaborare è indispensabile per poter mettere insieme competenze diverse per far fronte alla grande espansione dei saperi tecnico-scientifici.

Emozioni

Intelligienza emotiva e conoscenza di se

La consapevolezza delle proprie emozioni è un elemento chiave al fine di maturare un’appagante vita sociale fondata sull’interscambio e sulla capacità empatica, in un rapporto che coinvolge una pluralità di interlocutori.

L’utilizzo di questa forma di intelligenza si fonda sulla capacità di intuire i sentimenti, le aspirazioni e le emozioni delle persone che ci circondano e di avere una piena cognizione del proprio stato d’animo.

Questo consente di orientare opportunamente i comportamenti a favore di obiettivi individuali o comuni. Ciò che ci permette di essere “emotivamente intelligenti”, quindi, non è essere sempre felici, ma accettare tutte le emozioni dentro di noi, e saperle utilizzare per vivere al meglio la nostra vita.

Le componenti dell’intelligenza emotiva

L’intelligenza emotiva viene definita come la capacità di monitorare i propri sentimenti e quelli altrui al fine di raggiungere obiettivi.

5 caratteristiche fondamentali

Daniel Goleman esprime le cinque caratteristiche fondamentali dell’intelligenza emotiva, che ogni uomo codifica interiormente:

  1. Consapevolezza di sé, la capacità di produrre risultati riconoscendo le proprie emozioni;
  2. Dominio di sé, la capacità di utilizzare i propri sentimenti per un fine;
  3. Motivazione, la capacità di scoprire il vero e profondo motivo che spinge all’azione;
  4. Empatia, la capacità di sentire gli altri entrando in un flusso di contatto;
  5. Abilità sociale, la capacità di stare insieme agli altri cercando di capire i movimenti che accadono tra le persone.
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