La vita quotidiana ci presenta continuamente sfide e problemi, e il modo in cui li affrontiamo gioca un ruolo fondamentale nel determinare la soluzione. In questo articolo esploreremo le differenze tra il rimuginio e il metodo strutturato, chiarendo come quest’ultimo possa essere la scelta migliore per risolvere i problemi in modo efficace.
Cos’è il rimuginio e perché è poco efficace
Il rimuginio è una modalità di fronteggiamento dell’ansia generata dalla percezione di situazioni identificate come pericolose e/o incerte, difficili da gestire. Coloro che rimuginano sono inclini al sentirsi poco capaci di poter controllare gli eventi incerti (Harvey, Watkins, Mansell, & Shafran, 2004), per questo utilizzano il rimuginio come strumento mentale per anticipare e controllare il possibile verificarsi di un evento futuro temuto.
Chi rimugina ha paura e teme sempre possa avverarsi il peggio, non riesce a valutare alternative per gestire la situazione temuta, e pensa che il rimuginare possa portare alla soluzione del problema. Alla lunga, chi rimugina si percepisce debole, fragile, insicuro, e costantemente soggiogato dalla pericolosità del futuro, di conseguenza il rimuginio si cronicizza e diventa disfunzionale e maladattivo (Clark, & Beck, 2010).
Problema del rimuginio
Il problema del rimuginio non è solo che non porta a soluzioni, ma anche che ha un forte impatto negativo sulla nostra salute mentale. Chi rimugina sviluppa convinzioni disfunzionali, come l’idea di non avere controllo sui propri pensieri o la paura che, se non preoccupa continuamente, qualcosa di terribile possa accadere. Queste convinzioni alimentano ulteriormente il rimuginio, trasformandolo in un comportamento maladattivo che, anziché risolvere i problemi, li intensifica.
Le convinzioni sul rimuginio: perché si continua a rimuginare
Di seguito sono elencate le convinzioni che alimentano il rimuginio
| CONVINZIONI NEGATIVE SUL RIMUGINIO | CONVINZIONI POSITIVE SUL RIMUGINIO |
|
INCONTROLLANILITA’ Ad esempio: non ho il controllo sul mio rimuginio potrei non riuscire più a smettere di rimuginare PERICOLOSITA’ Ad esempio Rimuginare è pericoloso Rimuginare può condurre alla follia |
UTILITA’ Ad esempio: Se mi preoccupo posso evitare che accadono cose terribili Rimuginare mi aiuta a risolvere i problemi Se mi preoccupo sarò pronto per ogni evenienza |
Il metodo strutturato come scelta migliore di risoluzione dei problemi
A differenza del rimuginio, il metodo strutturato di risoluzione dei problemi offre un approccio sistematico, razionale e focalizzato per affrontare le difficoltà. Ecco le fasi principali di questo approccio:
Fase 1: Definire problemi e obiettivi
Il primo passo è definire chiaramente il problema o l’obiettivo. Gli obiettivi devono essere realistici e relativamente facili da raggiungere. Alcune linee guida utili per questa fase sono:
- Definire chiaramente il problema o l’obiettivo prima di cercare una soluzione;
- Evitare espressioni vaghe, come “Vorrei sentirmi meglio”, questo non è un obiettivo specifico;
- Pianificare per il futuro, per affrontare il presente o il futuro;
- Suddividere gli obiettivi complessi in sotto-obiettivi. Ad esempio, se l’obiettivo è trovare un nuovo lavoro, il primo sotto- obiettivo potrebbe essere decidere che tipo di lavoro cercare.
Fase 2: Proporre soluzioni a ruota libera
Scegli un problema specifico su cui lavorare e cerca di individuare il maggior numero di soluzioni possibili. In questa fase, le soluzioni non vanno discusse e tanto meno criticate, ma solo elencate.
Fase 3: Valutare le soluzioni
In questa fase si discutono i vantaggi e gli svantaggi di ogni soluzione. È importante analizzare gli aspetti positivi e quelli negativi di ognuna senza necessariamente scriverle.
Fase: 4 Scegliere la soluzione migliore
Scegli la soluzione o la combinazione di più soluzioni che sembra più adatta. Spesso, è utile scegliere la soluzione che possa comunque contribuire a migliorare il problema, che si possa applicare subito e che non sia troppo difficile da mettere in pratica. Non scegliere all’inizio una soluzione troppo difficile ad alto rischio di fallimento.
Fase 5: Fare un piano
Fare un piano di azione dettagliato aumenta la probabilità di risolvere il problema. Alcuni punti da considerare:
- Verificare se si ha a disposizione tutto ciò che serve per attuare la soluzione scelta;
- Assicurarsi che le persone coinvolte siano disposte a collaborare;
- Valutare le possibili difficoltà che si possono presentare nelle varie fasi del piano;
- Stabilire cosa fare se dovessero presentarsi gli ostacoli;
- Definire i tempi e scadenze per ridurre il rischio di rimandare le cose.
Fase 6: Verifica del piano
La soluzione del problema è un processo continuo, poiché spesso i problemi non si risolvono al primo tentativo. È necessario fissare dei momenti di revisione per valutare se si sono raggiunti i risultati previsti. Durante la revisione, è utile non solo considerare ciò che è andato storto, ma anche su ciò che ha funzionato. Evita che i pensieri disfunzionali trasformino una difficoltà una catastrofe, e non considerare le difficoltà come segno di inadeguatezza.
Fare pratica con il metodo strutturato di risoluzione dei problemi
Ogni volta che ti trovi di fronte ad un problema difficile. Usa il metodo strutturato di risoluzione dei problemi a 6 fasi.

Esempio pratico
Giulia si trova di fronte alla difficoltà di trovare un nuovo lavoro. Giulia tende a rimuginare su tutte le possibili difficoltà: “Cosa succederà se non trovo lavoro? E se non mi piacesse il nuovo impiego? E se non fossi abbastanza qualificata?” Questi pensieri la paralizzano e la sua ansia cresce ogni giorno. Invece, applicando il metodo strutturato, Giulia potrebbe seguire questi passi:
1. definire l’obiettivo: “trovare un nuovo lavoro nel settore informatico”;
2. proporre soluzioni: “cercare offerte sulle piattaforme online, chiedere a contatti professionali, migliorare il CV, fare un corso di aggiornamento”;
3. valutare le soluzioni: “qual è la soluzione più realistica? Forse concentrarsi sulle piattaforme e migliorare il CV”;
4. scegliere la soluzione migliore: “inizierò cercando lavoro sulle piattaforme e aggiornando il mio CV, mentre valuto anche la possibilità di seguire un corso online”;
5. fare un piano d’azione: “ogni giorno dedicherò un’ora alla ricerca di offerte di lavoro e aggiornerò il mio CV entro due giorni”;
6. verifica del piano: “ogni settimana controllerò i progressi e mi assicurerò che le soluzioni stiano portando risultati. Se necessario, rivedrò il piano”.
Questo approccio aiuta Giulia a passare dal pensiero paralizzante al concretizzare azioni pratiche, portandola più vicina al suo obiettivo senza farsi sopraffare dall’ansia.
Sintesi delle differenze
| RIMUGINIO | METODO STRUTTURATO DI RISOLUZIONI DEI PROBLEMI |
| Pensiero ripetitivo e disorganizzato | Pensiero logico |
| Orientato a pensieri catastrofici | Focalizzato su soluzioni pratiche |
| Paralizza l’azione | Favorisce l’azione |
| Approccio limitato alle proprie preoccupazioni | Approccio aperto e analitico |
| Confusione mentale | Chiarezza e organizzazione |
Anche se per i problemi non esistono risposte facili o soluzioni ideali, almeno con il metodo strutturato saprai di aver affrontato il tuo problema nel modo più efficace ed efficiente possibile.
Autore

Articolo a cura dalla dott.ssa Anna Teresa Gentiluomo Psicologa e Psicoterapeuta riceve presso la sede di Via Roma 85 a Saronno
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Bibliografia
- Andrews, G., Creamer, M., Crino, R., Hunt, C., Lampe, L., & Page, A. (2003) Trattamento dei disturbi d’ansia. Centro Scientifico Editore.
- Andrews, G., Creamer, M., Crino, R., Hunt, C., Lampe, L., & Page, A. (2004) Disturbo d’ansia generalizzato. Centro Scientifico Editore.
- Clark, D. A., & Beck, A. T. (2010). Cognitive therapy of anxiety disorders: A practice manual and conceptual guide. Guilford Press.
- Harvey, A. G., Watkins, E. R., Mansell, W., & Shafran, R. (2004). Cognitive behavioural processes across psychological disorders: A transdiagnostic approach to research and treatment Oxford University Press.
- Sassaroli, S., Lorenzioni, R., & Ruggiero, G. M. (2006). Psicoterapia cognitiva dell’ansia. Rimuginio, controllo ed evitamento. Raffaello Cortina Editore.
