Processi cognitivi di rimuginio e preoccupazione

Rimuginio e preoccupazione sono normali processi cognitivi, vediamo le differenze.

Definizioni e caratteristiche del rimuginio

Il rimuginio è un’attività mentale comune sia nella popolazione clinica che in quella non clinica. Secondo Borkovec, il rimuginio è “una catena di pensieri e immagini carichi di affetti negativi e relativamente incontrollabili”.

Il rimuginio è un tratto caratteristico del Disturbo d’Ansia Generalizzato ed è prevalentemente vissuto in forma verbale piuttosto che immaginaria, in parole semplici si presenta nella nostra mente come dialogo interiore.

La ricerca ha mostrato che le preoccupazioni proprie della popolazione non clinica e quelle della popolazione clinica, differiscono poco nel loro contenuto, ma le persone con un Disturbo d’Ansia le percepiscono come soggettivamente meno controllabili. Il contenuto del pensiero preoccupante è associato a una serie di temi, tra cui salute, relazioni sociali e di intimità, finanze e rendimento lavorativo/accademico.

Rimuginio cronico e pensiero intrusivo

Il rimuginio cronico può iniziare con un pensiero intrusivo involontario. Tuttavia, può anche essere attivato e mantenuto volontariamente perché la persona ritiene che in qualche modo possa avere delle funzioni utili (Wells, 1995). Una volta attivato, catene di pensieri preoccupanti si presentano con la formula “E se . . .?’ tipo domande sulla minaccia anticipata o sul pericolo per sé o per gli altri. Ad esempio, “Cosa succede se fallisco il mio esame?’, ‘Cosa succede se non ottengo una promozione?’ e ‘Cosa succede se mi ammalo?’.

Sebbene il rimuginio sia una caratteristica clinica che caratterizza il Disturbo d’Ansia Generalizzato, è anche un processo cognitivo comune di altri disturbi psicologici. Per, ad esempio, le persone con disturbo di panico si preoccupano per il fisico o per le conseguenze mentali catastrofiche di avere un attacco di panico; chi soffre di fobia sociale si preoccupa di imbarazzarsi o essere umiliato in pubblico; persone con disturbo ossessivo-compulsivo possono preoccuparsi di essere contaminati da germi; quelli con disturbo da stress post-traumatico preoccuparsi di rivivere il trauma.

Definizioni e caratteristiche della ruminazione

La ruminazione è una risposta relativamente comune agli stati d’animo negativi (Rippere, 1977) e una caratteristica cognitiva saliente del disturbo depressivo maggiore. Sebbene la ruminazione possa essere sintomatica di depressione clinica, può anche essere percepita come al servizio di una funzione. La ricerca ha dimostrato che il contenuto della ruminazione è sperimentato sia in forma verbale che immaginaria ed è simile negli individui depressi e non depressi.

Pensiero di perdita e fallimento

Il contenuto del pensiero ruminativo coinvolge temi sulla perdita e il fallimento personali passati. Come il rimuginio, la ruminazione può anche attivarsi inizialmente come risposta a un pensiero intrusivo, e può essere poi perpetuata a seconda delle sue funzioni percepite. Le catene del pensiero ruminante sono caratterizzate da domande di tipo “Perché”.

Ad esempio, “Perché è successo a me?”, “Perché mi sento così depresso?” e ​​”Perché non ho voglia di nulla?’.

Secondo altre teorie la ruminazione sarebbe un processo mentale ripetitivo e passivo centrato sui sintomi della depressione, le sue possibili cause e le conseguenze di questi sintomi. Consisterebbe quindi nel ‘concentrarsi ripetutamente sul fatto che si è depressi; sui propri sintomi di depressione; e sulle cause, i significati e le conseguenze dei sintomi depressivi”.

Quando rimuginio e preoccupazione diventano patologici

Come abbiamo visto finora, sia il rimuginio che la ruminazione sono normali processi cognitivi. Quindi, quali fattori determinano quando questi processi diventano attività disadattive e inutili? Si tratta di un fallimento nella regolazione emotiva o di strategie di coping inefficaci? Sicuramente questi sono importanti differenze individuali che possono aumentare la predisposizione al rimuginio e alla ruminazione.

Tuttavia, ci sono altri fattori centrali che contribuiscono a varietà patologiche di preoccupazione e ruminazione. Sebbene sia improbabile che il contenuto del rimuginio e della ruminazione influenzi la normalità o la patologia di questi processi, la loro frequenza e durata possono certamente farlo.

Rimuginio percepito come pericoloso e incontrollabile

Il rimuginio diventa patologico quando ad esempio: un individuo inizia a contemplare le conseguenze catastrofiche dell’aver fallito ad un esame accademico, il rimuginio è considerato una strategia utile per far fronte all’ansia di una prova e aiuta l’individuo a superarla, il rimuginio e percepito come pericoloso e incontrollabile.

Parlando di ruminazione, se l’individuo ha fallito la prova o non ha raggiunto un voto adeguato, è probabile che il pensiero diventi disadattivo se è in risposta a uno stato d’animo depresso, se si concentra sulla comprensione ripetuta o sull’acquisizione di informazioni su qualcosa che è accaduto in passato, e se è valutato come dannoso e difficile da controllare.

Dott.ssa Federica Ferrari Psicologa Monza

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