L’influenza della mindfulness all’apprendimento scolastico
Negli ultimi anni, le difficoltà di apprendimento (DSA) e il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) sono stati al centro di numerosi studi per il loro impatto sul rendimento scolastico, sul benessere emotivo e sulle capacità cognitive. Questi disturbi influenzano non la vita degli studenti non solo a livello academico ma anche nella vita quotidiana, attaccando risorse cognitive importanti come le funzioni esecutive, la memoria, la velocità di elaborazione delle informazioni e la capacità di attenzione (Milligan, Badali, & Spiroiu, 2015). In aggiunta, queste difficoltà persistenti non si limitano alla scuola, ma si estendono anche all’età adulta, influenzando la sfera sociale, lavorativa ed emotiva (Miranda et al., 2016).
Indice
Per questo motivo, si stanno sempre più sviluppando interventi educativi e psicologici per supportare gli studenti con queste difficoltà (Yeager & Walton, 2011). Tra le strategie emergenti, un ruolo significativo è stato attribuito alla mindfulness, una pratica che aiuta a migliorare l’attenzione, la regolazione emotiva e la gestione dello stress.
Cos’è la mindfulness?
La mindfulness è definita come la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione al momento presente. Si tratta di una pratica basata sull’osservazione dei propri pensieri, emozioni e sensazioni senza reagire in modo automatico o impulsivo. Lo scopo non è quello di giudicare noi stessi ma quello dell’accettarci (Kabat-Zinn, 2003).
Diversi studi hanno dimostrato che la mindfulness favorisce il benessere psicologico attraverso meccanismi come il decentramento (cioè, il distaccarsi dai pensieri negativi), l’accettazione delle esperienze interne e il miglioramento della regolazione emotiva (Baer, 2003; Brown et al., 2007). La sua primaria funzione però è la riduzione dell’attività del sistema nervoso simpatico il che contribuisce a diminuire la reattività allo stress abbassando la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca (Hering et al., 2013).
Qual è la relazione tra mindfulness e apprendimento?
Nello stesso modo in cui un atleta percepisce il proprio battito cardiaco, la stanchezza, il calore e il sudore sul corpo, anche lo studente può imparare a essere consapevole di tutto ciò che accade dentro e intorno a lui.
Perché?
Un apprendimento efficace richiede una buona concentrazione, una memoria di lavoro adeguata e flessibilità cognitiva, abilità che possono essere compromesse nei soggetti con DSA e ADHD. La mindfulness, essendo uno strumento che influisce indirettamente sui processi metacognitivi e la consapevolezza, si è rivelata utile nel migliorare queste capacità, con effetti positivi su diverse funzioni cognitive:
- Aumento della flessibilità cognitiva: la pratica della mindfulness aiuta a passare da un’attività all’altra in modo più fluido e adattivo (Moore & Malinowski, 2009).
- Miglioramento dell’attenzione: studi dimostrano che la mindfulness rafforza l’attenzione sostenuta e la capacità di concentrazione (Jha, Krompinger, & Baime, 2007).
- Aumenta la capacità di autoregolazione, consentendo agli studenti di rimanere focalizzati sul compito senza essere sopraffatti dalle distrazioni (Felver et al., 2017).
- Per gli studenti con ADHD in particolare la mindfulness può ridurre l’iperattività e l’impulsività, migliorando il controllo degli impulsi (Milligan et al., 2015).
Questi effetti sono particolarmente importanti considerando che gli studenti con ADHD e DSA spesso vivono esperienze di frustrazione e bassa autostima a causa delle loro difficoltà scolastiche (Alesi, Rappo, & Pepi, 2014).
Tecniche di mindfulness per ausiliare le capacità attentive e l’autoregolazione
Essendo una tecnica di meditazione, la mindfulness può essere praticata in vari contesti: A casa, presso centri terapeutici che attuano sessioni di gruppo, pure nel settore scolastico con il supporto di figure professionali.
Uno dei metodi più utilizzati prevede sessioni in cui i partecipanti siedono in una postura rilassata ma eretta, concentrando l’attenzione sulle sensazioni del respiro. Ogni volta che la mente vaga, vengono istruiti a riportare l’attenzione al respiro, senza giudizio. Questo esercizio rafforza la capacità di mantenere la concentrazione e di gestire le distrazioni (Kabat-Zinn et al., 1984; Kabat-Zinn, 1990).
Altri interventi includono pratiche specifiche per sviluppare la consapevolezza del respiro come strumento per gestire le emozioni. Ad esempio, sono stati condotti programmi che combinano la respirazione guidata diaframmatica con l’attenzione consapevole, favorendo non solo l’osservazione ma anche un rallentamento naturale del respiro e un miglior controllo dello stato emotivo. Questo tipo di pratica aiuta gli studenti a prendere maggiore consapevolezza dei propri processi interni e a sviluppare un senso di padronanza sulle proprie sensazioni e pensieri (Satlof-Bedrick & Johnson, 2015; Tremblay, 2018).

Esistono dei programmi dove le sessioni possono svolgersi nell’arco di 8-10 settimane con incontri settimanali. Durante questi incontri, i partecipanti sperimentano diverse forme di consapevolezza, tra cui esercizi di respirazione, camminata, movimento e rilassamento. Esistono anche pratiche come l’alimentazione mindful, le quali incoraggiano l’essere presenti durante il momento del pasto, osservando le proprie sensazioni e prestando attenzione al proprio cibo.
Nell’ambiente scolastico invece, gli incontri possono essere distribuiti nell’arco di diversi mesi. In questi casi, studenti partecipano ad attività strutturate con una sequenza definita, partendo con la concentrazione sul respiro, passando attraverso esercizi di consapevolezza corporea e concludendo con un momento di condivisione (Napoli, Krech, & Holley, 2005).
Un aspetto rilevante di qualsiasi programma di mindfulness è l’incoraggiamento all’integrazione della mindfulness nella quotidianità, con particolare attenzione alle sfide accademiche Sviluppando maggiore calma e autoregolazione, gli studenti sono guidati a riconoscere e gestire difficoltà come lo stress, comportamenti automatici e inconsapevoli durante lo studio e distrazioni, (Goyal et al., 2014; Milligan et al., 2015).
Conclusione
Il messaggio della mindfulness è un invito rivolto a giovani e adulti a essere presenti nel qui e ora, osservando sé stessi, i propri pensieri e il mondo attraverso tutti e cinque i sensi.
La mindfulness è un intervento flessibile ed efficace per migliorare l’attenzione, la regolazione emotiva e la gestione dello stress. L’integrazione della mindfulness nei percorsi educativi rappresenta una strategia promettente per supportare gli studenti, aiutandoli a sviluppare competenze cognitive e emotive che rispondano alle sfide quotidiane. In futuro, sarebbe auspicabile che la mindfulness diventasse una componente fondamentale nei programmi scolastici e universitari, offrendo agli studenti strumenti concreti per affrontare le difficoltà legate all’apprendimento. Il continuo sviluppo e l’espansione di tali programmi potrebbero non solo supportare il rendimento scolastico, ma anche contribuire a un miglioramento complessivo della qualità della vita degli studenti, fornendo loro le competenze necessarie per gestire lo stress e le sfide educative.
Autore

Articolo scritto dalla dott.ssa Nikoletta Sarakou Tutor Studenti a Monza
Se stai cercando supporto psicologico o desideri migliorare il tuo benessere mentale, contattaci per fissare un colloquio con uno dei nostri esperti. La tua salute mentale è importante: prenditi cura di te stesso oggi.
