Quando parliamo di Sluggish Cognitive Tempo (SCT)
Quando parliamo di Sluggish Cognitive Tempo (SCT), facciamo riferimento a una specifica difficoltà attentiva e di concentrazione. Le persone che presentano lo Sluggish Cognitive Tempo (SCT) tendono a sognare a occhi aperti, ad avere la mente annebbiata, a percepire una lentezza nel pensiero e una ipoattività motoria (Becker P.B. e Barkley A.B., 2018).
Lo Sluggish Cognitive Tempo (SCT) non rientra ancora tra i disturbi presenti nel DSM-5-TR, ma presenta caratteristiche in comune con il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) e spesso può verificarsi in comorbilità. Tuttavia, la ricerca ha evidenziato che lo SCT rappresenta un costrutto distinto dal Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), pur non essendo ancora inserito tra i disturbi riconosciuti dal DSM-5-TR.
Criteri e sintomi per il riconoscimento dello Sluggish Cognitive Tempo (SCT)
Nel 2017, grazie a uno studio di metanalisi, Becker e colleghi hanno identificato 16 sintomi che, in età adulta, definiscono lo Sluggish Cognitive Tempo (SCT):
- Lentezza nel fare le cose
- Sensazione di mente annebbiata
- Fissare il vuoto
- Sensazione di sonnolenza durante il giorno
- Perdita del filo dei pensieri
- Bassa attività fisica e mentale
- Perdersi nei propri pensieri
- Facile affaticamento
- Dimenticare cosa si stava per dire
- Confusione mentale
- Mancanza di motivazione nel fare cose
- Tendenza a estraniarsi
- Sensazione di mente confusa
- Pensiero lento o rallentato
- Sognare a occhi aperti
- Difficoltà a riunire le idee
Questi sintomi generano, nei soggetti che li vivono, sentimenti di autosvalutazione, scarso senso di autoefficacia, ansia, tristezza e sintomi depressivi. Inoltre, la generale sensazione di ottundimento, confusione e lentezza cognitiva causa difficoltà in ambito psicosociale. Tali difficoltà derivano dalla scarsa abilità di identificare segnali sociali, portando a isolamento e riduzione delle interazioni sociali.
Nella vita quotidiana, questi pazienti possono descrivere difficoltà nel formulare idee, tendono a fare lunghi giri di parole, si perdono in dettagli a volte superflui e cambiano discorso senza esserne consapevoli. Anche i processi decisionali possono presentare diverse difficoltà. Infine, i pazienti possono manifestare un'eccessiva concentrazione (iper-focus), che rende difficile distogliere l’attenzione da qualcosa che ha catturato il loro interesse (Kooij S.J.J., 2019).
Trattamento
La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) sembra essere l’approccio con i migliori risultati per il trattamento dello SCT. Ad esempio, tecniche comportamentali volte a migliorare la concentrazione, l’attenzione e l’organizzazione del tempo possono aiutare il paziente nello svolgimento di piccoli e grandi compiti della vita quotidiana.
Un maggior senso di autoefficacia, derivante da una migliore capacità di gestione della vita quotidiana e sociale, può portare a un miglioramento dei sintomi emotivi e cognitivi e, quindi, a un generale miglioramento della qualità della vita.
Per quanto riguarda la terapia farmacologica, non ci sono ancora evidenze scientifiche di farmaci adatti al trattamento dello SCT. I farmaci utilizzati per il trattamento dell’ADHD non mostrano evidenze significative e soddisfacenti per il trattamento dello SCT, pur avendo elementi in comune.
BIBLIOGRAFIA
- Becker, SP e Barkley, RA (2018). Tempo cognitivo lento. Libro di testo di Oxford sul disturbo da deficit di attenzione e iperattività, 147-153.
- Kooij S.JJ., et al. (2019) Updated european consensus statement on diagnosis and treatment of adult ADHD. European Psychiatry. 56: 14-34.
Autore

Articolo scritto dalla Dott.ssa Alessia D'Angelo Psicologa e Psicoterapeuta a Milano
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