Home » Articoli di Psicologia » Strategie Per Incrementare L’altrui Motivazione

Strategie Per Incrementare L’altrui Motivazione

di Centro Interapia | Feb 20, 2025 | Articoli di Psicologia | 0 commenti

Scopri come aumentare la motivazione altrui comprendendo teoria e fattori psicologici che la influenzano in un breve articolo a cura della dott. Chiara Mariani Psicologa e psicoterapeuta

Che cosa si intende per motivazione?

La motivazione in psicologia è un concetto complesso che si riferisce all’insieme dei processi che attivano, dirigono e sostengono il comportamento umano. 

La comunità scientifica è pertanto d’accordo nello sfatare uno dei grandi miti che ruota attorno alla motivazione ovvero che essa sia un tratto della personalità. Essa può essere pensata in realtà come l’energia che muove il comportamento e che ha a che vedere con le attitudini, le credenze e le emozioni. Quindi ogni individuo può essere motivato in un ambito/situazione/attività e non in un altro.

Sono state elaborate diverse teorie in psicologia che cercano di spiegare quali siano i fattori che stimolino la motivazione e che ci aiutino quindi a comprenderla. Eccone alcuni esempi: 

  • Teoria delle necessità: secondo Abraham Maslow, la motivazione è influenzata da una gerarchia di bisogni, che vanno dai bisogni fisiologici a quelli di autorealizzazione;
  • Motivazione intrinseca ed estrinseca: la motivazione intrinseca deriva da fattori interni, come la soddisfazione personale o l'interesse, mentre la motivazione estrinseca è influenzata da fattori esterni, come ricompense o riconoscimenti;
  • Teoria dell'autodeterminazione: questa teoria suggerisce che la motivazione è influenzata dalla soddisfazione di tre bisogni fondamentali: autonomia, competenza e relazionalità;
  • Teoria dell'obiettivo: la motivazione può essere influenzata dalla presenza di obiettivi specifici e dal grado di difficoltà di questi obiettivi, che possono spingere le persone a impegnarsi di più.

È possibile motivare gli altri?

Poiché la motivazione è un processo interno, non possiamo generarla per gli altri, ma possiamo creare un ambiente favorevole che ne faciliti lo sviluppo.

Seguendo la teoria dei bisogni di Maslow, è essenziale offrire un contesto in cui le persone si sentano competenti, capaci ed efficaci, oltre che coinvolte e connesse agli altri. Solo così potranno attivare e potenziare i propri processi motivazionali in modo autentico e duraturo.

Nella pratica cosa possiamo fare quindi per stimolare la motivazione negli altri?

  1. Coltivare relazioni sane e costruttive: un ambiente familiare, scolastico o lavorativo in cui le persone si sentano supportate, rispettate e libere di sperimentare senza il timore di giudizi negativi crea fiducia e apertura. Questo permette di accogliere nuove proposte e affrontare sfide con maggiore sicurezza e motivazione, nella consapevolezza di essere in un luogo relazionale in cui viene dato spazio ed importanza al sé e alla sua espressione.
  2. Offrire possibilità di scelta: poter scegliere è fondamentale per sviluppare autonomia e consapevolezza. Quando un individuo ha l'opportunità di esplorare ciò che lo interessa davvero, si attiva la motivazione intrinseca, quella spinta interiore che rende un’attività gratificante in sé. Anche al di là della motivazione immediata, il semplice atto di scegliere rafforza il senso di efficacia personale, favorendo nel tempo un atteggiamento più proattivo e responsabile.

Esempio pratico: la possibilità di scelta inizia e passa dalle cose più semplici “preferisci mettere i pantaloni blu o quelli rossi per andare all’asilo?” (Worrell & Grolnick);

  1. Evitare l’uso dei premi come leva motivazionale: premiare un comportamento può sembrare efficace nell’immediato, ma rischia di ridurre il valore ed il piacere autentico dell’attività stessa. Quando il premio scompare, spesso scompare anche la motivazione. Inoltre, basare l’apprendimento o il lavoro su incentivi esterni ostacola la capacità di riflessione personale e la scoperta dei propri veri interessi, mentre facilita l’insorgere di domande del tipo “l’ho fatto per ricevere denaro/promozione/gioco nuovo o perché lo desideravo e aveva senso davvero per me?”;
  2. Valorizzare il processo, non solo il risultato: elogiare l’impegno, la dedizione e la gestione dell’attività, anziché concentrarsi solo sul successo finale, aiuta a costruire una solida autostima basata sulle capacità reali. Questo approccio rende più facile affrontare anche eventuali insuccessi senza perdere fiducia in sé stessi, promuovendo una motivazione più stabile e duratura e non un decadimento della stessa a fronte dell’esito negativo. 

Esempio: “com’è andata la partita? ti sei divertito? cosa ti è piaciuto?”. Possono nascere così riflessioni del tipo “questa volta non è andata ma la prossima volta potrò fare in questo altro modo e comunque mi sono divertito” (Worrell & Grolnick);

  1. Utilizzare tecniche di visualizzazione: può essere utile per favorire la motivazione proporre ed insegnare tecniche di visualizzazione che non si focalizzino solo sul risultato ma su tutti gli step del processo per ottenerlo. La visualizzazione delle fasi intermedie è quella che consente di generare affezione ed interesse rispetto al progetto individuato. 

Esempio: se l’obiettivo è quello di vincere una gara importante, supportare l’altro nella visualizzazione implica far immaginare come vivere gli allenamenti, di pensarsi nel farli, come organizzare la routine dell’alimentazione e/o del sonno (Worrell & Grolnick).

 aumentarla

Conclusioni

La motivazione non è un tratto fisso della personalità, ma un processo dinamico che può variare a seconda del contesto e delle esperienze. Comprendere i meccanismi che la influenzano, dalle teorie psicologiche ai fattori familiari-ambientali, permette di creare condizioni favorevoli per il suo sviluppo.

Non possiamo "inserire" la motivazione negli altri, ma possiamo favorirla attraverso relazioni di supporto, possibilità di scelta, il giusto approccio al successo e all'errore, e strategie che rafforzino il senso di autonomia e competenza. 

In questo modo, aiutiamo le persone a costruire una motivazione autentica e duratura, radicata nel piacere dell’apprendimento e nella soddisfazione personale.

Bibliografia

  • Deci, E. L., & Ryan, R. M. (1985). Intrinsic Motivation and Self-Determination in Human Behavior. New York: Plenum.
  • Deci, E. L., & Ryan, R. M. (2000). "The "What" and "Why" of Goal Pursuits: Human Needs and the Self-Determination of Behavior". Psychological Inquiry, 11(4), 227-268.
  • Locke, E. A., & Latham, G. P. (2002). "Building a Practically Useful Theory of Goal Setting and Task Motivation: A 35-Year Odyssey". American Psychologist, 57(9), 705-717.
  • Maslow, A. H. (1943). "A Theory of Human Motivation". Psychological Review, 50(4), 370-396.
  • Scherer, K. R. (2001). "Emotion, the Social Context of Emotion, and Emotional Communication". In Handbook of Communication and Emotion (pp. 1-33). San Diego: Academic Press.
  • Worrell, F. & Grolnick, W. (2024). Motivation Myth Busters: Science-based Strategies to Boost Motivation in Yourself and Others. APA LifeTools.

Articoli Correlati

Autore

Chiara Mariani Psicologa Legnano

Articolo scritto dalla Dott.ssa Chiara Mariani Psicologa e Psicoterapeuta a Legnano.

Se stai cercando supporto psicologico o desideri migliorare il tuo benessere mentale, contattaci per fissare un colloquio con uno dei nostri esperti. La tua salute mentale è importante: prenditi cura di te stesso oggi.

5/5 - (1 vote)

Contatta il Centro InTerapia

Hai trovato utile questo articolo? Se senti il bisogno di iniziare un percorso di crescita personale o affrontare un momento di difficoltà, il nostro team di psicologi e psicoterapeuti è a tua disposizione.